Startup innovative: i giovani “pesano” di più al Nord, le donne più al Sud

I giovani “pesano” di più al Nord, le donne più al Sud: è la geografia delle startup innovative in Italia nel 2024 disegnata dall’analisi del Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere. Al Settentrione gli under 35 conducono il 17,2% delle startup innovative dell’area, Piemonte in testa con il 23,2%, contro il 16,9% della media nazionale e del Centro e il16,4% del Sud. Ma la mappa geografica si “capovolge” se guardiamo alla quota delle startup innovative guidate da donne nelle singole macro-ripartizioni: nel Mezzogiorno, infatti, pesano di più (15,8%), con punte del 27,5% in Molise, seguito a ruota dal Centro (15,1%) e dal Nord (11,8%).

“La crescita e il rafforzamento di queste imprese sono essenziali per far sì che l’economia e l’innovazione italiana tenga il passo con l’Europa e con il resto del mondo”. Lo ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che ha aggiunto “le 12mila start up esistenti al momento pongono l’Italia al quarto posto in Europa, ci sono dunque ancora ampi spazi di miglioramento. A partire dalla partecipazione delle donne che appare ancora poco rilevante e va quindi ulteriormente incoraggiata. Tra tutte le start up esistenti, solo il 6,6% ha fatto scale up, cioè ha superato il milione di euro di fatturato o di capitale sociale tra il 2019 e il 2023. La percentuale è un po’ più alta (12,6%) tra le start up con brevetto in tecnologie strategiche. Le nuove leggi sulle start up innovative potranno favorire questo processo concentrando, ad esempio, le agevolazioni sulle imprese col maggior potenziale di crescita e innovazione e incentivando gli investimenti in ricerca e sviluppo”.




A&T Torino: in scena innovazione e intelligenza artificiale per il mondo industriale

Da oggi sino a venerdì 14 febbraio l’Oval Lingotto di Torino ospita la 19a edizione della Fiera Internazionale A&T – Automation & Testing – dedicata all’innovazione per le imprese, con tecnologie, soluzioni e contenuti pensati per garantire a grandi, medie e piccole aziende la migliore competitività globale, in linea con i piani di transizione digitali e green.

Secondo il TEHA – Global Innosystem Index 2024 contenuto all’interno dell’InnoTech Report realizzato dalla InnoTech Community di The European House – Ambrosetti, il tema dell’innovazione è di assoluta centralità per la crescita e la competitività del sistema Paese. Le nuove tecnologie e in particolare l’Intelligenza Artificiale sono una propulsione inarrestabile per le imprese di tutto il mondo: l’Italia nonostante la capacità creativa nel fare innovazione, continua ad essere un passo indietro rispetto ad altre regioni europee.

Le cose, seppur con una andatura lenta, si stanno modificando: secondo l’indagine compiuta dal Centro Studi di Confindustria nel gennaio 2025, quasi il 29% delle imprese prevede un’espansione della produzione industriale, il 59,9% stima una produzione stabile, mentre la contrazione è prevista solo dall’11,4% delle imprese. A sostenere la crescita sarà principalmente la stabilità della domanda, mentre restano alte le preoccupazioni legate ai costi di produzione e alla disponibilità di materiali.

Punti centrali per la competitività delle imprese italiane risultano essere l’R&D e la Digitalizzazione: come trasformare l’azienda in ottica 5.0? Come investire correttamente in innovazione e come misurare le performance? Quali conoscenze e competenze occorrono per governare al meglio il processo innovativo? Tutte queste domande trovano puntuali, concrete e applicabili risposte in A&T Torino, il più importante evento fieristico del Nord-Ovest che, in occasione della sua 19° edizione, propone diverse novità.




Comprare casa in coppia: al Sud i capoluoghi più accessibili

San Valentino è alle porte e se il famoso detto recita “Due cuori e una capanna”, cercare una casa dove iniziare la vita assieme non sempre è una missione semplice. Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, ha voluto indagare quali siano le città più accessibili se si desidera comprare un immobile in coppia.

È stata quindi considerata l’affordability di coppia – vale a dire che percentuale di mercato in offerta è accessibile a due persone che vogliono acquistare casa insieme, dato lo stipendio medio di ogni singola città – in tutti i capoluoghi di regione italiani, scoprendo che sono due centri del Sud i più accessibili nella nostra Penisola. Tuttavia, anche due importanti città del Nord entrano, a sorpresa, nella top 5.

Le prime 10 posizioni…

Ad aggiudicarsi la palma di capoluogo regionale più accessibile in assoluto è Catanzaro, in Calabria, dove le coppie possono permettersi oltre l’86% delle abitazioni in vendita. Si rimane sopra l’80% – 81,6%, per la precisione – anche a Campobasso, mentre il primo capoluogo del Nord Italia a comparire in graduatoria è Genova, che occupa il terzo posto con il 78% circa. Ai piedi del podio torna il Meridione con Potenza, dove l’affordability di coppia è poco superiore al 74%.

Torino e Aosta sono gli altri due Grandi Centri del Settentrione ad apparire nelle prime 10 posizioni: la città della Mole è quinta con il 69% di case accessibili per un duo, mentre il capoluogo valdostano ricopre la decima piazza con il 49,5%.

Guardando al resto della top 10, appaiate al sesto posto, entrambe con il 67%, si collocano Perugia e L’Aquila. Palermo è invece ottava, con il 65,5%, e Ancona nona con il 62,5%.

…E le tre città meno accessibili

Detto delle località più abbordabili, ci sono invece 3 città dove per le coppie è molto difficile trovare una sistemazione adatta alle proprie disponibilità economiche. Firenze è il capoluogo di regione a performare peggio in questa classifica: infatti, chi cerca un immobile in coppia nella città toscana può accedere a meno dell’8% dello stock in offerta.

Anche il Trentino-Alto Adige, regione già molto cara soprattutto per le rinomate destinazioni sciistiche, è poco affordable: se si guarda al suo capoluogo, Trento, le coppie possono accedere a poco più dell’11% del mercato immobiliare, con una diminuzione rispetto all’anno scorso di ben 6 punti percentuali.

Diciottesimo e terz’ultimo posto, infine, per Venezia, che però, rispetto a Firenze e Trento, consente a chi è in due di selezionare da un ventaglio più ampio di opportunità, con l’affordability che si alza fino a quasi il 22%.

Focus Milano e Roma

Per completare l’analisi, non può mancare un focus su Milano e Roma, che rimangono in un limbo tra la top 10 e le ultime posizioni. L’accessibilità per le coppie nella Capitale è al 36%, ma è in calo sia nell’ultimo mese (-0,2 punti percentuali) che su base annua (-1,2% pp).

Milano presenta invece dati in crescita sia negli ultimi 30 giorni (+0,5 pp) ma, soprattutto, negli ultimi 12 mesi (+6,5 pp); tuttavia, l’accessibilità per le coppie nel capoluogo meneghino rimane ancora più bassa rispetto a quella romana, al 31% circa.

Guardando ai quartieri, a Roma le tre aree più accessibili per le coppie sono limitrofe e tutte situate nell’area Est: al primo posto si trova Ponte di Nona-Torre Angela (96,7%), al secondo Borghesiana-Finocchio (88,6%) e al terzo Lunghezza-Castelverde (88%).

Milano presenta invece una situazione ben più variegata, con una top 3 costituita da zone lontane tra loro: il quartiere dove una coppia si può permettere più agilmente un acquisto immobiliare è Ponte Lambro-Santa Giulia (79,5%), davanti a Bisceglie-Baggio-Olmi (66,1%) e ad Affori-Bovisa (62,3%). Rimangono invece inaccessibili le zone centrali o quelle adiacenti al cuore della città, come nel caso di Garibaldi-Moscova-Porta Nuova o di Arco della Pace-Arena-Pagano.




Nicole Perona ambasciatore Stati Generali prevenzione e benessere

Nicole Perona, pluricampionessa di kickboxing è stata nominata tra gli ambasciatori degli Stati Generali di Prevenzione e Benessere nel mondo dello sport per gli straordinari risultati ottenuti in oltre quindici anni di carriera e per essersi distinta in dedizione, spirito combattivo e capacità di ispirare i giovani sportivi.
Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato all’atleta di origine biellese dal presidente del Consiglio, Davide Nicco, e dal vicepresidente della commissione Sanità, Davide Zappalà.
Perona è atleta della Nazionale Italiana FIKBMS (ad oggi Federkombat) e fighter in tutte le discipline della kickboxing.
Oltre ai suoi successi nelle competizioni sportive, tra cui un argento ai Giochi Olimpici Europei, 3 titoli mondiali, 4 titoli europei, e la conquista di oltre 60 medaglie internazionali e 47 titoli nazionali, Perona ha sempre promosso l’importanza di pratiche sportive sane e inclusive, incoraggiando l’adozione di stili di vita corretti e la cura del proprio corpo e della propria mente. Il suo impegno va oltre la palestra, diventando un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono vivere lo sport in modo positivo e salutare.
Nel mese di novembre difenderà il titolo mondiale ad Abu Dhabi.
“Nicole, che è un esempio per tutti i giovani, dimostra che la passione per lo sport può essere un veicolo potente per la crescita personale e collettiva. Siamo felici di darle il benvenuto come Ambasciatore dello Sport per il Piemonte, un ruolo che sono certo saprà ricoprire con la stessa determinazione che l’ha portata al successo” dichiara Nicco.
“In qualità di vicepresidente della Commissione Sanità, ho voluto premiare Nicole Perona non solo per essere un esempio di eccellenza sportiva, ma anche per il ruolo fondamentale che ricopre nel sensibilizzare sull’importanza della salute, della prevenzione e del benessere psicofisico. Il mondo degli sport da combattimento è particolarmente affascinante se si considera che vi sono alcune ricerche in corso sulla correlazione tra questo tipo di discipline e la prevenzione dei tumori” dichiara Zappalà.
“Questo riconoscimento è un grande onore per me”, ha commentato Perona. “Ma soprattutto è un premio per tutti coloro che, come me, lavorano ogni giorno per diffondere valori sani attraverso lo sport. La mia missione è quella di ispirare le nuove generazioni a perseguire non solo il successo nelle competizioni, ma anche la crescita personale e il benessere, ricordando che qualsiasi obiettivo può essere raggiunto, con umiltà, costanza, dedizione e passione”. All’incontro ha partecipato l’allenatore Ivan Sciolla, fondatore, insieme a Perona, della Kickstar Team che offre l’opportunità di praticare arti marziali e sport da combattimento.




Confartigianato Cuneo sul free flow: “È urgente migliorare il sistema di telepedaggio”

Il nuovo sistema di telepedaggio «Free-Flow», entrato in funzione sulla Cuneo-Asti nel settembre scorso, continua a far discutere. Il metodo di esazione che permette di pagare il pedaggio senza soste né rallentamenti alle barriere, anche per chi non è provvisto di telepass, ha fatto registrare in questi primi quattro mesi una notevole serie di problemi tecnici. Numerosi automobilisti nei tratti Asti-Castagnito e Alba- Roddi hanno evidenziato errori di registrazione, scarsa chiarezza sulle modalità di pagamento e mancate risposte da parte del servizio clienti. Una situazione difficile che ha chiamato in causa anche i referenti della Regione Piemonte, i quali si sono dichiarati disponibili ad affrontare la problematica con la società appaltatrice.

Intanto da più voci del territorio arriva la richiesta di sospensione del pedaggio e l’impegno a migliorare il sistema per rendere più agevole ed immediato il suo utilizzo.

Alcuni utenti, privi di Telepass, hanno tentato di pagare tramite il sito dedicato, incontrando diverse difficoltà tecniche. Non si riesce a completare la procedura, e se si contatta il call center non si ottengono risposte esaustive. Inoltre, l’aumento esponenziale della mobilità, anche di mezzi pesanti, sulle strade provinciali e nei centri abitati ha messo in allarme i sindaci che pensavano di risolvere i problemi del troppo traffico proprio grazie all’apertura dell’Asti-Cuneo.

«Pur ritenendo necessaria una modernizzazione delle infrastrutture stradali.– commenta Daniele Casetta presidente zona di Alba di Confartigianato Cuneo – pensiamo sia doveroso che la società che gestisce il sistema si impegni al più presto nel migliorare le funzioni di questa piattaforma. Ci sono alcune fasce della popolazione, comprese tante piccole imprese, che avendo più mezzi e non essendo titolari di Telepass multipli, trovano gravi criticità nell’utilizzo di questo strumento. E che dire dei tanti turisti, i quali non sempre informati sul nuovo sistema, potrebbero avere la sorpresa di ricevere al loro ritorno la notifica di pagamento. In attesa delle doverose modifiche, riteniamo quindi opportuno che per il momento venga sospeso il pedaggio e lo si riattivi poi con modalità più accessibili. Le croniche criticità infrastrutturali per cittadini ed imprese cuneesi sono argomento risaputo, non crediamo sia necessario “accanirsi” ulteriormente con sistemi di pedaggio che pur essendo all’avanguardia, invece di migliorare il transito, rischiano di generare per gli utenti complicazioni burocratiche e costi aggiuntivi».




Qualità dell’aria e reflui zootecnici, Confagricoltura Piemonte: “E’ necessario uno snellimento delle procedure”

E’ il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, consultati gli uffici tecnici di ciascuna Unione Agricoltori, ad esprimersi al riguardo la Determinazione Dirigenziale n. 653 del 14 agosto 2024, che impone l’obbligo alle aziende agricole di comunicare con un anticipo di sette giorni le operazioni di applicazione al terreno dei reflui zootecnici: “Nonostante tutti gli impegni e le buone intenzioni della Regione, la questione delle comunicazioni nell’ambito del PRQA – stralcio agricoltura, rimane un punto critico dell’intero impianto normativo; secondo quanto previsto dal Piano, gli agricoltori devono rendere noto con un certo preavviso, attraverso un sistema informatico di gestione, lo svolgimento delle distribuzioni in campo dei reflui zootecnici. Questo adempimento – precisa Allasia – spesso non è effettuato direttamente dall’azienda, ma dalla sua organizzazione professionale di riferimento: il rischio, quindi, è di generare in alcuni periodi dell’anno un carico di lavoro insostenibile per qualsiasi struttura, con le conseguenti elevatissime probabilità di errori e conseguenti sanzioni”.

 

La Federazione degli imprenditori agricoli piemontese rammenta che in sede di Consiglio regionale, sono stati approvati specifici ordini del giorno che impegnano la Giunta ad emanare al più presto, e prioritariamente riguardo ai tempi delle varie comunicazioni da effettuare da parte delle aziende agricole, provvedimenti esplicativi e di semplificazione: “Ad oggi, non se ne rileva traccia ma è urgente ridefinire la materia per scongiurare una crisi delle attività agricole” afferma Allasia.

 

Confagricoltura Piemonte suggerisce quindi di rivedere profondamente modalità e tempistiche in modo da coniugare le necessità di controllo del sistema con quelle di operatività delle aziende.

 




Nati-mortalità imprese artigiane piemontosi: Battuta di arresto nel 2024

Le imprese artigiane svolgono un ruolo fondamentale nell’economia, contribuendo in modo significativo alla struttura produttiva sia a livello nazionale che regionale, creando posti di lavoro a livello locale, favorendo l’innovazione e incentivando la creatività. Le oltre 113mila aziende presenti sul territorio piemontese costituiscono il 27,1% delle imprese totali della regione. La presenza artigiana risulta tradizionalmente più forte in Piemonte rispetto alla media delle altre regioni italiane: a livello nazionale, infatti, l’artigianato raccoglie solo il 21,3% delle realtà imprenditoriali.

Dall’analisi dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, emerge come nell’anno appena concluso il tessuto artigiano abbia registrato una contrazione in termini di nati-mortalità. Le imprese artigiane nate sul territorio piemontese nel corso del 2024 sono state 7.575, 388 in meno rispetto al 2023. Nello stesso periodo sono 8.153 le realtà che hanno cessato la propria attività (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio, 171 in più rispetto all’anno precedente. Il saldo tra i due flussi appare, così, negativo per 578 unità, dinamica che porta a 113.835 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine dicembre 2024 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi.

La sintesi tra il tasso di natalità, pari al 6,6% e quello di mortalità, pari al 7,1% si traduce così in un tasso di crescita negativo, pari a -0,5%. La dinamica registrata dal tessuto artigiano locale appare peggiore sia rispetto a quella messa a segno dal sistema imprenditoriale piemontese nel suo complesso (-0,1%), sia rispetto a quella registrata dall’artigianato a livello nazionale (-0,1%).

“Il Piemonte registra una diminuzione delle imprese artigiane nel 2024, con un saldo negativo. Diversi fattori possono aver contribuito a questa contrazione, tra cui la difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese, la burocrazia complessa e la carenza di competenze specializzate. Nonostante le difficoltà, l’artigianato rimane un settore cruciale per l’economia piemontese, concorrendo all’occupazione e all’innovazione. Per questo motivo occorre, come sistema Piemonte, sostenere il settore con politiche mirate e lungimiranti” dichiara Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte.

Concentrando l’attenzione su un’analisi di più lungo periodo emerge come il tessuto artigiano regionale abbia subìto una progressiva erosione passando dalle oltre 126mila unità del 2014 alle 113.835 attuali. Solo nel 2021, grazie alla ripresa delle attività post periodo pandemico, si era evidenziata un’inversione di tendenza, che però non ha purtroppo trovato continuità negli anni successivi.

 

Il 79,6% delle realtà artigiane con sede in Piemonte è una ditta individuale, il 13,2% una società di persone, il 7,0% una società di capitale, solo lo 0,1% delle imprese sono costituite con una forma giuridica diversa dalle precedenti.

Anche per l’artigianato, nel corso del 2024, si evidenzia una dinamica positiva per le sole società di capitale (+2,6%), quasi stabili le ditte individuali (-0,3%), mentre subiscono un calo significati le società di persone (-2,9%) e le altre forme (-5,7%).

A livello settoriale la prima realtà per numerosità si conferma, anche nel 2024, quella edile, con il 42,7% delle realtà artigiane piemontesi. Questo settore, così rilevante per il comparto, dopo la crescita continua registrata a partire dal 2020, ha mostrato nel corso del 2024 un’inversione di tendenza, evidenziando un lieve calo nella numerosità delle imprese artigiane (-0,2%).

Solo l’agricoltura, settore che assorbe però solo lo 0,7% delle realtà artigiane locali, chiude l’anno con un risultato significativamente positivo, realizzando una crescita dell’2,9%. Appare debolmente positiva anche la dinamica del commercio (+0,3%).

Gli altri servizi manifestano un andamento pressoché piatto (-0,2%), mentre sono negativi i risultati messi a segno dal turismo (-1,4%) e dall’industria in senso stretto (-1,9%).

A livello territoriale, la distribuzione delle imprese artigiane è analoga a quella del tessuto imprenditoriale nel suo complesso. Poco più di un’impresa artigiana su due ha sede, infatti, nel capoluogo regionale, seguono Cuneo (15,0%), Alessandria (8,8%) e Novara (7,6%). Quanto al peso esercitato dall’artigianato sul totale del tessuto imprenditoriale provinciale, le realtà del Verbano C.O. (32,2%), Novara (29,8%), Vercelli (28,6%) e Biella (28,0%) registrano un’incidenza delle imprese artigiane sul totale superiore alla media regionale (27,1%).

Analizzando, infine, la dinamica esibita nel corso del 2024 dalle diverse realtà provinciali, si segnala un dato seppur debolmente positivo per la base imprenditoriale artigiana di Asti (+0,2%) e Cuneo (+0,2%), mentre registrano delle flessioni tutti gli altri territori.

Vercelli (-0,4%) e Torino (-0,6%) segnano un tasso analogo a quello medio regionale. Più intense le contrazioni registrate dalle altre province piemontesi. Novara flette dello 0,7%, Biella mostra un calo dello 0,8%Verbania segna un -1,0% e Alessandria evidenzia il risultato peggiore con un tasso di crescita del -1,1%.




Agricoltori nuovamente in piazza

 Esprimiamo vicinanza a chi sta manifestando, condividiamo i motivi delle proteste, e come Confagricoltura siamo in pressing sul Governo, in Italia e in Europa, su molti dei temi oggetto del malumore degli imprenditori del comparto primario”, così Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte commenta le manifestazioni degli agricoltori in corso a Cuneo, come in altre aree del Piemonte e d’Italia.

 

Proprio in questi giorni la Giunta nazionale di Confagricoltura è tornata a riunirsi a Bruxelles per rimarcare come le priorità per il settore primario italiano siano legate a doppio filo all’Europa. L’associazione ha ribadito la necessità di un Piano strategico dell’Unione che punti sul rafforzamento della competitività del settore. Semplificazione burocratica, agevolazioni nell’accesso al credito, programmi di gestione del rischio: sono le misure immediate di cui necessitano le imprese. A livello di politica comunitaria, ancora una volta Confagricoltura chiede un’azione immediata sulla PAC e sul budget destinato all’agricoltura, soprattutto a fronte di un allargamento a più Paesi.

La transizione verde necessita di norme in grado di garantire un futuro alle aziende agricole e la sicurezza alimentare per i cittadini – dichiara Allasia – L’Europa deve necessariamente cambiare passo, dando agli agricoltori gli strumenti per raggiungere gli obiettivi di maggiore sostenibilità ambientale aumentando però la capacità produttiva. Occorre rivedere le politiche europee dedicate all’agricoltura, canalizzando risorse a favore delle aziende professionali che possono davvero rappresentare il futuro del comparto. Serve un piano di crescita a lungo termine, lontano dalle strette ideologie che hanno penalizzato l’Ue in questi anni e capace di dare alle imprese agricole competitività e giusto reddito”.

 

L’impatto del cambiamento climatico e le difficoltà incontrate dagli imprenditori a causa dell’aumento dei costi di produzione permangono in cima alla lista dei fenomeni da monitorare e contenere con immediatezza, introducendo ricerca e innovazione, con sforzi equilibrati tra pubblico e privato. I dossier già affrontati da Confagricoltura restano temi sul tavolo, da affrontare il prima possibile con le istituzioni nazionali ed europee.

Tra questi vi sono, soprattutto, le emergenze sanitarie che stanno interessando il settore zootecnico: la nuova ondata di influenza aviaria che sta colpendo in particolare Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, allarma anche gli allevatori piemontesi e preoccupa l’intero settore zootecnico, già alle prese con la PSA nel comparto suinicolo e la Blue Tongue in quello bovino. Davanti a queste emergenze l’appello è a un ulteriore sforzo dal punto di vista della biosicurezza nelle strutture, a fronte del rischio di abbattimenti e dei conseguenti lunghi tempi nell’erogazione dei ristori, nonché delle risorse disponibili.

Per questi motivi come Confagricoltura abbiamo avanzato la richiesta di attivare la riserva di crisi dell’Ue – dice Allasia –, mentre restiamo in attesa di una svolta concreta sul Piano regionale per la qualità dell’aria che obbliga le nostre stalle ad adeguamenti molto onerosi”.

 

È una fase molto impegnativa per tutto il nostro settore, non solo per la zootecnia: clima, transizione ecologica e accordi internazionali saranno il fil rouge dell’anno appena iniziato. Quella del 2024 è stata l’annata più calda di sempre, con profonde ripercussioni sui raccolti di cereali e ortofrutta. Il comparto della frutta fresca, ad esempio, a causa del cambiamento climatico e delle conseguenti fitopatie, in dieci anni ha ridotto la produzione di un terzo e le aumentate importazioni di frutta dall’estero minano la competitività delle imprese italiane – continua Enrico Allasia –. Apprezziamo lo sforzo del Governo che, nell’ambito della legge di bilancio, ha ridotto la pressione fiscale, utile a dare slancio all’economia, e inserito le misure che favoriscono il processo di innovazione e la ricerca in ambito agricolo. Tuttavia, occorre verificare con il Governo come individuare le risorse economiche per stabilizzare e proteggere il reddito degli agricoltori, in particolare quelli colpiti da fitopatie ed epizoozie, con un maggiore controllo della fauna selvatica”.

Infine, conclude Allasia, “Siamo vigili sul tema degli accordi internazionali: l’intesa UE-Mercosur (il mercato comune sudamericano), ad esempio, non garantisce equità e reciprocità nei rapporti, né protezione per il nostro modello agricolo”.




PNRR , al via i lavori per 15 km di nuove piste ciclabili a Torino e Grugliasco

Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori per la realizzazione di una rete di piste ciclabili che migliorerà la mobilità sostenibile a Torino e a Grugliasco.

Il progetto, finanziato con fondi PNRR, vede la Città metropolitana di Torino come responsabile della progettazione e dei lavori, in quanto soggetto attuatore di II livello.

L’intervento – che sarà completato entro l’anno 2025 – consiste nella realizzazione di circa 15 km di nuove piste su 8 diversi assi che garantiscono una rete di collegamenti più sicuri ed efficienti per raggiungere le sedi universitarie cittadine, connettendole con le principali stazioni ferroviarie.

I lavori sono partiti a Torino dall’asse di via Filadelfia, nel tratto compreso tra via Giordano Bruno corso Unione Sovietica, dove è prevista una significativa riqualificazione per migliorare la percorribilità in bicicletta: la nuova pista ciclabile garantirà maggiore sicurezza per ciclisti e pedoni, integrandosi con il sistema viario esistente senza penalizzare la circolazione degli altri mezzi di trasporto.

L’iniziativa, in linea con gli obiettivi del PNRR, conferma l’impegno della Città metropolitana nella promozione della mobilità sostenibile e nella riduzione dell’impatto ambientale: l’ampliamento della rete ciclabile non solo agevolerà gli spostamenti quotidiani di studenti e lavoratori, ma contribuirà anche a migliorare la qualità dell’aria e il benessere urbano.

Il progetto complessivo riguarda otto tratte sulle quali nelle prossime settimane contemporaneamente si avvieranno i cantieri: cinque di queste sono a Grugliasco.

 

Questi i percorsi interessati:

 

    – Percorso 1: Stazione Porta Susa – Facoltà di Informatica corso Umbria;

    • Percorso 2: Stazione Porta Susa – Facoltà di Scienze Motorie e Facoltà di Informatica corso Tassoni;

    • Percorso 3: Stazione Porta Nuova – Facoltà di Medicina corso Bramante;

    • Percorso 4: Stazione Lingotto – Politecnico corso Cosenza, corso Eusebio Giambone e corso Corsica;

    • Percorso 5: Stazione San Paolo – Facoltà di Agraria e Facoltà di Veterinaria Grugliasco, corso Tirreno;

    • Percorso 6: Stazione Lingotto – Facoltà di Economia – Stazione San Paolo corso Siracusa;

    • Percorso 7: Stazione Lingotto – School of Management corso Maroncelli

    • Percorso 8: Stazione metropolitana Bengasi – Politecnico Via Nizza, Lingotto.




Al via il corso di formazione per i giovani imprenditori, Agripiemonteform

Ieri 29 gennaio, la Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte ha ospitato un centinaio di giovani agricoltori, in occasione dell’inizio ufficiale del corso riservato ai nuovi imprenditori agricoli.

Il regolamento di attuazione della nuova Pac, infatti, prevede che i giovani e nuovi agricoltori non in possesso di titolo universitario a indirizzo agricolo, forestale, veterinario, o titolo di scuola secondaria di secondo grado a indirizzo agricolo, oppure di esperienza lavorativa di almeno tre anni nel settore agricolo, debbano acquisire i requisiti di istruzione e competenza richiesti per ottenere gli specifici premi PAC, frequentando un corso da 150 ore con esame finale, su tematiche riferibili al settore agroalimentare, ambientale o della dimensione sociale.

 

Ringraziamo l’Assessore al Commercio, Agricoltura e cibo, Parchi, caccia e pesca, peste suina, Paolo Bongioanni, il direttore Paolo Balocco e il dirigente dell’Assessorato regionale all’Agricoltura Vittorio Bosser Peverelli, per aver dato seguito alle nostre richieste. Agripiemonteform è lieta di contribuire al successo di quei giovani entusiasti nonché attenti alle tematiche ambientali, che hanno deciso di investire il proprio futuro in agricoltura, coscienti che il successo imprenditoriale non possa prescindere dall’acquisizione di alte competenze” evidenza il presidente dell’Ente e direttore di Confagricoltura Piemonte, Lella Bassignana.

 

Nell’elaborazione dei dati dell’annata agraria 2024, l’Ente di formazione e addestramento di emanazione di Confagricoltura, aveva già evidenziato un aumento di under 41 interessati al settore primario: secondo i dati dell’Anagrafe agricola regionale, le aziende con titolari giovani in Piemonte nel 2024 sono circa 5.700, pari al 14,6% del totale. Il dato è in crescita negli ultimi dieci anni, grazie anche alle politiche di sviluppo rurale attuate a partire dal 2016. Nel 2015 i giovani erano infatti il 12,1%.

Ribadiamo la necessità di formare i nostri agricoltori anche alla luce dei nuovi obblighi imposti dall’Unione europea e di un quadro geo politico che richiede competenze trasversali per potersi affermare sui mercati” ribadisce Bassignana.

Agripiemonteform e Confagricoltura Piemonte rimarcano poi il potenziale degli strumenti politici di incidere sul ricambio generazionale nel settore agricolo. La piena comprensione della complessità del problema è fondamentale per aumentare l’efficacia del sostegno destinato ai giovani agricoltori.