In calo nel 2024 le imprese torinesi

Presentati i dati sulla natimortalità imprenditoriale torinese, frutto dell’indagine annuale condotta dalla Camera di commercio di Torino.

Nel 2024 registriamo una nuova contrazione del numero di imprese con un andamento che sembra aver smaltito lo sprint post pandemico. Poche le aperture, soprattutto da parte di giovani imprenditori, ma in aumento anche le chiusure nel breve periodo, come testimonia il tasso di sopravvivenza a 3 anni, che è in calo per la prima volta da un decennio – commenta Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio Torino. – Per favorire nuove aperture e imprese più solide e resistenti nel tempo, offriamo servizi qualificati e gratuiti che accompagnano l’imprenditore nella definizione dell’idea e nel suo sviluppo”.

Le imprese torinesi nel 2024

Con cessazioni[1] (12.374 unità) che superano di poco le aperture (12.354), il tasso di crescita del 2024 risulta prossimo allo zero (-0,01%), dopo anni in cui è stato positivo. Se effettuiamo un confronto con le altre tredici città metropolitane[2] italiane, Torino, che è la quarta per numero di imprese registrate dopo Roma, Milano e Napoli, è la sola insieme a Genova (-0,01%) e Cagliari (-0,43%) ad aver concluso il 2024 con un tasso negativo.

Il numero complessivo di imprese registrate passa dal 222.538 del 2023 a 220.860 nel 2024, perdendo complessivamente 1.678 imprese. Torino città, dove ha sede il 49% delle attività imprenditoriali della provincia, ha registrato un calo meno accentuato, passando da 108.862 unità a fine 2023 a 108.248 nel 2024 (-614 imprese).

 

Tasso di sopravvivenza

Per la prima volta nell’ultimo decennio, il tasso di sopravvivenza medio a distanza di 3 anni dall’iscrizione dell’impresa ha registrato nel 2024 un evidente calo, scendendo dal 71,8% al 68,4%. Anche nelle altre città metropolitane confrontabili con Torino, il tasso di sopravvivenza risulta diminuito: Milano passa da 70,1% a 69,1%; Napoli dal 71,2% al 70,4%; Roma dal 65,5% al 64,7%.

Natura giuridica

Negativo il tasso di crescita per le imprese individuali (il 53,6% del totale, -0,47%), per le società di persone (il 20,7%, -2,45%) e per le cooperative (1% del totale, -1,64%). Le due uniche categorie in crescita nel corso del 2024 sono le società di capitali, il cui peso in un anno sale di quasi un punto percentuale (rappresentano il 23,9%) e  il tasso di crescita del +3,39%, e le “altre forme”, benché con un peso ancora piuttosto contenuto (l’1,1%, +0,25%). Nel lungo periodo emerge l’incremento della consistenza delle società di capitali (+31,7% rispetto al 2015).

Andamento dei settori nel 2024

L’analisi mostra un andamento contrapposto, sia nel breve periodo sia in uno spazio temporale più ampio (2019), dei servizi in crescita rispetto ai settori dell’agricoltura, dell’industria, del commercio e del turismo. Un’analisi a parte, invece, meritano le attività edili: dopo un periodo di forte espansione grazie all’introduzione degli incentivi fiscali e dei bonus edilizi, il 2024 mostra i primi segnali di rallentamento.

Nello specifico, poi, è il commercio a registrare l’andamento peggiore con una riduzione nel 2024 del –1,8% rispetto al 2023 e del -4,4% rispetto al 2019, seguito dall’industria con –1,7% (-6,7%) e dall’agricoltura -1,3% (-5,1%).

Una minore riduzione si evidenzia nei servizi di alloggio e ristorazione, la cui flessione è del –0,8% a confronto dello scorso anno (-2,4% sul 2019), mentre il settore delle costruzioni, come già evidenziato, mostra un leggero calo del –0,4% (a cui si contrappone il risultato positivo del +7,7% di sei anni fa).

Crescono i servizi, sia nel breve sia nel lungo periodo: +0,2% e + 5,1% sono le variazioni delle attività prevalentemente orientate alle imprese e +1,4% e +8,0% quelle dei servizi alle persone.

Servizi prevalentemente orientati alle imprese (+0,2%; il 27,0%)

Quello dei servizi alle imprese si conferma il primo settore per consistenza imprenditoriale con 59.544 imprese e un andamento stabile nel 2024 (+0,2%). Il comparto più numeroso, quello delle attività immobiliari, mostra un lieve calo (-0,8%), mentre sono in crescita le attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,0%) grazie soprattutto alle attività di consulenza imprenditoriale e alle agenzie di pubblicità. Tra le attività di noleggio, agenzie di viaggio e altre attività di supporto alle imprese (-0,4%) tengono le imprese di pulizia e di manutenzione di aree verdi mentre vi è un exploit dei servizi di noleggio autoveicoli (+10,1%). Continuano a crescere poi da oltre un decennio le attività finanziarie, mentre sono in decrescita i servizi di trasporto e magazzinaggio (-1,5%).

Commercio (-1,8%; il 23,5%)

Continua il calo delle imprese del commercio che con 51.862 unità registrano un -1,8%. A crescere sostanzialmente solo il commercio di autoveicoli e la loro manutenzione/riparazione (+2,8%) e il commercio on-line (+4,9%). In flessione invece tutti gli altri comparti, in primis il commercio ambulante (-3,6%) e il commercio al dettaglio in sede fissa (-3,4%). Scendono anche il commercio all’ingrosso (-2,6%) e più lievemente gli intermediari del commercio (-1,6%).

Nell’ambito del commercio a sede fissa, continua la flessione dei negozi di articoli culturali e ricreativi (-5,5%), dove in caduta troviamo nuovamente edicole e cartolerie, e il calo degli esercizi di abbigliamento. Decrescita anche per ferramentanegozi di mobilifiorai, negozi di ottica e fotografia e benzinai. In ambito alimentare crescono le pescherie mentre si conferma il calo di panetteriemacellerie e negozi di frutta e verdura.

Nell’ambito del commercio ambulante sono in diminuzione tutte le categorie.

Costruzioni (-0,4%; il 15,8%)

Dopo la forte espansione registrata a partire dal 2020, nel 2024 si rileva un leggero calo: scende a 34.983 lo stock di imprese edili, evidenziando una variazione del -0,4% sul 2023. La contrazione è attribuibile sia all’andamento delle attività di costruzione di edifici sia a quelle di ingegneria civile. Tendenzialmente stabile (+0,2%) si mostra, invece, il comparto dei lavori di costruzione specializzati (il 77,9%) grazie alle imprese operanti nella tinteggiatura e posa in opera di vetri, nella posa in opera di infissi e in altri lavori di completamento e finitura degli edifici.

Industria (-1,7%; l’8,7%)

Continua la decrescita dell’industria manifatturiera che, con 19.268 imprese, ripete la performance negativa dello scorso anno, diminuendo di un ulteriore -1,7%.

A livello settoriale, risultano in crescita le attività di riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature e i mezzi di trasporto soprattutto grazie alle attività specializzate nella costruzione di altri mezzi, in particolar modo aeromobili e veicoli spaziali.

Tutti gli altri settori dell’industria evidenziano invece una decrescita. Nello specifico, a registrare le variazioni più negative sono le imprese produttrici di apparecchiature elettriche ed elettroniche, ma anche l’industria della gomma e delle materie plastiche e quella della meccanica.  In diminuzione anche le industrie dei prodotti chimici e farmaceutici, le imprese della carta e dell’editoria, del legno e della metallurgia. In calo meno deciso le attività alimentari e delle bevande e l’industria tessile e abbigliamento.

Istruzione, Sanità e Servizi pubblici, sociali e personali (+1,4%; il 7,7%)

Con 17.368 imprese registrate a fine 2024, i servizi alla persona risultano in crescita complessivamente del +1,4%. Negli ultimi cinque anni, il settore ha sempre fatto registrare la performance migliore tra tutti i comparti, confermandosi trainante per il tessuto economico della provincia. Ottima la performance dell’istruzione dove crescono sia i corsi sportivi e ricreativi, sia quelli di formazione culturale; in aumento anche corsi di formazione e quelli di aggiornamento professionale e le scuole per corsi di lingua che passano da 106 a 190 imprese.

Le attività di assistenza sanitaria evidenziano un incremento del +3,7%: all’interno si amplia la presenza degli studi odontoiatrici e degli studi medici specialistici, mentre gli altri servizi di assistenza sanitaria – che includono le attività di fisioterapia, quelle paramediche e i laboratori di analisi cliniche – flettono lievemente.

Continuano a crescere in maniera rilevante anche le attività sportive e di divertimento; tra queste le palestre, che nel 2023 avevano segnato un rallentamento, nel 2024 tornano a salire, così come le discoteche.

Infine, continua l’incremento dei centri estetici, stabili i parrucchieri, mentre calano le lavanderie. Aumenta il numero di pompe funebri, studi di tatuaggi e piercing, servizi di cura degli animali da compagnia e servizi di organizzazione feste e cerimonie.

Servizi di alloggio e ristorazione (-0,8%; il 6,9%)

Con 15.240 imprese i servizi di alloggio e ristorazione chiudono l’anno 2024 con una diminuzione del -0,8%. Il 94% del settore si riferisce ai servizi di ristorazione che, nel complesso, risultano in decrescita del -0,9%; la restante fetta attiene alle attività di alloggio, le quali registrano invece un incremento di consistenza del +2%.

Nell’ambito della ristorazione si rileva un ulteriore calo dei bar che, rappresentando oltre un terzo del settore, si stabilizzano a quota 5.404 unità con una variazione del -3,4% rispetto al 2023, mentre è positivo il risultato dei ristoranti, per i quali la crescita riguarda sia quelli con servizio di somministrazione sia quelli con preparazione di cibo da asporto.

Fra i servizi di alloggio, alla diminuzione del numero di alberghi (-1,1%; il 3,1%) si contrappone l’aumento dei bed & breakfast e affittacamere (+8,8%; il 2,4%).

 

Agricoltura (-1,3%; IL 5,1%)

Nel 2024 si assiste a una nuova diminuzione dello stock delle imprese agricole: sono 11.262 le attività registrate con una variazione del -1,3%. In particolare, decrescono le coltivazioni agricole associate all’allevamento di animali, le coltivazioni di cereali e le attività di allevamento di bovini da latte. In leggera crescita le colture di ortaggi, la floricoltura e le coltivazioni di uva.

 

Categorie di imprese[3]

 

Le imprese straniere

Con 32.801 unità, di cui l’81,3% imprese individuali, crescono anche nel 2024 le imprese straniereil tasso di crescita continua a essere positivo, pari a +2,38%. Rispetto a 10 anni fa questa componente è cresciuta del +38,1%.

Il settore delle costruzioni si conferma il primo per importanza e cresce del +2,6% rispetto a fine 2023. Anche tutti gli altri comparti evidenziano una buona crescita rispetto all’anno precedente, in particolare i servizi di alloggio e ristorazione (+4,3%) e i servizi alle persone (+4,1%).

Nel 2024, a crescere è anche il numero di posizioni imprenditoriali straniere[4]: con 43.104 unità, registrano un incremento del +2,0% rispetto al 2023. Gli imprenditori stranieri rappresentano una componente imprenditoriale importante nel nostro territorio, che ha visto una crescita esponenziale sia rispetto al 2019 (+18,5%) sia rispetto a fine 2015 (+30,6%).

Si tratta prevalentemente di imprenditori con un’età compresa tra i 30 e i 49 anni (il 54,6%) ma la componente più giovane (con meno di 30 anni) rappresenta quasi il 7%, percentuale (4,1% gli imprenditori di origine italiana della stessa fascia di età).

Ben il 27% delle posizioni imprenditoriali straniere sono di genere femminile. La Romania si conferma la prima nazionalità degli imprenditori stranieri (il 23,3% del totale), seguita da Marocco (il 13,9%), Cina (il 7,2%) e Albania (il 5,2%).

Le imprese artigiane

Dopo tre anni consecutivi di crescita, nel 2024 le imprese artigiane registrano una flessione: con 59.415 unità diminuiscono del -0,8% rispetto all’anno precedente. Se l’analisi viene effettuata rispetto a cinque anni fa (2019), le imprese artigiane risultano in crescita sul territorio torinese (+1,5%), ma se si confronta la consistenza rispetto l’ultimo decennio, la città metropolitana di Torino ha perso quasi 3.500 attività dell’artigianato      (-5,5% rispetto al 2015). Il tasso di crescita nel 2024 è pari a -0,58%.

L’edilizia, che rappresenta il primo settore (il 43,2% del totale), registra una diminuzione del –0,9%; l’industria manifatturiera, secondo comparto per importanza (il 18,0%) evidenzia il calo più sostenuto (-2,5%), seguita dalle attività turistiche (-2,0%). Più modesta la diminuzione dei servizi prevalentemente orientati alle imprese che nel 2024 segnano un -0,4% (il 14,9%).

Le imprese femminili

A fine 2024 nella città metropolitana di Torino erano registrate 49.090 imprese femminili, in diminuzione rispetto a fine 2023 del -0,7%. Il tasso di crescita risulta negativo (-0,30%), tuttavia migliore di quello piemontese (-0,46%), ma peggiore di quello italiano (+0,45%). Le imprese femminili rappresentano il 22,2% del tessuto imprenditoriale complessivo, dato in linea sia con la media nazionale, sia con quella piemontese. Delle 49.090 imprese femminili, il 15,1% sono straniere e il 10,5% sono giovanili.

Si tratta di imprese prevalentemente strutturate come imprese individuali (il 62,6% del totale), mentre le società di persone e di capitale rappresentano rispettivamente il 18,2% e il 17,7%.

Se si analizzano i settori di attività, le imprese femminili si caratterizzano per essere principalmente specializzate nei servizi alle imprese (il 28,1%), in crescita del +0,7% rispetto a fine 2023. Buona anche la performance dei servizi prevalentemente orientati alle persone che, con il 16,0% del totale, aumentano del +0,9%. Stabili le attività di alloggio e ristorazione (il 9,0%), mentre il commercio, secondo settore per importanza (il 25,7%) registra una diminuzione sostenuta.

Nel 2024 le posizioni imprenditoriali[5] riferite a donne sono risultate 103.866, continuando la tendenza di riduzione di questa componente del tessuto imprenditoriale

(-1,5% rispetto al 2023). Se si analizza il trend di medio e lungo periodo, il territorio negli ultimi cinque anni ha perso poco meno di 4.000 imprenditrici e quasi 7.900 rispetto a fine 2015.

Se si delinea il profilo delle imprenditrici, si tratta in prevalenza di donne con un’età compresa fra 50 e 69 anni (il 47,5%) e fra 30 e 49 anni (il 32,3%). Crescono del +1,8% le imprenditrici straniere con 11.502 unità, pari all’11,1% del totale.

Le imprese giovanili

Nel 2024 sono 20.295 le imprese giovanili, ovvero con titolari o prevalenza di soci under 35, in netta diminuzione rispetto a fine 2023 (-644 unità).

La componente giovanile oggi rappresenta il 9,1% delle imprese complessive della città metropolitana di Torino, peso che nel corso del medio e lungo periodo è diminuito: se nel 2019 le imprese under 35 rappresentavano il 9,5% del tessuto complessivo, nel 2015 la percentuale raggiungeva il 10,3%. Guardando i settori di attività, il calo del 2024 è trasversale a tutti i principali comparti, fatta eccezione per i servizi alle persone (l’11,1%) che segnano un +1,5%. Sono però i servizi alle imprese a confermarsi per il secondo anno consecutivo il primo settore per numero di imprese giovanili (il 25,9%), seguiti dal commercio (il 24,8%). La forma giuridica prevalente è l’impresa individuale che rappresenta l’80,3% del totale.

Il fenomeno dell’invecchiamento

Un’ulteriore analisi svolta quest’anno sulle posizioni imprenditoriali, evidenzia rispetto a 10 anni fa (2015) un generale “invecchiamento” degli imprenditori con dinamiche differenti in termini di genere: nella fascia d’età sotto i 29 anni diminuisce la presenza di imprenditori (-7,4%), ma soprattutto quella di imprenditrici giovani (-25,4%) con un calo complessivo del -13,5%. Calano anche le posizioni nella classe fra i 30 e i 49 anni, seppure con un divario di genere meno accentuato. Aumenta, invece, il numero di chi conduce un’impresa fra gli over 50 senza particolari differenze di genere (+12,8% per gli uomini, +12,3% per le donne e +12,7% nel totale).

Il fenomeno dell’invecchiamento riguarda anche gli stranieri, fra i quali si registra un forte innalzamento di imprenditori (+83,5%) e di imprenditrici (+78,9%) nella fascia over 50 (+82,3% complessivamente), a causa di un progressivo consolidamento, dopo i primi anni di immigrazione. Nella fascia media fra 30 e 49 anni, si rileva ancora una crescita (+13,8% e +15,8%; +14,4% nel totale), mentre fra i più giovani (età sotto i 29 anni) le posizioni imprenditoriali diminuiscono (-12,2%), a causa del forte decremento di posizioni femminili (-40,1%).

I servizi della Camera di commercio di Torino per le nuove imprese

Il settore Nuove Imprese della Camera di commercio di Torino si occupa di favorire la nascita di nuove imprese attraverso un insieme di servizi gratuiti finalizzati ad accompagnare l’aspirante imprenditore dall’idea alla realizzazione del progetto. Tra i servizi operativi nel 2025:

  • il progetto Futurae, che offre accompagnamento e consulenza agli stranieri interessati ad avviare un’impresa
  • Impresa informata, il servizio di consulenza integrata per aspiranti imprenditori possibile grazie al coinvolgimento delle associazioni datoriali del territorio che, anche quest’anno, hanno messo a disposizione più di 200 ore di consulenza gratuita sui temi della fiscalità, contrattualistica del lavoro, impresa sociale e approfondimenti tecnici di settore.
  • Nilab (Laboratorio pratico per sviluppare l’idea imprenditoriale, dedicato a chi ha già usufruito del servizio di primo orientamento) che, dopo una prima edizione chiusa il 14 marzo scorso, ha in programma ancora due cicli di incontri a maggio e in ottobre
  • Incontri di orientamento finanziario: percorso di formazione on-li



Il Corecom avvia un progetto nelle scuole sull’alfabetizzazione digitale e mediatica

Il 2024 segna un traguardo importante per il Comitato regionale per le comunicazioni. Infatti da quando l’AGCOM nel 2004 ha conferito al Corecom Piemonte la delega sulla risoluzione delle controversie tra utenti e operatori di comunicazione elettronica, le istanze di contenzioso gestite sono state complessivamente oltre 100mila. In questi venti anni di attività, migliaia di piemontesi hanno usufruito di questo servizio completamente gratuito andando a dirimere situazioni di conflitto con il proprio operatore telefonico ottenendo storni e rimborsi.

In un mondo sempre più connesso, il ruolo del Corecom diventa ancora più strategico”. – dichiara il presidente del Corecom Vincenzo Lilli – “Le conciliazioni non sono solo un servizio, ma un diritto fondamentale per il cittadino e uno strumento di equilibrio nel mercato delle telecomunicazioni. Avere superato le 100mila istanze nel 2024 sono motivo di orgoglio per il nostro Comitato che da venti anni attraverso il tentativo di conciliazione prima e poi anche con la procedura di definizione, promuove e rafforza questo servizio affinché ogni utente possa sentirsi tutelato e ascoltato. Nonostante la flessione del numero di istanze che si è verificato negli ultimi anni a causa della digitalizzazione della procedura e ad una maggiore attenzione dei gestori verso i propri clienti,” – continua il presidente Lilli– “il Corecom si conferma un luogo di prossimità dove far valere i propri diritti. Infatti ogni anno, migliaia di utenti si affidano a noi per risolvere le proprie controversie, ottenendo spesso rimborsi, storni di fatturazione o ripristino del servizio in tempi brevi. Questa attività non solo riduce il contenzioso legale, ma migliora anche il rapporto di fiducia tra cittadini e aziende, incentivando pratiche commerciali più trasparenti e corrette. Tra gli obiettivi che si è prefisso il Corecom nel 2025” – conclude Lilli – ” è anche quello di promuovere e incrementare i corsi di alfabetizzazione digitale, affinché gli adulti di domani abbiano quelle conoscenze necessarie per sfruttare al meglio le opportunità del mondo digitale in modo critico e consapevole”.

Contenzioso 2024 tra utenti e gestori telefonici

Le istanze di contenzioso arrivate al Corecom Piemonte nel 2024 e gestite tramite la piattaforma Agcom ConciliaWeb sono state complessivamente 4038 (3748 istanze di conciliazione e 290 domande di definizione).

Nel dettaglio le domande di conciliazione sono così suddivise: 2794 in udienza e 954 in procedura semplificata. La percentuale di accordi è in aumento rispetto agli anni precedenti ed è del 87,48%.

Per quanto riguarda invece la delega di definizione, il Corecom Piemonte ha ricevuto 290 istanze e ne ha chiuse 307. Le procedure per le quali non è stato possibile addivenire a transazione tra le parti e che sono quindi state definite con provvedimento decisorio del Comitato (delibera) o del dirigente (determinazione) risultano essere 36.

I rimborsi e gli storni a favore degli istanti sono quantificati in circa 1,2 milioni euro.

Sono invece 474 le domande pervenute per procedura d’urgenza per l’attivazione del servizio sospeso, di queste 346 richieste sono state soddisfatte con la riattivazione spontanea da parte dell’operatore, mentre 128 sono stati i provvedimenti temporanei. Si specifica che tali provvedimenti sono diretti a garantire la continuazione della fruizione del servizio per l’utente qualora fosse stato disattivato.

“Le conciliazioni telefoniche si confermano un ottimo strumento di risoluzione alternativa delle controversie che permette alle parti coinvolte in una disputa di trovare un accordo senza dover ricorrere a un’azione legale.” – dichiara la vicepresidente Alessia Caserio – “Sono la dimostrazione concreta di come sia possibile difendere i propri diritti senza dover affrontare lunghe battaglie burocratiche. Grazie alla piattaforma Conciliaweb i vantaggi sia per gli utenti che per i gestori sono molteplici. Infatti la conciliazione offre soluzioni rapide, gratuite ed efficaci ai problemi e in caso di accordo viene redatto un verbale che ha valore legale. Le motivazioni al ricorso più frequenti” – conclude l’avv. Caserio – “sono: addebiti per costi di disattivazione, applicazioni di condizioni contrattuali diverse da quelle pattuite, attivazione di servizi non richiesti, mancata risposta ai reclami e malfunzionamento della linea per motivi tecnici.”

Alfabetizzazione digitale e mediatica

Il Comitato regionale per le comunicazioni promuove il progetto didattico gratuito “Online Onlife” Guida all’uso consapevole del digitale. Un percorso formativo di cittadinanza digitale realizzato in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte e la Fondazione Articolo 49.

Il progetto rientra nell’ambito delle attività di alfabetizzazione mediatica e digitale supportate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), su delega della quale il Corecom Piemonte esercita le funzioni di tutela e garanzia dell’utenza attraverso iniziative di educazione all’utilizzo dei media nell’ambito regionale di competenza.

Il percorso educativo, destinato agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, è articolato in 10 moduli per un totale di 10-20 ore di formazione ed è propedeutico al rilascio del patentino digitale.

L’iniziativa è patrocinata da Parlamento e Commissione europea, Camera e Senato italiani, Guardia di Finanza, CNR, AGID e dalla quasi totalità delle Regioni Italiane. Per iscriversi al progetto è necessario accedere al seguente link: https://inclasse.net/online-onlife-guida-alluso-consapevole-del-digitale/.

“Il Corecom non è solo contenzioso” – sottolinea il commissario Marco Briamonte – “al proprio interno si svolgono tante altre attività forse meno note, ma non per questo di minore importanza. In primis mi preme evidenziare il progetto didattico “Online Onlife”, un’importante iniziativa promossa dal Corecom affinché le nuove generazioni acquisiscano quelle competenze minime necessarie a navigare in rete e nei social network con consapevolezza e responsabilità. Altre delega di rilievo” – continua l’avv. Briamonte – “sono: quella relative ai programmi dell’accesso, un prezioso strumento che offre visibilità a soggetti che difficilmente troverebbero spazio nei media tradizionali, la vigilanza sull’applicazione della normativa in materia di Par Condicio nel periodo elettorale e referendario, la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo e il registro degli Operatori di Comunicazione e Postali”.

Programmi dell’accesso

Sono uno spazio televisivo e radiofonico gratuito e autogestito, della durata massima di cinque minuti, messo a disposizione per la comunicazione di soggetti collettivi – tra cui per esempio enti, associazioni e onlus, autonomie locali, gruppi di rilevante interesse sociale, gruppi etnici e religiosi, sindacati, movimenti politici – grazie al protocollo d’intesa fra il Corecom e Centro di produzione tv Rai. Nel corso del 2024 si sono registrate 209 domande di partecipazione di cui 131 televisive e 78 radiofoniche, con un incremento di 47 richieste rispetto all’anno precedente.

Prevenzione e contrasto al Cyberbullismo

Continua l’attività del Comitato sul tema con l’obiettivo di avere informazioni sul fenomeno e capire gli ambiti di prevenzione e contrasto. In particolare il Corecom partecipa al tavolo tecnico regionale che promuove e adotta politiche per combattere il bullismo online e al tavolo interistituzionale e interprofessionale “Tuttinrete” che ha come obiettivo principale la promozione di una cultura condivisa della tutela dei diritti dei minori nel rapporto con i mezzi di informazione. Inoltre il Comitato nel corso del 2024 ha partecipato nelle scuole ad incontri propedeutici alla nomina degli “Ambasciatori” del Consiglio regionale in tema di utilizzo dei device.

Tenuta del registro degli Operatori di Comunicazione e Postali

Sono state registrate 852 comunicazioni annuali raggiungendo così il 99,76% del totale degli operatori obbligati alla presentazione con 12 richiami al fine di perfezionare gli adempimenti amministrativi. Dall’obbligo sono esclusi gli operatori che svolgono attività di Internet point (16) e gli iscriƫti nell’annualità 2024.

 




CNA, le novità contenute nel Nuovo Piano Regionale Qualità dell’Aria

Oltre 150 le imprese impiantistiche partecipanti, l’incontro è stato altresì occasione per aggiornare titolari e collaboratori sulle modifiche in corso di realizzazione che riguardano il Catasto Impianti Termici e per fare un focus sulla corretta esecuzione delle analisi di combustione negli impianti a gas e a biomassa.

Un secondo incontro è previsto per il prossimo 8 di aprile presso la Sala Trasparenza del Palazzo della Regione Piemonte. Altri sono in fase di calendarizzazione e previsti sugli altri quadranti territoriali della regione.

Qualità dell’aria e fertilizzazione con reflui zootecnici: il NO di Confagricoltura Piemonte

Dopo il provvedimento Regionale che dispone un avvio graduale dell’obbligo di comunicazione preventiva delle fertilizzazioni con reflui zootecnici e gli incontri tecnici con gli Assessorati, il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, ritiene ancora troppo gravose, per le aziende e per le organizzazioni professionali, le procedure che governano questo adempimento: “Nonostante la disponibilità al dialogo della Regione, le comunicazioni di spandimento nell’ambito del PRQA – stralcio agricoltura, sono ancora un punto critico dell’intero impianto normativo, anche perché questo adempimento spesso non è effettuato direttamente dall’azienda, ma dalla sua Organizzazione professionale di riferimento: il rischio, quindi, è di generare in alcuni periodi dell’anno un carico di lavoro insostenibile per qualsiasi struttura, con le conseguenti elevatissime probabilità di errori e conseguenti sanzioni nei confronti delle aziendenonché gravi situazioni di contenzioso con l’Organizzazione stessa per non aver presentato correttamente la comunicazione”.

 

Per la Federazione degli imprenditori agricoli piemontese è necessario ridefinire al più presto tutta la materia per scongiurare situazioni di danno per il settore agricolo in tutte le sue componenti.

 

“Siamo consapevoli  – prosegue Allasia – del fatto che la comunicazione preventiva delle operazioni di campo sia stata introdotta per facilitare l’effettuazione dei controlli previsti dal Piano stralcio agricoltura per la qualità dell’aria, tuttavia riteniamo che questi, dato anche il loro numero non elevato (1% delle distribuzioni) potrebbero essere organizzati in modo efficace basandosi in larga parte sulle informazioni che le aziende zootecniche già forniscono all’Ente pubblico, senza introdurre nuovi adempimenti che rischiano di mettere in seria difficoltà il settore zootecnico della nostra regione”.

 

Confagricoltura Piemonte suggerisce quindi di non limitarsi a dilazionare le tempistiche di entrata in vigore dell’obbligo, ma di rivederne profondamente le modalità di attuazione, in modo da coniugare le necessità di controllo del sistema con quelle di operatività delle aziende.




2024, il turismo in Piemonte è da record

Il Piemonte registra un nuovo record turistico nel 2024 con oltre 6,28 milioni di arrivi e 16,89 milioni di presenze, segnando un incremento del +3,6% +4,1% rispetto all’anno precedente. Lo certificano i dati dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte – Visit Piemonte, che evidenziano la spinta della domanda internazionale, con un +5% di movimenti dall’estero, portando la quota totale dei pernottamenti al 53%. I principali mercati europei – Germania, Francia e Benelux – consolidano la loro posizione tra le aree di riferimento e crescono i movimenti dagli Stati Uniti (+12% dei movimenti) e anche dalla Cina (+36% di arrivi e +19% di presenze).

 

«Il turismo in Piemonte è in buona salute, continua a crescere e a rafforzare il suo posizionamento tra le destinazioni più attrattive d’Italia. Gli arrivi aumentano con percentuali superiori alla media nazionale, così come le presenze. In crescita, più del resto d’Italia, anche i turisti dall’estero che sono il 53 per cento del totale. In particolare il ritorno dei turisti dai mercati asiatici – con l’ulteriore prospettiva di crescita grazie al Tour Vespucci nei mesi scorsi e all’Expo di Osaka nel quale il Piemonte sarà protagonista all’inizio dell’autunno – e l’aumento delle presenze dagli Stati Uniti e dall’Europa confermano come la nostra regione sia sempre più competitiva a livello internazionale, grazie al lavoro di squadra tra istituzioni, operatori e territori. Il turismo è un’industria strategica, un motore di sviluppo della nostra regione, e intendiamo coglierne ogni opportunità per consolidare la crescita e renderla strutturale.» dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

«I grandi eventi si confermano una leva fondamentale per l’attrattività del Piemonte. Le Nitto ATP Finals, il turismo sportivo invernale, il Destination Wedding, le fiere e i festival culturali hanno generato un forte impatto sul territorio, aumentando la visibilità della regione e portando benefici economici non solo su Torino o le Langhe, ma anche su montagne, laghi, borghi e città d’arte – aggiunge l’assessore al Turismo, Sport e Cultura, Marina Chiarelli – Uno degli obiettivi di quest’anno anno è l’unione delle aziende turistiche locali delle province dell’Alto Piemonte – Novara, Vercelli, Biella e Laghi – per essere sempre più competitivi e capaci di rispondere alle esigenze dei mercati, creare un sistema solido, in grado di valorizzare al meglio il territorio e affrontare le sfide del turismo globale. Le fiere internazionali inoltre – prosegue l’assessore – ci dicono che siamo sulla strada giusta. Sia alla Fiera del Turismo di Londra sia a quella di Berlino, abbiamo ricevuto riscontri estremamente positivi, soprattutto sulla qualità della nostra ricettività che è un punto di forza che contraddistingue il prodotto del nostro Piemonte. Chi arriva, torna. E chi torna, racconta un Piemonte che sa accogliere e offrire esperienze uniche. Abbiamo le carte in regola per crescere ancora e per rendere il nostro Piemonte una destinazione di riferimento nel panorama europeo».

 

 

«Non possiamo che essere soddisfatti dell’andamento del turismo in Piemonte nel 2024, che ha visto proseguire il trend positivo degli ultimi 10 anni. – sottolinea il presidente del CdA di Visit Piemonte Beppe Carlevaris, – Di nuovo, lo scorso anno i pernottamenti di turisti provenienti dall’estero sono cresciuti, pur in una situazione geopolitica internazionale non facile,  e hanno superato quelli italiani con il 53% sul totale, confermando la solidità dei mercati tradizionali per la nostra regione come Germania, Francia e Benelux, il ritorno alla crescita dei visitatori dal Regno Unito, l’aumento a doppia cifra percentuale degli Stati Uniti e soprattutto il recupero dei movimenti turistici dall’Asia e dalla Cina. Prosegue inoltre la valutazione positiva del prodotto turistico complessivo del Piemonte che, secondo le recensioni online, con l’87,6/100 è nuovamente migliore di quella attribuita al prodotto Italia: un riconoscimento importante per tutta la filiera turistica della nostra regione». Infine la stagione invernale 2024/2025, non ancora conclusa, sta facendo registrare lusinghieri aumenti in termini di presenze dall’estero rispetto al 2024 con crescite tutte con segno positivo nelle località sciistiche che raggiungono addirittura aumenti dal 25 per cento».

 

«I dati forniti dall’Osservatorio confermano che Torino è ormai una destinazione riconosciuta per ospitare eventi nazionali e internazionali in grado di generare movimenti turistici di assoluto rilievo – afferma l’assessore al Turismo della Città di Torino, Domenico Carretta, . In questi anni abbiamo lavorato per sviluppare un palinsesto annuale in grado di valorizzare le diverse espressioni culturali e attrattive della città, con l’intento di creare un connubio tra appuntamenti ricorrenti e grandi eventi. Torino si conferma come una meta capace di stupire attraverso esperienze uniche e coinvolgenti».

 

 

LA STAGIONE SCIISTICA 2024 / 2025

La stagione è ancora in corso, ma già assiste a una crescita dei movimenti internazionali. Dai numeri provvisori dei movimenti turistici per i primi mesi – dicembre 2024-gennaio 2025 – le principali stazioni piemontesi hanno registrato incrementi importanti dall’estero rispetto all’analogo periodo della stagione precedente: Alagna Valsesia oltre + 22%; Sestriere oltre + 15%Bardonecchia circa +25%; Limone Piemonte oltre +20%.

 

 

PROSPETTIVE PER LA PRIMAVERA 2025

Il Piemonte è una meta attrattiva per le vacanze di primavera 2025 e dal sondaggio emerge che la regione sarà sicuramente meta turistica per l’11% degli italiani che hanno intenzione di fare vacanza e probabilmente per il 31%. Torino si conferma la scelta principale per chi verrà nella regione, seguita dal Lago Maggiore. I principali competitor per questo periodo sono la Sardegna e la Toscana, seguite da Veneto, Lazio e Trentino-Alto Adige. Il 61% dei turisti si dedicherà ad attività all’aria aperta, il 48% effettuerà un viaggio e soggiorno culturale, mentre l’enogastronomia è scelta nel 23% dei casi. La durata della vacanza sarà nella maggior parte dei casi un weekend o weekend lungo, ma aumenta il numero di coloro che dichiarano di rimanere più di una settimana (17% contro l’11% del dato nazionale). La vacanza sarà trascorsa principalmente in famiglia, con il partner o con gli amici, con una spesa che si conferma contenuta: la maggior parte dei vacanzieri spenderà meno di 500 euro o tra 500 e 1.000 euro.

 

 

MONITORAGGIO OTA PER LA PRIMAVERA 2025

Il monitoraggio delle offerte sui canali online delle OTA – Online Travel Agency – evidenzia che nel periodo aprile-maggio 2025 per il Piemonte il tasso di saturazione è pari al 14% per aprile e al 12,9% per maggio. Per il weekend di Pasqua la saturazione è quasi del 20% per la notte del 19 aprile, con prezzi medi più alti rispetto alla media mensile (140 euro registrati il 19 aprile contro i 130,7 euro mensili). A Torino, il tasso di saturazione per la stessa data è del 23,1%, con un prezzo medio di 207 euro, mentre per il Salone del Libro (15-19 maggio) la saturazione raggiunge il 25,8% per la notte del 17 maggio.

 

 

MOVIMENTI TURISTICI NEI TERRITORI DELLE ATL

Il dato del Piemonte, +3.6% di arrivi e +4.1% di presenze si distingue nel panorama nazionale che segna una crescita rispetto al 2023 del +2.5% di presenze e addirittura una frenata per quanto riguarda gli arrivi – 3,3%. In questo contesto la performance del Piemonte è quindi in positiva contro tendenza. Anche per quanto riguarda il mercato estero, il Piemonte fa meglio dell’Italia con un + 5% a fronte dello 0, 9% della media nazionale. Oltre all’ottima performance di Torino, va evidenziata la crescita della montagna che nella stagione invernale segna +23,6% di arrivi e +21,9% di pernottamenti piazzando l’inverno 2023/2024 come il migliore degli ultimi 10 anni.

Analizzando i movimenti turistici nei territori di competenza delle Agenzie Turistiche Locali (ATL), emerge una crescita diffusa in quasi tutte le aree territoriali rispetto all’anno precedente. Quello relativo a Turismo Torino e Provincia si conferma il territorio con il maggior numero di visitatori, registrando quasi 2,89 milioni di arrivi e oltre 7,58 milioni di presenze, con un incremento del +5,7% negli arrivi e +6,9% nelle presenze rispetto al 2023. Il Distretto Turistico dei Laghi segue con 1,38 milioni di arrivi e 4,66 milioni di presenze, mantenendo lo stesso numero di arrivi rispetto all’anno precedente e registrando una lievissima flessione nelle presenze (-1,3% rispetto al 2023) a causa del meteo avverso. Anche le Langhe Monferrato Roero confermano un andamento positivo, con oltre 690mila arrivi e 1,5 milioni di presenze, in aumento del +4,0% negli arrivi e +5,1% nelle presenze. L’ATL Terre dell’Alto Piemonte registra una crescita con 530mila arrivi e 1,2 milioni di presenze, segnando un incremento del +2,2% negli arrivi e +3,4% nelle presenze. Nel territorio dell’ATL del Cuneese, che si colloca al secondo posto per crescita percentuale, si contano 420mila arrivi e quasi 1,08 milioni di presenze, con una crescita del +5,1% negli arrivi e +6,2% nelle presenze. Anche il territorio gestito da Alexala, che comprende Alessandria e le sue aree limitrofe, mostra un incremento, con 370mila arrivi e oltre 800mila presenze, in aumento dell’+1,8% negli arrivi e +7,2% nelle presenze.

 

 

TORINO COME DESTINAZIONE PER EVENTI NAZIONALI E INTERNAZIONALI

Torino si è ormai affermata come una delle destinazioni principali per eventi di portata nazionale e internazionale ad esempio le Final Eight, il Giro d’Italia, il Tour de France, la sfida di rugby Italia – All Blacks, capaci di attirare un pubblico ampio e diversificato e di generare un impatto significativo sui movimenti turistici in diversi momenti dell’anno. L’analisi dei dati giornalieri mostra picchi di arrivi e presenze in corrispondenza di manifestazioni di grande rilievo. Nel periodo estivo, il Kappa FuturFestival (5-7 luglio 2024) ha contribuito a una forte crescita delle presenze, seguito da una seconda ondata di visitatori legata a eventi congressuali nella seconda metà di luglio. A novembre 2024, Torino ha registrato +4,8% negli arrivi e +6% nelle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e, in particolare, durante lo svolgimento delle Nitto ATP Finals un aumento del numero medio degli arrivi del 31,6% rispetto alla settimana precedente.

 

 

IL WEDDING IN PIEMONTE

Il Piemonte si afferma sempre più come una delle mete più ambite per i matrimoni di coppie straniere. Secondo i dati diffusi da Italy for Weddings, nel 2024 la regione ha ospitato oltre mille cerimonie internazionali, segnando una crescita del +10,5% rispetto all’anno precedente. Questo segmento del turismo ha generato 148mila pernottamenti, con un aumento del +22,4%, e un impatto economico di 68,5 milioni di euro, in crescita del +12,2%. Il fenomeno del Destination Wedding in Piemonte continua a espandersi grazie all’attrattiva delle sue location esclusive: dalle colline delle Langhe e del Monferrato, ai panorami dei laghi Maggiore e d’Orta, fino ai castelli medievali e dimore storiche. Il comparto si distingue anche per la qualità dell’accoglienza e dei servizi, consolidando la reputazione della regione come destinazione d’eccellenza per i matrimoni di lusso.

 

 

ANCORA PIU’ AMPIA L’OSPITALITÀ TURISTICA

Negli ultimi 10 anni – il totale delle camere è cresciuto del 57,3% e il numero complessivo di posti letto è passato da 196.255 a 304.433 (+55,1%). Tra il 2023 e il 2024 si è poi registrato l’aumento delle locazioni turistiche da 15.440 del 2023 21.960 nel 2024 (42,2%). Un dato che evidenzia il crescente interesse per gli affitti brevi, trainati dalle piattaforme digital. Anche il comparto extra-alberghiero (che include B&B, agriturismi e affittacamere) è in crescita, con le strutture aumentate del 4,9% rispetto al 2023.

 

 

SEMPRE POSITIVE LE RECENSIONI ONLINE

Il monitoraggio delle recensioni on-line per il 2024 conferma con l’87,6/100 la valutazione positiva da parte degli utenti del prodotto turistico regionale nel suo complesso (ricettività, affitti brevi, ristorazione, attrazioni, trasporti e intrattenimento) migliore di quello dell’Italia. Il comparto ricettività piemontese cresce inoltre di +0,4 punti rispetto alla valutazione dell’anno precedente.

 




Evoluzione della partnership tra Politecnico di Torino ed Environment Park

Il Politecnico di Torino, dopo aver risposto alla manifestazione di interesse indetta nel novembre scorso da Finpiemonte, è entrato nella compagine sociale di Environment Park a seguito del trasferimento della partecipazione pari all’1% del capitale sociale, per un valore di 170.186 euro.

“La partecipazione del Politecnico in Environment Park è un importante segnale che va a sottolineare il carattere strategico di questa collaborazione che, sul piano operativo, ha solide basi pluriennali – commenta il Rettore Stefano Corgnati – Entrare nella compagine sociale rafforza oggi questa partnership. L’impegno congiunto sarà sempre più rivolto verso la condivisione della ricerca e delle opportunità di sviluppo reciproche in un ambito determinante per il nostro Ateneo quali sono quelli delle transizioni ecologica ed energetica. EnviPark per il Politecnico rappresenta un primo esempio di quelle infrastrutture condivise tra un player privato che gestisce l’hardware e il Politecnico che gestisce il contenuto scientifico, e che nei prossimi anni l’Ateneo svilupperà in collaborazione con enti di ricerca e imprese del territorio”.

“Per la nostra azienda l’ingresso del Politecnico tra i Soci rappresenta una conferma del contributo strategico che Envipark apporta al territorio. – afferma il Presidente di Environment Park, Giacomo Portas – La collaborazione finora condotta con il Politecnico ha portato una forte attenzione sul Parco Tecnologico come Polo di riferimento per l’innovazione nella transizione ecologica. Stiamo assistendo allo sviluppo di nuove progettualità, all’insediamento di nuove realtà di alto livello di competenza e tecnologia e all’avvio di nuove collaborazioni nelle quali ciascuno gioca il suo ruolo, con l’obiettivo comune di rendere Torino un punto di riferimento per chi vuole fare innovazione con vocazione sostenibile”.

La collaborazione tra Politecnico di Torino ed Environment Park ha infatti radici lontane, e si può configurare in due linee operativeEnviPark, da un lato, mette a disposizione del Politecnico spazi per la ricerca applicata di eccellenza. Si tratta di infrastrutture non generiche, ma attrezzate con un’impiantistica speciale e di alto livello professionale, definita attraverso il confronto continuo con i ricercatori, per venire incontro alle esigenze di una ricerca dinamica e competitiva a livello internazionale. Dall’altro lato, essendo una delle funzioni principali del Parco Tecnologico quella di cercare continuamente opportunità che avvicinino la ricerca e il mondo industriale, l’accento viene posto sulle azioni di facilitazione messe in atto per trasferire competenze accademiche a favore delle imprese.

I settori in cui trova applicazione la collaborazione tra le due istituzioni riguardano nello specifico soprattutto l’idrogeno (produzione, utilizzo e stoccaggio), le attività sul ciclo della CO2 (cattura, stoccaggio e conversione) e lo sviluppo di tecnologie per le conversioni elettrochimiche come batterie, celle a combustibile e supercapacitori. Negli spazi di EnviPark è inoltre presente una galleria del vento del Politecnico, utilizzata per studi ambientali e dedicati alla sicurezza.

Oggi la parte di EnviPark utilizzata in collaborazione con il Politecnico occupa 2mila mq (sui 30mila totali del Parco) ma è in corso un’operazione, che vede la partecipazione anche dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che porterà entro l’anno ad un ampliamento, arrivando a raddoppiare la superficie attuale coinvolta. A livello logistico Politecnico e EnviPark si trovano agli estremi del nuovo progetto Innovation Mile, che prenderà forma nei prossimi anni.

In questi giorni è inoltre stato costituito un Comitato di Coordinamento Scientifico congiuntopresieduto da Francesca Verga (Professoressa Ordinaria del Politecnico, componente Centro Interdipartimentale Ec-L – Energy Center Lab e responsabile scientifica del centro di competenza SEASTAR per il Politecnico): un organo di supporto scientifico che darà impulso a nuove attività di ricerca e trasferimento tecnologico, occupandosi di monitorare l’evoluzione scientifica e tecnologica e di individuare aree di ricerca innovative. I suoi membri, esperti con competenze multidisciplinari e una profonda conoscenza sia del mondo accademico che dell’industria, sono Fabrizio Pirri (Professore Ordinario e Vice Rettore per lo Sviluppo del modello e delle infrastrutture di ricerca del Politecnico, componente Centro Interdipartimentale Ec-L – Energy Center Lab e responsabile della infrastruttura PNRR di ricerca iEntrance per il Politecnico); Massimo Santarelli (Professore Ordinario del Politecnico, coordinatore Collegio di Dottorato Energetica, componente Centro Interdipartimentale Ec-L – Energy Center Lab e responsabile dell’Infrastruttura di Ricerca CO2 Circle Lab (CCL) per il Politecnico); Giacomo Portas (Presidente di Environment Park S.p.A); Matteo Beccuti (Amministratore Delegato di Environment Park S.p.A) e Davide Damosso (Direttore Operativo e Procuratore Speciale di Environment Park S.p.A).

La volontà di promuovere attività di diffusione della cultura scientifica e tecnologica relativa alle tematiche della transizione ecologica sul territorio avrà un momento di visibilità pubblica durante il prossimo Salone del Libro, dove Politecnico ed EnviPark condivideranno lo stand.




Cna Piemonte all’incontro su lavoro e mobilità sostenibile al Mauto

Ha avuto luogo presso il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino – la conferenza “Lavoro e mobilità sostenibile: il futuro del settore automotive europeo”, alla presenza dell’ On. Giuseppe Conte, dell’On. Chiara Appendino e dell’On. Nicola Fratoianni, durante la quale il segretario di CNA Piemonte, Delio Zanzottera, ha preso parte alla tavola rotonda intitolata “Tecnologia, catene di fornitura e politica industriale” presieduta dall’On. Dario Tamburrano

Il segretario di CNA Piemonte ha evidenziato come la crisi che investe il comparto automotive colpisca in maniera particolare le micro e piccole imprese della filiera, dai fornitori alle aziende della componentistica. Nonostante la resilienza dimostrata nel corso delle molteplici emergenze che hanno caratterizzato gli ultimi anni, tali imprese rischiano oggi il collasso a causa di scelte politiche e della burocrazia che ignora il contesto produttivo, infrastrutturale e normativo in cui queste realtà operano.

CNA è favorevole a una transizione ecologica che abbracci l’adozione di nuove tecnologie, purché essa si inserisca in un progetto industriale organico e ben strutturato, capace di fornire gli strumenti necessari per sostenere il lavoro e preservare il patrimonio economico del nostro Paese. In questo senso, ha richiamato l’importanza di progetti come “transizione 5.0”, che, pur possedendo un potenziale rilevante, necessitano di una revisione delle procedure burocratiche per facilitare l’accesso ai fondi dedicati alle micro e piccole imprese.

A margine dell’evento si è tenuto un confronto tra il segretario Zanzottera e il presidente Giuseppe Conte, occasione che ha permesso di condividere le problematiche e le sfide attuali che le imprese di piccole dimensioni si trovano ad affrontare in questa fase storica. Incontro poi proseguito con l’europarlamentare Gaetano Pedullà si è concretizzato, quale parte integrante del cammino intrapreso da CNA Nazionale nelle scorse settimane, di definire un percorso finalizzato a promuovere un dialogo diretto tra gli esponenti del Parlamento Europeo con le imprese associate del territorio. Tutto questo al fine di favorire una maggiore consapevolezza e conoscenza delle difficoltà, delle principali sfide e priorità che il mondo delle micro e piccole imprese sta attraversando.




Acea Pinerolese industriale a fianco degli Special Olympics

Tra gli innumerevoli risultati raggiunti in vari ambiti (energetici, ambientali e di economia circolare), Acea Pinerolese ha annoverato il prestigioso incarico di stazione appaltante degli Special Olympics Torino 2025.

L’azienda, come già avvenuto per alcune Fondazioni ITS, è stata coinvolta direttamente nell’organizzazione e ha supportato la Fondazione Special Olympics 2025, nel ruolo di stazione appaltante qualificata esterna. I professionisti e le figure altamente qualificate del Settore Appalti di Acea Pinerolese Industriale hanno seguito tutte le procedure di affidamento della Fondazione: dalle gare per le cerimonie di apertura e chiusura degli Special Olympics, ai servizi di trasporto per atleti e accompagnatori, ai servizi di catering, per citarne solo alcuni. Dalla pubblicazione del bando di gara fino a tutte le procedure di affidamento, il team appalti ha seguito tutte le fasi ed espletato tutte le formalità delle gare, offrendo un servizio chiavi in mano al Comitato organizzatore locale.

L’azienda dispone infatti dei più elevati requisiti e si posiziona al massimo livello delle qualificazioni per la gestione delle gare di appalto, una valutazione ottenuta grazie all’aver seguito procedure d’appalto ad alta complessità e per importi molto elevati.

Siamo orgogliosi di aver contribuito alla buona riuscita nella preparazione degli Special Olympics Torino 2025, ha dichiarato Francesco Carcioffo Amministratore Delegato di Acea Pinerolese Industriale SpA. – un grande evento del quale condividiamo fortemente e fattivamente i valori di inclusione e solidarietà che sono altresì al centro del nostro operato per esempio attraverso le nostre progettualità nell’ambito delle comunità energetiche rinnovabili solidaliAbbiamo supportato gli organizzatori, mettendo a disposizione – ha aggiunto Carcioffo – le nostre competenze specialistiche nel seguire procedure d’appalto ai massimi livelli, un servizio che l’azienda intende rivolgere ora ai piccoli Comuni e ai privati che non dispongono delle qualifiche necessarie per diventare stazione appaltante.”

 

Ai tradizionali servizi della multiutility Acea Pinerolese si aggiunge quindi, il Servizio Consulenza Appalti, in grado di supportare i Comuni e i privati a 360 gradi nelle procedure di affidamento dalla pubblicazione del bando sino all’aggiudicazione, mettendo a disposizione le competenze delle risorse interne.

“Gli Special Olympics World Winter Games Torino 2025 sono stati un’esperienza davvero straordinaria. – ha dichiarato Patrizia Sandretto Re Rebaudengo Presidente LOC Special Olympics World Winter Games Turin 2025 – Questo grande evento di sport inclusivo ha coinvolto 1500 atleti con disabilità intellettiva, provenienti da oltre 100 Paesi, coinvolgendoci nel progetto di una società aperta ed equa, capace di promuovere il diritto di tutti allo sport e al benessere. La risposta del nostro territorio è stata altrettanto straordinaria: nel mio ruolo di Presidente del Comitato organizzatore locale voglio esprimere la mia gratitudine a tutti coloro – singoli, organizzazioni e imprese – che hanno saputo interpretare i valori di Special Olympics con generosità, impegno e competenza umana e professionale”.

 




L’impatto sociale delle chiusure aziendali: il caso studio di Lear e TE in Piemonte

È stata presentata a Torino, nella sede della FIOM Cgil, la ricerca “Valutazione dell’impatto sociale determinato dalla possibile chiusura di due stabilimenti sul territorio piemontese”.

Un lavoro di analisi innovativo, fortemente voluto da CGIL e FIOM, finanziato dalla Camera di commercio di Torino nell’ambito di Torino Social Impact e realizzata dal CeVIS – Centro di Competenze per la Misurazione e Valutazione dell’Impatto Sociale.

Lo studio si concentra sulle potenziali conseguenze della chiusura degli impianti industriali di LEAR Corporation e TE Connectivity, analizzando gli impatti negativi su dipendenti, indotto e territorio e dimostrando come la valutazione d’impatto sociale potrebbe divenire uno strumento utile non solo per la valutazione ex post, ma anche ex ante, per l’allocazione delle risorse e delle scelte strategiche di sviluppo territoriale.

La ricerca è stata svolta con una metodologia integrata che combina ricerca desk, questionari rivolti a dipendenti ed ex dipendenti e interviste con i principali stakeholder.

La ricerca ha analizzato gli effetti della chiusura di due stabilimenti industriali in Piemonte, esaminando le conseguenze per gli stakeholder interni – dipendenti e famiglie – e per quelli esterni, come l’indotto, il mercato del lavoro, le istituzioni e la comunità. Basandosi sulla teoria del cambiamento, lo studio ha approfondito le dinamiche di impatto sociale e le possibili strategie per affrontarle.

Per i lavoratori coinvolti e le loro famiglie, sono emerse cinque principali aree di impatto: status e capacità economica, salute psicofisica, capitale relazionale e coesione sociale, fiducia, autoconsapevolezza e autodeterminazione. La perdita del lavoro ha generato difficoltà economiche immediate e prospettive incerte per il futuro, con ricadute dirette sulla salute psicologica e sul benessere familiare. Inoltre, la chiusura degli stabilimenti ha inciso negativamente sulla coesione sociale, indebolendo reti di supporto e fiducia nel sistema produttivo e nelle istituzioni.

Per quanto riguarda gli stakeholder esterni, le interviste hanno evidenziato un quadro complesso, in cui emergono sfide ma anche potenziali opportunità. Da un lato, la chiusura degli stabilimenti ha avuto ripercussioni significative sull’indotto locale e sulle dinamiche del mercato del lavoro, con un aumento della pressione sui servizi di supporto all’occupazione e sulle istituzioni locali. Dall’altro, si delineano margini di intervento per sviluppare strategie di mitigazione più efficaci, come percorsi di riqualificazione professionale, incentivi alla riconversione produttiva e modelli di governance più proattivi nella gestione delle crisi industriali.

I risultati dello studio mettono in luce l’urgenza di un cambio di paradigma nella gestione delle crisi industriali: anziché agire in fase emergenziale, occorre sviluppare un approccio preventivo, basato sul dialogo tra aziende, istituzioni e comunità, per minimizzare gli impatti negativi e favorire una transizione più sostenibile per lavoratori e territori.

Le crisi di LEAR e TE hanno dimostrato, ancora una volta, quanto gli effetti generati su lavoratrici e lavoratori coinvolti, siano la concausa di azioni e reazioni di attori diversi, che si muovono all’interno di un territorio – dichiara Federico Bellono, Segretario Generale della CGIL Torino, che conclude – questa ricerca, che analizza l’impatto sociale, è una sperimentazione che può diventare uno degli strumenti dell’azione sindacale”.

Come spiegato da Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di Torino: “L’ente camerale ha accolto lo stimolo della Cgil, attraverso il Comitato imprenditorialità sociale, a sperimentare la valutazione degli impatti sul tema delle dismissioni industriali in atto sul nostro territorio. Nell’ambito di Torino Social Impact è stato quindi attivato il CeVIS, che ha sviluppato un modello unico in Italia per questa indagine: si tratta di un metodo di valutazione degli impatti negativi, che può essere anche replicato su casi simili. L’iniziativa è unica anche per le dinamiche istituzionali e collaborative che hanno permesso di realizzarla, a testimonianza di un dialogo aperto a fronte di processi così delicati, che impattano sui lavoratori, sull’indotto e sul territorio”.

“Attraverso un metodo innovativo di ricerca abbiamo costruito un modello puntato a misurare l’impatto negativo della chiusura di uno stabilimento industriale. I dati – commenta Marella Caramazza, a cui è affidata la direzione strategica del CeVIS – hanno messo in luce come la chiusura di uno stabilimento produca non solo un danno economico, psicologico ed esistenziale delle persone coinvolte, ma soprattutto una crescente sfiducia rispetto alla possibilità di rimettersi in gioco e riavviare un circuito positivo di crescita e sviluppo. La conseguenza è un depauperamento delle risorse del sistema.”




Coltivato 2025 racconterà a Torino l’agricoltura

L’acqua è una risorsa preziosa e necessaria per l’attività agricola. In un contesto di scarsità e di competizione per il suo uso, diventa fondamentale identificare metodologie e strumenti che permettano di aumentarne l’efficienza di utilizzo, sviluppando indicatori per quantificare i benefici che essa può fornire, in termini di produzione di cibo, energia e risvolti positivi sociali, ambientali ed economici”. Sono le parole di Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte a pochi giorni dall’apertura di Coltivato, il Festival Internazionale dell’Agricoltura, giunto alla sua seconda edizione e organizzato nei giorni in cui ricorre la Giornata Mondiale dell’Acqua.

Dell’argomento, il presidente degli imprenditori agricoli piemontesi ne parlerà proprio sabato 22 marzo, dalle ore 10:15, al Circolo dei Lettori di Torino, in una tavola rotonda aperta agli addetti del mestiere e al pubblico, curioso di conoscere quali piani intende adottare l’agricoltura, per continuare a produrre cibo sano e preservare l’ambiente, a fronte dei cambiamenti climatici sempre più evidenti e insistenti.

 

Ringraziamo Maria Lodovica Gullino e Antonio Pascale: Confagricoltura Piemonte sarà lieta di fornire uno spaccato di un’agricoltura che non è astratta e ideale ma intrisa di concretezza e di scienza, orientata verso lo sviluppo di quelle strategie che consentono al settore di affrontare i problemi con resilienza e resistenza” conclude Allasia.