I fondi per il turismo passano da 17,8 a 22,3 milioni

Circa 4,5 milioni in più per il turismo: lo ha riferito l’assessore Marina Chiarelli in terza Commissione, presieduta da Claudio Sacchetto, relazionando su Defr e Bilancio di previsione. L’assessore ha evidenziato, dal 2024 al 2025, un aumento di 3 milioni e 365 mila euro di fondi regionali, un milione e 75 mila di fondi statali e circa 40 mila di fondi europei con un aumento totale di 4 milioni e 479 mila. L’operazione ha previsto l’introduzione di nuovi capitoli di spesa, in particolare quello della legge 18/1999 sulle strutture alberghiere per la formulazione di nuovi bandi nonché a favore dei consorzi e delle Atl e i vari soggetti della filiera turistica. Nel primo bilancio della Legislatura l’aumento delle risorse per il turismo risulta, quindi, di circa il 25%: da 17 milioni e 845 mila del 2024 a 22 milioni e 323 mila del 2025. Di questi oltre 21 milioni sono fondi regionali.

In tal modo la Regione intende migliorare la governance del sistema turistico, promuovere il posizionamento del Piemonte nel mercato globale soprattutto in occasione degli eventi e innovare l’ecosistema turistico attraverso la transizione digitale. Il fine è di aumentare i flussi e le presenze turistiche ma, anche, di delocalizzare la domanda turistica con offerte coerenti con l’obiettivo della sostenibilità per preservare il territorio.

Sono intervenuti per chiedere chiarimenti Monica Canalis e Laura Pompeo (Pd) e Sarah Disabato (M5s). in particolare su Fiere, Atl, Pro Loco, wedding, grandi mostre e congressi, Turismo Torino e Provincia e su alcuni decrementi di somme su specifiche voci.




Confagricoltura e GIS sulle piste di Bardonecchia

Non poteva che essere il Melezeth, tracciato delle gare olimpiche di snowboard di Torino 2006, la cornice per il settantesimo meeting dello Scij – Sci Club International des Journalistes.

Una prova di Gigante, una di fondo e quest’anno anche una discesa in parallelo a squadre miste sono gli impegni cui faranno fronte da domenica 26 gennaio a domenica 2 febbraio, circa 130 giornalisti di trenta nazioni, ospiti al Villaggio Olimpico di Bardonecchia (TO).

Confagricoltura Piemonte, grazie alla consolidata collaborazione con alcune aziende associate di tutta la regione, supporterà gli sportivi offrendo una “Merenda Sinoira”, un pasto pomeridiano informale, nel corso del quale verranno degustati antipasti, specialità salate e dolci tipici piemontesi.

Siamo orgogliosi di poter supportare le attività della GIS e del Scij che hanno scelto Bardonecchia, la perla delle Alpi, e il Piemonte per un evento sportivo di portata internazionale” dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte. “Dopo le fatiche di una giornata sulla neve, abbiamo pensato a un momento conviviale in cui gustare i prodotti delle nostre aziende agricole, famose nel mondo per la qualità delle loro lavorazioni e condurre così gli ospiti lungo un viaggio gastronomico”.

 

Le aziende

Uova Fantolino, di Fiano (Torino) è una delle realtà di riferimento del comparto. Gabriella Fantolino, amministratrice unica dell’azienda di famiglia ha sempre posto il benessere animale al centro della filosofia aziendale, con l’obiettivo di offrire ai consumatori prodotti buoni, sani e genuini. In questa direzione l’azienda si impegna a promuovere attivamente manifestazioni sportive per incoraggiare stili di vita sani, che includono una corretta alimentazione, basata su materie prime di alta qualità.

 

Nell’ambito di questa manifestazione di prestigio internazionale, viene proposta un’esperienza autentica legata ai sapori del territorio regionale. Tra le specialità offerte figurano un assaggio salato della Giardiniera Piemontese e dolci tradizionali invernali, come la Torta di nocciole Tonda Gentile IGP Piemonte.

 

Il Piemonte è una delle più importanti regioni vitivinicole italiane: per quest’occasione si presenta con una Barbera d’Asti Superiore, vitigno sempre più cosmopolita, e un Moscato d’Asti, dalle note piacevolmente dolci e coinvolgenti.

Scende così direttamente in pista il presidente di Asti Agricoltura, Gabriele Baldi, con l’azienda di famiglia che da sei generazioni produce e trasforma le uve sulla collina di Burio (AT), nel cuore enologico pulsante di uno dei siti UNESCO più suggestivi d’Italia.

Per l’occasione ha chiamato a raccolta il suo vice Sergio Gozzelino, dell’omonima azienda di Costigliole (AT): una famiglia di vignaioli, che dal 1886, con responsabilità, dedizione e passione, si dedica nel rispetto di clima e ambiente, alla cura delle terre in assoluto più vocate all’allevamento delle vigne.




Confartigianato Imprese Cuneo ha ottenuto la certificazione della parità di genere

Nonostante nel nostro Paese sia ancora molto complicato arrivare alla parità di genere nel mondo del lavoro, Confartigianato Imprese Cuneo ha scelto di intraprendere il complesso percorso della certificazione nello scorso anno che si è concluso in modo positivo a fine dicembre, attestando l’Associazione cuneese (tramite la sua società strumentale IDA Servizi per le Imprese) tra le prime in Italia ad aver ottenuto l’importante riconoscimento.  Si tratta di un risultato non sicuramente scontato, considerato che gli elementi analizzati dall’ente certificatore “Bureau Veritas Italia” sono stati molteplici, che fa emergere lo spirito con cui Confartigianato Cuneo ha perseguito la certificazione: non una medaglia da esibire, quanto piuttosto un serio impegno nella creazione di un ambiente di lavoro inclusivo, nel quale le opportunità di crescita siano identiche a prescindere dal genere.

«Da donna imprenditrice – commenta Daniela Balestra, vice presidente vicaria di Confartigianato Imprese Cuneo – ho accolto con grande soddisfazione l’ottenimento della certificazione della parità di genere da parte della nostra Associazione. Si tratta di un riconoscimento ufficiale del comportamento equo che Confartigianato Cuneo ha sempre mantenuto nei confronti dei propri collaboratori a prescindere dal genere. Ed è anche un segnale importante per l’intera comunità che permette di presentare la nostra realtà come un organismo di spessore etico e proiettato verso i valori del futuro».

«La Certificazione della parità di genere – aggiunge Joseph Meineri, direttore generale di Confartigianato Imprese Cuneo – è un elemento virtuoso che sempre più imprese stanno facendo proprio, perché dimostra l’adozione di misure e policy aziendali volte alla riduzione del divario di genere. Inoltre, rappresenta uno strumento molto importante per raggiungere l’obiettivo di assicurare una maggiore qualità del lavoro femminile, aumentando le opportunità di crescita in azienda e tutelando il ruolo della donna anche in famiglia attraverso adeguate soluzioni di conciliazione vita-lavoro».




Bando per contributi a Comuni, Associazioni, Fondazioni e Musei  

Quest’anno si celebra l’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo e la Città metropolitana di Torino intende supportare i Comuni del suo territorio, le associazioni, le fondazioni, i musei che si impegnano per valorizzare nei prossimi mesi la storia locale di quel periodo.

“Investiamo 100mila euro di risosrse proprie per erogare in contributi destinati ad eventi, programmi, iniziative che valorizzino la storia locale della Liberazione, in occasione dell’80° anniversario: saranno privilegiate le realtà che presenteranno programmi unitari e comuni, per supportare un lavoro in rete sul territorio” commenta il vicesindaco della Città metropolitana Jacopo Suppo.

“Le nostre valli, le nostre montagne sono segnate da decine e decine di episodi da non dimenticare, spesso sono stati luoghi di vere e proprie stragi e rappresaglie nazifasciste che sono costate la vita a giovani e giovanissimi martiri, immolati per la nostra libertà. La medaglia d’oro conferita dal Capo dello Stato alla Provincia di Torino, oggi Città metropolitana, nel 2005 in occasione del 60° anniversario della Liberazione, aveva proprio questa motivazione: per il merito civile e per il contributo offerto dal territorio e dalle sue popolazioni alla Guerra di liberazione nazionale e alla Resistenza. La medaglia d’oro della Resistenza” prosegue Suppo “è stata un riconoscimento per tutta la comunità metropolitana: furono 1818 i partigiani uccisi, 664 i civili; 109 gli eccidi di partigiani, e 50 quelli di civili. I deportati in Germania furono 563; 1664 le case distrutte, 1229 quelle danneggiate, 3254 quelle saccheggiate. Ben 223 i Comuni che hanno nella loro storia eccidi e devastazioni. Ogni comunità, anche la più piccola, ha qualcuno da ricordare”.

Le domande possono essere inviate entro il 31 marzo 2025 a protocollo@cert.cittametropolitana.torino.it

 




Il Piemonte regione pilota per i parti in anonimato

Informare quanto più possibile i cittadini sulla possibilità di ricorrere al parto in anonimato e sui servizi offerti dalla Regione alle gestanti in grave difficoltà, per evitare la soppressione o l’abbandono dei neonati, fatti che purtroppo le cronache talvolta riportano. È l’appello lanciato dai rappresentanti dell’Associazione nazionale delle famiglie adottive e affidatarie (Anfaa) e dei quattro soggetti gestori delle funzioni socioassistenziali competenti in materia di gestanti, auditi questa mattina – su richiesta del M5s – in Commissione Sanità, presieduta dal presidente Luigi Icardi e dal vicepresidente Daniele Valle.

“Solo in Italia e, con modalità diverse, in Francia è possibile ricorrere al parto in anonimato a tutela della partoriente e del neonato e il Piemonte è l’unica regione ad aver legiferato in materia”, ha ricordato Frida Tonizzo di Anfaa.

“Un’opportunità – ha aggiunto – che spesso è ignorata proprio dalle gestanti che si trovano in grave difficoltà, sovente giovani o giovanissime, non di rado straniere, che necessitano di interventi socioassistenziali prima, durante e dopo il parto per mancanza di lavoro, casa o sussidi”.

Claudia Roffino, sempre di Anfaa, ha invece evidenziato la necessità di “cercare le donne in difficoltà, accoglierle, assisterle e aiutarle a scegliere se riconoscere o no il proprio figlio senza pregiudizi perché una donna che partorisce in anonimato non è altro che una donna in difficoltà che sta dicendo: ‘non sono in grado di fare la mamma’”.

A questo proposito, hanno aggiunto, “abbiamo ottenuto che la possibilità di ricorrere al parto in anonimato sia inserita nella nuova edizione dell’Agenda di gravidanza realizzata dalla Regione”.

Citando un rapporto di Save the Children, entrambe hanno espresso riserve sull’efficacia delle “culle per la vita”, che “rischiano di incentivare parti senza l’adeguata assistenza sanitaria per la mamma e per il bambino, lasciando la partoriente completamente in balia di sé stessa” e chiesto che si valuti di ritirare l’ordine del giorno in materia, recentemente approvato dall’Assemblea.

Sono intervenuti, per richieste di chiarimenti, Silvio Magliano (Lista Cirio), Sarah Disabato (M5s), Monica Canalis Laura Pompeo (Pd).

Per quanto riguarda i rappresentanti dei gestori delle funzioni socioassistenziali – Città di Torino, Consorzio socioassistenziale (Csac) del Cuneese, Cissaca di Alessandria e Comune di Novara – Sara Bergamo del Cissaca di Alessandria ha sottolineato “l’importanza, dal 2023, di collaborare insieme per realizzare volantini e opuscoli multilingue con i numeri dedicati e i servizi offerti, messi a disposizione dei servizi sociali territoriali, dei consultori, degli ospedali e dei punti nascita” e “per organizzare un convegno sul tema”. Ha anche dichiarato che, dal 2022, nel suo territorio di competenza i parti in anonimato sono stati 5.

Cristina Demaria del Csac del Cuneese ha dichiarato che “dal 2007 al 2024 sono stati seguiti 35 casi di donne che sono ricorse al parto in anonimato e rappresentano il 25% quelli che hanno interessato donne straniere”.

Sonia Badiello del Comune di Torino ha affermato che “nel 2023 i casi seguiti sono stati 4, di cui uno riguardante minori. Di essi, 2 hanno optato per il parto in anonimato” ed evidenziato la “necessità di promuovere iniziative per il parto in anonimato nelle scuole superiori e nelle facoltà universitarie”.

Gianluca Pinnisi del Comune di Novara ha spiegato che “su 6 casi seguiti nell’ultimo biennio, 2 hanno scelto il parto in anonimato e 4 hanno scelto di riconoscere i propri bambini” e sottolineato “l’importanza di uniformare il più possibile i servizi sul territorio per consentire alle donne di uscire da un contesto di solitudine ed entrare in un contesto di relazione”.

Sono intervenuti, per approfondimenti, Canalis (Pd), Disabato (M5s) e Silvia Raiteri (Fdi).




Giornata della memoria, CNA Piemonte: Ricordare è un dovere collettivo

La Giornata della Memoria ci ricorda che il progresso non può prescindere dal rispetto della dignità umana e dalla consapevolezza di ciò che è stato

Il 27 gennaio, celebriamo la Giornata della Memoria, istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto e riflettere sull’orrore che ha segnato una delle pagine più buie della storia dell’umanità. In questa data, nel 1945, le forze alleate liberarono il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, rivelando al mondo l’atrocità della Shoah: milioni di persone, uomini, donne e bambini, sterminati perché ritenuti “diversi”.

Ricordare è un dovere collettivo. È un atto di giustizia verso chi ha perso la vita e un monito per il presente e il futuro. Perché la memoria non è solo rivolta al passato: ci mette davanti alla responsabilità di riconoscere e contrastare ogni forma di discriminazione, odio e intolleranza che ancora oggi minacciano i diritti fondamentali dell’uomo.

Ma qual è il ruolo degli imprenditori in questo? Per CNA Piemonte, ricordare non significa solo commemorare, ma anche agire. Gli imprenditori e le imprese hanno una funzione sociale oltre che economica: attraverso il loro operato, possono diffondere valori di solidarietà, inclusione e rispetto. La creazione di lavoro non è solo uno strumento di crescita economica, ma anche un modo per generare coesione sociale, offrire dignità e costruire un tessuto sociale fondato sulla collaborazione e sul rispetto reciproco.

Le imprese possono e devono essere promotrici di una cultura del ricordo, sostenendo iniziative che educano alla memoria storica e contrastano l’indifferenza. In una società sempre più complessa, le imprese non possono limitarsi a essere spettatrici, ma devono contribuire a costruire un futuro basato su valori condivisi.

La Giornata della Memoria ci ricorda che il progresso non può prescindere dal rispetto della dignità umana e dalla consapevolezza di ciò che è stato. Solo così possiamo fare in modo che il passato non si ripeta mai più. VISIONE. DEDIZIONE. FUTURO.




Il cambiamento climatico e il futuro dell’agricoltura italiana: il ruolo dei consorzi bonifica

20mila km di canali per 500mila ettari di terreni agricoli, e 56 invasi già in uso capaci di stoccare per 350 milioni di acqua. Il sistema irriguo del Piemonte rappresenta un esempio di eccellenza nella gestione delle risorse idriche, essenziale per supportare l’agricoltura regionale e affrontare le sfide del cambiamento climatico. è quanto emerso nel corso della conferenza stampa “Il cambiamento climatico e il futuro dell’agricoltura italiana: il ruolo dei consorzi bonifica”, organizzata da ANBI Piemonte (Associazione nazionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue), che ha fotografato la comunione d’intenti tra l’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni, il presidente ANBI Vittorio Viora il vicepresidente commissione agricoltura Giorgio Maria Bergesio.

La conferenza stampa, che si è svolta oggi presso la Sala Trasparenza del Grattacielo della Regione, ha avuto lo scopo di sottolineare il ruolo dei consorzi irrigui e di bonifica nell’adattamento e nella mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, con un focus sugli investimenti nel sistema irriguo regionale e sulle strategie di sostenibilità per il futuro.

Assicurare acqua all’agricoltura è fondamentale per garantire cibo ai cittadini, in un contesto nel quale i cambiamenti climatici richiedono interventi strategici e sostenibili, ha dichiarato il presidente di ANBI Piemonte Vittorio Viora. La costruzione di nuovi bacini di accumulo è una priorità per fronteggiare la siccità e regolare le risorse idriche in modo efficiente. È essenziale inoltre contemperare le regole sul deflusso ecologico con le necessità produttive, riconoscendo il ruolo centrale dell’agricoltura nella sicurezza alimentare globale. Solo attraverso un approccio integrato, che includa innovazione tecnologica e investimenti mirati, potremo garantire un’agricoltura resiliente e un uso responsabile delle risorse idriche, a beneficio delle comunità e dell’ambiente”.

Nel corso dell’incontro il presidente di ANBI Piemonte Vittorio Viora, l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, il direttore di ANBI Piemonte Mario Fossati e il vicepresidente della Commissione Attività Produttive del Senato Giorgio Maria Bergesio hanno presentato i dati fondamentali: il sistema irriguo piemontese conta su oltre 20.000 km di canali che forniscono acqua a 500.000 ettari di terreni agricoli. Negli ultimi cinque anni, sono stati investiti 500 milioni di euro in nuove infrastrutture e manutenzioni straordinarie. Inoltre, il Po, con un volume annuo di 14,5 miliardi di m³, è una risorsa cruciale per il territorio, pur evidenziando una portata variabile dovuta agli impatti climatici.

I consorzi, attraverso l’uso di tecnologie avanzate quali la digitalizzazione delle reti irrigue, hanno migliorato l’efficienza dell’utilizzo idrico, riducendo le perdite e ottimizzando le risorse. Durante l’evento è stato ribadito l’impegno di ANBI nella promozione di politiche integrate, che includano la creazione di nuovi bacini di accumulo e interventi di rinaturalizzazione, per

garantire lo sviluppo di un’agricoltura resiliente, capace di affrontare le sfide climatiche e di tutelare il territorio.

Investire in infrastrutture moderne è indispensabile per affrontare i cambiamenti climatici e garantire sicurezza idrica all’agricoltura, settore strategico per l’economia e la sicurezza alimentare, ha dichiarato il senatore Giorgio Bergesio, vicepresidente ANBI Piemonte. Il mio impegno a livello legislativo è volto a promuovere tutte le opportunità per attivare risorse utili al settore e a garantire che le normative sul deflusso ecologico bilancino la tutela ambientale con le esigenze produttive, senza penalizzare chi lavora per sfamare il pianeta. Il Governo e il Parlamento hanno agito con determinazione: con l’approvazione e la pubblicazione del decreto siccità, nel giugno 2023, sono state introdotte misure fondamentali per aumentare i volumi idrici invasati, semplificare le procedure per la realizzazione di infrastrutture, ridurre le dispersioni, promuovere il riutilizzo delle acque reflue a fini irrigui e agevolare la gestione delle terre e rocce da scavo per la costruzione di nuovi bacini idrici. Inoltre, abbiamo istituito una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, presieduta da un Commissario straordinario, incaricato di adottare interventi urgenti per affrontare la scarsità idrica. Da questo provvedimento è nato il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza del Settore Idrico (PNISSI). Il primo bando ha visto la presentazione di 562 richieste di finanziamento per un valore complessivo di oltre 13,5 miliardi di euro; 418 progetti sono stati giudicati positivamente, con un primo stralcio di finanziamenti di 900 milioni di euro nel 2024. Grazie alla recente Legge di Bilancio – ha concluso Bergesio – ulteriori 750 milioni di euro sono stati stanziati e saranno disponibili nei prossimi anni”.

L’assessore regionale all’agricoltura Paolo Bongiovanni ha chiarito l’orientamento della Regione Piemonte in materia di gestione delle acque e di politiche irrigue: “L’estrema attualità delle sfide climatiche ha reso per il sistema Piemonte più che mai necessario, opportuno e obbligato andare a vedere e decidere come dovremo gestire nei prossimi anni una risorsa fondamentale come quella idrica. Ho avviato il confronto con regioni vicine come la Lombardia e il Veneto, che adottano sistemi di gestione diversi da quello vigente in Piemonte: dobbiamo imparare da altre regioni che sono partite prima di noi e, per la gestione dell’acqua, hanno messo a punto altre forme di governance. È un percorso da scrivere insieme per studiare e poi adottare l’impostazione più efficace per il nostro territorio. La riorganizzazione del sistema irriguo e dei consorzi del Piemonte – ha aggiunto l’assessore Bongioanni – è una riforma che dobbiamo intraprendere per consegnare all’agricoltura piemontese, e non solo, un modello che sia competitivo per i prossimi anni. Il percorso deve fondarsi su tre pilastri: l’ottimizzazione, la razionalizzazione, l’innovazione e digitalizzazione. L’obiettivo è riuscire a intercettare sempre maggiori risorse verso il Piemonte. E questo vale per tutti i comparti dell’agricoltura, come abbiamo visto con i due bandi dei Distretti del cibo recentemente premiati dal Masaf, grazie ai quali il Piemonte ha ricevuto il maggior contributo a livello nazionale. Gli uffici stanno completando il lavoro di analisi sul Piano invasi, e affronteremo il problema del flusso ecologico in irrigazione che abbiamo dovuto gestire in emergenza nella zona risicola della Baraggia. Insieme all’assessore all’Ambiente Matteo Marnati e al direttore Angelo Robotto, ha concluso Bongioanni, dobbiamo confrontarci con normative europee che vanno rispettate ma che non sono scritte per l’orografia e morfologia del Piemonte. La riorganizzazione del sistema idrico è comunque un obbligo che dobbiamo ai piemontesi”.




Consiglio regionale, confermati 153 milioni per le politiche sociali

“Per il 2025 sono confermati i 153 milioni di risorse regionali alle politiche sociali e per la famiglia, al pari del 2024, senza il ricorso ai fondi europei”. Lo ha annunciato l’assessore regionale Maurizio Marrone in apertura della seduta della Commissione Sanità, presieduta da Luigi Icardi, in cui ha svolto le relazioni sul Defr e il Bilancio in merito alle materie di sua competenza.

“Siamo riusciti nell’intento di aumentare i capitoli strutturali rivolti ai servizi comunali di socio-assistenza del territorio, con oltre 2 milioni di euro in più su extra Lea e fondo indistinto”, ha spiegato Marrone.

“Confermati poi – ha aggiunto – gli stessi impegni del 2024 anche sulle nostre ‘bandiere’ della scorsa legislatura, a partire da Vita nascente, ma anche le risorse per Vita indipendente, oltre a quelle destinate alle politiche per l’invecchiamento attivo, per il Banco alimentare e il Banco farmaceutico. Novità per il 2025 sarà invece l’aumento che porta a 1 milione di euro le risorse per il fondo destinato agli Oratori del Piemonte”.

“Rivendico con orgoglio – ha concluso – il risultato di aver confermato la spesa storica delle Politiche sociali in un momento di particolare difficoltà, riuscendo inoltre ad aumentare sensibilmente il fondo destinato alla rete degli Oratori del Piemonte per valorizzare ancor più il loro insostituibile ruolo di aggregazione sociale, di assistenza ai più deboli e di orientamento per i giovani”.

Numerose sono state le richieste di approfondimenti da parte dei gruppi di opposizione.

Rispondendo a Sarah Disabato (M5s) sui bandi per il servizio civile, Marrone ha affermato che “si intende mettere in atto misure di carattere sociale volte a prevenire e a contrastare il consumo di sostanze stupefacenti e a riqualificare aree urbane o rurali periferiche attraverso la presenza territoriale, il volontariato sociale, l’informazione e la creazione di forme virtuose di aggregazione”.

Monica Canalis – intervenuta per il Pd con Nadia Conticelli – l’assessore ha risposto che, per quanto riguarda i bandi per l’invecchiamento attivo, “superata la fase di sperimentazione, è importante provare a pensare a interventi più strutturati, magari per il senior housing o per le palestre della salute, cercando di favorire chi lavora in rete”.

Rispondendo ad Alice Ravinale (Avs) sui finanziamenti agli Oratori, Marrone ha affermato che “l’Islam non è previsto in quanto non ha intese con lo Stato centrale e manca quindi una cornice giuridica generalizzata di rapporti tra lo Stato e la confessione religiosa”.

Sugli interventi per i senza fissa dimora, l’assessore ha risposto a Vittoria Nallo (Sue) che “è stato previsto un apposito capitolo per formare e mettere in strada operatori socio  sanitari che si prendano cura della persona e mirino a toglierla dalla strada”.

 




Parco della salute: per la ‘domus didattica’ 100 milioni d’investimento

Il Parco della salute è un importante investimento che potrà favorire la ricerca e l’innovazione internazionale a Torino, ma anche la didattica: questa la sintesi dell’audizione di Paola Cassoni, direttrice della Scuola di medicina e vicerettrice per l’Area medica, e Umberto Ricardi, vicerettore per la Ricerca biomedica, nella quarta Commissione, presieduta da Daniele Valle.

“La Scuola di medicina dell’Università di Torino – hanno spiegato gli auditi – vuole essere fedele alla declinazione del nome del Parco della salute, della ricerca e dell’innovazione. Si sta lavorando per definire lo sviluppo di un polo multifunzionale, con una visione integrata in ambito sanitario accademico formativo e di ricerca. Il costo previsto per la c.d. ‘domus didattica’, gli spazi dedicati all’attività didattica, è pari a 100 milioni”.

Nel corso dell’audizione, dedicata ad un approfondimento sul tema degli spazi dedicati alla ricerca ed alla didattica del Parco della salute, sono intervenuti per chiarimenti Gianna Pentenero (Pd), Alice Ravinale (Avs) e lo stesso presidente Valle.

Secondo gli auditi, la finalità è quella di creare una rete di servizi per rispondere efficacemente alle esigenze di tutela della salute, di formazione accademica e clinica, di accelerazione tecnologica e sviluppo di ricerca clinica. L’integrazione in un unico complesso all’avanguardia in una visione che vada oltre il livello regionale per estendersi a quello nazionale ed internazionale.




Previsioni congiunturali 1° trimestre 2025 – Inizio d’anno all’insegna dell’incertezza per l’industria

Per l’industria delle province di Novara e di Vercelli l’inizio d’anno è all’insegna dell’incertezza. Secondo le previsioni congiunturali di Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) per il trimestre gennaio-marzo 2025 (disponibili sul sito www.cnvv.it) il saldo tra la percentuale degli imprenditori che si dichiarano ottimisti e quella di coloro che sono pessimisti sull’incremento della produzione si attesta a -6,6 punti (rispetto ai precedenti -4) nel Novarese e a -28,9 punti (rispetto ai precedenti -22,2) in provincia di Vercelli, con una media regionale che scende da -1,9 a -4,6 punti. I saldi ottimisti/pessimisti relativi agli ordini totali e a quelli esteri passano, rispettivamente, da -8,8 a -7,4 e da zero a -6,7 punti in provincia di Novara, da -22,2 a -25,6 e da -14,7 a -17,8 punti in provincia di Vercelli (a fronte di una media piemontese che cala, rispettivamente, da -5 a -6 e da -8,8 a -9 punti).
«Siamo in una fase di incertezza – commenta il presidente di Cnvv, Gianni Filippa – a causa dell’instabilità a livello geopolitico, del rallentamento delle economie di Germania e Francia, che sono per noi mercati importanti, e delle conseguenze della crisi dell’automotive. Nonostante tutto il nostro sistema manifatturiero rimane solido e gli imprenditori del territorio dimostrano di voler continuare a investire anche nelle fasi più complicate per mantenere aggiornati gli impianti». Le previsioni di investimenti “sostitutivi” salgono, infatti, in entrambe le province: dal 41,7% al 50,4% in quella di Novara e dal 39,3% al 45,5% in quella di Vercelli (la media regionale è in crescita dal 48,4% al 49,8%), mentre gli investimenti “significativi” registrano un calo (dal 36,7% al 29,1%) nel Novarese e un lieve incremento (dal 24,7% al 25%) in provincia di Vercelli e (dal 23,5% al 23,6%) in Piemonte.
A livello occupazionale il saldo tra ottimisti e pessimisti relativo alla volontà di fare nuove assunzioni cala da 4,8 a 1,7 punti in provincia di Novara e da -1,1 a -6,7 punti in provincia di Vercelli (in calo da 5,1 a 2,4 punti la media regionale), mentre la percentuale delle imprese che intendono fare ricorso alla cassa integrazione scende dal 9,8% al 7,6% nel Novarese e sale lievemente (dal 21,3% al 21,6%) in provincia di Vercelli, con una media piemontese in aumento dall’11,5% al 13,7%. «Anche il mercato del lavoro – osserva il direttore di Cnvv, Carlo Mezzano – risente, seppure in modo ancora non troppo impattante, della fase di incertezza; lo scostamento tra domanda e offerta di manodopera specializzata, peraltro, non accenna a ridursi e questo crea preoccupazione tra le imprese, soprattutto in una prospettiva di medio-lungo periodo».
La percentuale di aziende che segnalano ritardi negli incassi rispetto ai tempi di pagamento pattuiti sale dal 15,7% al 21,8% in provincia di Novara e cala dal 22,6% al 19,5% in quella di Vercelli, a fronte di una media regionale in lieve aumento, dal 25,2% al 25,7%.
I dati relativi ai principali settori, elaborati in forma aggregata e con media ponderata sulle due province, registrano, rispetto al trimestre precedente, un peggioramento per attese di produzione e di ordini nel metalmeccanico, nella rubinetteria-valvolame e nell’alimentare, a fronte di un miglioramento nel comparto chimico e nel tessile-abbigliamento.
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INTEGRAZIONE – Dichiarazione del presidente di Confindustria Piemonte
«Gli investimenti privati – commenta il presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto – anche nel 2025 rappresentano la migliore politica industriale possibile. E ciò è tanto più vero per le Pmi. Gli interventi inseriti nella manovra di bilancio sull’Ires premiale e i correttivi sul piano Industria 5.0, possono infatti tenere attiva questa fondamentale leva di sviluppo e crescita dimensionale delle imprese, integrandosi alle risorse che arrivano dal Pnrr dal fronte pubblico. Ciò sarà tanto più vero se il credito non sarà soffocato dal calo dei tassi, e se gli aumenti del costo dell’energia saranno gestiti senza allarmismi, intervenendo sul metodo di formazione del prezzo del gas. L’insieme di questi interventi, in un quadro oramai stabilmente complesso a livello geopolitico, è la premessa per tornare a crescere, mantenendo gli attuali livelli di occupazione e quindi di utilizzo degli impianti».