2024, il turismo in Piemonte è da record

Il Piemonte registra un nuovo record turistico nel 2024 con oltre 6,28 milioni di arrivi e 16,89 milioni di presenze, segnando un incremento del +3,6% +4,1% rispetto all’anno precedente. Lo certificano i dati dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte – Visit Piemonte, che evidenziano la spinta della domanda internazionale, con un +5% di movimenti dall’estero, portando la quota totale dei pernottamenti al 53%. I principali mercati europei – Germania, Francia e Benelux – consolidano la loro posizione tra le aree di riferimento e crescono i movimenti dagli Stati Uniti (+12% dei movimenti) e anche dalla Cina (+36% di arrivi e +19% di presenze).

 

«Il turismo in Piemonte è in buona salute, continua a crescere e a rafforzare il suo posizionamento tra le destinazioni più attrattive d’Italia. Gli arrivi aumentano con percentuali superiori alla media nazionale, così come le presenze. In crescita, più del resto d’Italia, anche i turisti dall’estero che sono il 53 per cento del totale. In particolare il ritorno dei turisti dai mercati asiatici – con l’ulteriore prospettiva di crescita grazie al Tour Vespucci nei mesi scorsi e all’Expo di Osaka nel quale il Piemonte sarà protagonista all’inizio dell’autunno – e l’aumento delle presenze dagli Stati Uniti e dall’Europa confermano come la nostra regione sia sempre più competitiva a livello internazionale, grazie al lavoro di squadra tra istituzioni, operatori e territori. Il turismo è un’industria strategica, un motore di sviluppo della nostra regione, e intendiamo coglierne ogni opportunità per consolidare la crescita e renderla strutturale.» dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

«I grandi eventi si confermano una leva fondamentale per l’attrattività del Piemonte. Le Nitto ATP Finals, il turismo sportivo invernale, il Destination Wedding, le fiere e i festival culturali hanno generato un forte impatto sul territorio, aumentando la visibilità della regione e portando benefici economici non solo su Torino o le Langhe, ma anche su montagne, laghi, borghi e città d’arte – aggiunge l’assessore al Turismo, Sport e Cultura, Marina Chiarelli – Uno degli obiettivi di quest’anno anno è l’unione delle aziende turistiche locali delle province dell’Alto Piemonte – Novara, Vercelli, Biella e Laghi – per essere sempre più competitivi e capaci di rispondere alle esigenze dei mercati, creare un sistema solido, in grado di valorizzare al meglio il territorio e affrontare le sfide del turismo globale. Le fiere internazionali inoltre – prosegue l’assessore – ci dicono che siamo sulla strada giusta. Sia alla Fiera del Turismo di Londra sia a quella di Berlino, abbiamo ricevuto riscontri estremamente positivi, soprattutto sulla qualità della nostra ricettività che è un punto di forza che contraddistingue il prodotto del nostro Piemonte. Chi arriva, torna. E chi torna, racconta un Piemonte che sa accogliere e offrire esperienze uniche. Abbiamo le carte in regola per crescere ancora e per rendere il nostro Piemonte una destinazione di riferimento nel panorama europeo».

 

 

«Non possiamo che essere soddisfatti dell’andamento del turismo in Piemonte nel 2024, che ha visto proseguire il trend positivo degli ultimi 10 anni. – sottolinea il presidente del CdA di Visit Piemonte Beppe Carlevaris, – Di nuovo, lo scorso anno i pernottamenti di turisti provenienti dall’estero sono cresciuti, pur in una situazione geopolitica internazionale non facile,  e hanno superato quelli italiani con il 53% sul totale, confermando la solidità dei mercati tradizionali per la nostra regione come Germania, Francia e Benelux, il ritorno alla crescita dei visitatori dal Regno Unito, l’aumento a doppia cifra percentuale degli Stati Uniti e soprattutto il recupero dei movimenti turistici dall’Asia e dalla Cina. Prosegue inoltre la valutazione positiva del prodotto turistico complessivo del Piemonte che, secondo le recensioni online, con l’87,6/100 è nuovamente migliore di quella attribuita al prodotto Italia: un riconoscimento importante per tutta la filiera turistica della nostra regione». Infine la stagione invernale 2024/2025, non ancora conclusa, sta facendo registrare lusinghieri aumenti in termini di presenze dall’estero rispetto al 2024 con crescite tutte con segno positivo nelle località sciistiche che raggiungono addirittura aumenti dal 25 per cento».

 

«I dati forniti dall’Osservatorio confermano che Torino è ormai una destinazione riconosciuta per ospitare eventi nazionali e internazionali in grado di generare movimenti turistici di assoluto rilievo – afferma l’assessore al Turismo della Città di Torino, Domenico Carretta, . In questi anni abbiamo lavorato per sviluppare un palinsesto annuale in grado di valorizzare le diverse espressioni culturali e attrattive della città, con l’intento di creare un connubio tra appuntamenti ricorrenti e grandi eventi. Torino si conferma come una meta capace di stupire attraverso esperienze uniche e coinvolgenti».

 

 

LA STAGIONE SCIISTICA 2024 / 2025

La stagione è ancora in corso, ma già assiste a una crescita dei movimenti internazionali. Dai numeri provvisori dei movimenti turistici per i primi mesi – dicembre 2024-gennaio 2025 – le principali stazioni piemontesi hanno registrato incrementi importanti dall’estero rispetto all’analogo periodo della stagione precedente: Alagna Valsesia oltre + 22%; Sestriere oltre + 15%Bardonecchia circa +25%; Limone Piemonte oltre +20%.

 

 

PROSPETTIVE PER LA PRIMAVERA 2025

Il Piemonte è una meta attrattiva per le vacanze di primavera 2025 e dal sondaggio emerge che la regione sarà sicuramente meta turistica per l’11% degli italiani che hanno intenzione di fare vacanza e probabilmente per il 31%. Torino si conferma la scelta principale per chi verrà nella regione, seguita dal Lago Maggiore. I principali competitor per questo periodo sono la Sardegna e la Toscana, seguite da Veneto, Lazio e Trentino-Alto Adige. Il 61% dei turisti si dedicherà ad attività all’aria aperta, il 48% effettuerà un viaggio e soggiorno culturale, mentre l’enogastronomia è scelta nel 23% dei casi. La durata della vacanza sarà nella maggior parte dei casi un weekend o weekend lungo, ma aumenta il numero di coloro che dichiarano di rimanere più di una settimana (17% contro l’11% del dato nazionale). La vacanza sarà trascorsa principalmente in famiglia, con il partner o con gli amici, con una spesa che si conferma contenuta: la maggior parte dei vacanzieri spenderà meno di 500 euro o tra 500 e 1.000 euro.

 

 

MONITORAGGIO OTA PER LA PRIMAVERA 2025

Il monitoraggio delle offerte sui canali online delle OTA – Online Travel Agency – evidenzia che nel periodo aprile-maggio 2025 per il Piemonte il tasso di saturazione è pari al 14% per aprile e al 12,9% per maggio. Per il weekend di Pasqua la saturazione è quasi del 20% per la notte del 19 aprile, con prezzi medi più alti rispetto alla media mensile (140 euro registrati il 19 aprile contro i 130,7 euro mensili). A Torino, il tasso di saturazione per la stessa data è del 23,1%, con un prezzo medio di 207 euro, mentre per il Salone del Libro (15-19 maggio) la saturazione raggiunge il 25,8% per la notte del 17 maggio.

 

 

MOVIMENTI TURISTICI NEI TERRITORI DELLE ATL

Il dato del Piemonte, +3.6% di arrivi e +4.1% di presenze si distingue nel panorama nazionale che segna una crescita rispetto al 2023 del +2.5% di presenze e addirittura una frenata per quanto riguarda gli arrivi – 3,3%. In questo contesto la performance del Piemonte è quindi in positiva contro tendenza. Anche per quanto riguarda il mercato estero, il Piemonte fa meglio dell’Italia con un + 5% a fronte dello 0, 9% della media nazionale. Oltre all’ottima performance di Torino, va evidenziata la crescita della montagna che nella stagione invernale segna +23,6% di arrivi e +21,9% di pernottamenti piazzando l’inverno 2023/2024 come il migliore degli ultimi 10 anni.

Analizzando i movimenti turistici nei territori di competenza delle Agenzie Turistiche Locali (ATL), emerge una crescita diffusa in quasi tutte le aree territoriali rispetto all’anno precedente. Quello relativo a Turismo Torino e Provincia si conferma il territorio con il maggior numero di visitatori, registrando quasi 2,89 milioni di arrivi e oltre 7,58 milioni di presenze, con un incremento del +5,7% negli arrivi e +6,9% nelle presenze rispetto al 2023. Il Distretto Turistico dei Laghi segue con 1,38 milioni di arrivi e 4,66 milioni di presenze, mantenendo lo stesso numero di arrivi rispetto all’anno precedente e registrando una lievissima flessione nelle presenze (-1,3% rispetto al 2023) a causa del meteo avverso. Anche le Langhe Monferrato Roero confermano un andamento positivo, con oltre 690mila arrivi e 1,5 milioni di presenze, in aumento del +4,0% negli arrivi e +5,1% nelle presenze. L’ATL Terre dell’Alto Piemonte registra una crescita con 530mila arrivi e 1,2 milioni di presenze, segnando un incremento del +2,2% negli arrivi e +3,4% nelle presenze. Nel territorio dell’ATL del Cuneese, che si colloca al secondo posto per crescita percentuale, si contano 420mila arrivi e quasi 1,08 milioni di presenze, con una crescita del +5,1% negli arrivi e +6,2% nelle presenze. Anche il territorio gestito da Alexala, che comprende Alessandria e le sue aree limitrofe, mostra un incremento, con 370mila arrivi e oltre 800mila presenze, in aumento dell’+1,8% negli arrivi e +7,2% nelle presenze.

 

 

TORINO COME DESTINAZIONE PER EVENTI NAZIONALI E INTERNAZIONALI

Torino si è ormai affermata come una delle destinazioni principali per eventi di portata nazionale e internazionale ad esempio le Final Eight, il Giro d’Italia, il Tour de France, la sfida di rugby Italia – All Blacks, capaci di attirare un pubblico ampio e diversificato e di generare un impatto significativo sui movimenti turistici in diversi momenti dell’anno. L’analisi dei dati giornalieri mostra picchi di arrivi e presenze in corrispondenza di manifestazioni di grande rilievo. Nel periodo estivo, il Kappa FuturFestival (5-7 luglio 2024) ha contribuito a una forte crescita delle presenze, seguito da una seconda ondata di visitatori legata a eventi congressuali nella seconda metà di luglio. A novembre 2024, Torino ha registrato +4,8% negli arrivi e +6% nelle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e, in particolare, durante lo svolgimento delle Nitto ATP Finals un aumento del numero medio degli arrivi del 31,6% rispetto alla settimana precedente.

 

 

IL WEDDING IN PIEMONTE

Il Piemonte si afferma sempre più come una delle mete più ambite per i matrimoni di coppie straniere. Secondo i dati diffusi da Italy for Weddings, nel 2024 la regione ha ospitato oltre mille cerimonie internazionali, segnando una crescita del +10,5% rispetto all’anno precedente. Questo segmento del turismo ha generato 148mila pernottamenti, con un aumento del +22,4%, e un impatto economico di 68,5 milioni di euro, in crescita del +12,2%. Il fenomeno del Destination Wedding in Piemonte continua a espandersi grazie all’attrattiva delle sue location esclusive: dalle colline delle Langhe e del Monferrato, ai panorami dei laghi Maggiore e d’Orta, fino ai castelli medievali e dimore storiche. Il comparto si distingue anche per la qualità dell’accoglienza e dei servizi, consolidando la reputazione della regione come destinazione d’eccellenza per i matrimoni di lusso.

 

 

ANCORA PIU’ AMPIA L’OSPITALITÀ TURISTICA

Negli ultimi 10 anni – il totale delle camere è cresciuto del 57,3% e il numero complessivo di posti letto è passato da 196.255 a 304.433 (+55,1%). Tra il 2023 e il 2024 si è poi registrato l’aumento delle locazioni turistiche da 15.440 del 2023 21.960 nel 2024 (42,2%). Un dato che evidenzia il crescente interesse per gli affitti brevi, trainati dalle piattaforme digital. Anche il comparto extra-alberghiero (che include B&B, agriturismi e affittacamere) è in crescita, con le strutture aumentate del 4,9% rispetto al 2023.

 

 

SEMPRE POSITIVE LE RECENSIONI ONLINE

Il monitoraggio delle recensioni on-line per il 2024 conferma con l’87,6/100 la valutazione positiva da parte degli utenti del prodotto turistico regionale nel suo complesso (ricettività, affitti brevi, ristorazione, attrazioni, trasporti e intrattenimento) migliore di quello dell’Italia. Il comparto ricettività piemontese cresce inoltre di +0,4 punti rispetto alla valutazione dell’anno precedente.

 




Evoluzione della partnership tra Politecnico di Torino ed Environment Park

Il Politecnico di Torino, dopo aver risposto alla manifestazione di interesse indetta nel novembre scorso da Finpiemonte, è entrato nella compagine sociale di Environment Park a seguito del trasferimento della partecipazione pari all’1% del capitale sociale, per un valore di 170.186 euro.

“La partecipazione del Politecnico in Environment Park è un importante segnale che va a sottolineare il carattere strategico di questa collaborazione che, sul piano operativo, ha solide basi pluriennali – commenta il Rettore Stefano Corgnati – Entrare nella compagine sociale rafforza oggi questa partnership. L’impegno congiunto sarà sempre più rivolto verso la condivisione della ricerca e delle opportunità di sviluppo reciproche in un ambito determinante per il nostro Ateneo quali sono quelli delle transizioni ecologica ed energetica. EnviPark per il Politecnico rappresenta un primo esempio di quelle infrastrutture condivise tra un player privato che gestisce l’hardware e il Politecnico che gestisce il contenuto scientifico, e che nei prossimi anni l’Ateneo svilupperà in collaborazione con enti di ricerca e imprese del territorio”.

“Per la nostra azienda l’ingresso del Politecnico tra i Soci rappresenta una conferma del contributo strategico che Envipark apporta al territorio. – afferma il Presidente di Environment Park, Giacomo Portas – La collaborazione finora condotta con il Politecnico ha portato una forte attenzione sul Parco Tecnologico come Polo di riferimento per l’innovazione nella transizione ecologica. Stiamo assistendo allo sviluppo di nuove progettualità, all’insediamento di nuove realtà di alto livello di competenza e tecnologia e all’avvio di nuove collaborazioni nelle quali ciascuno gioca il suo ruolo, con l’obiettivo comune di rendere Torino un punto di riferimento per chi vuole fare innovazione con vocazione sostenibile”.

La collaborazione tra Politecnico di Torino ed Environment Park ha infatti radici lontane, e si può configurare in due linee operativeEnviPark, da un lato, mette a disposizione del Politecnico spazi per la ricerca applicata di eccellenza. Si tratta di infrastrutture non generiche, ma attrezzate con un’impiantistica speciale e di alto livello professionale, definita attraverso il confronto continuo con i ricercatori, per venire incontro alle esigenze di una ricerca dinamica e competitiva a livello internazionale. Dall’altro lato, essendo una delle funzioni principali del Parco Tecnologico quella di cercare continuamente opportunità che avvicinino la ricerca e il mondo industriale, l’accento viene posto sulle azioni di facilitazione messe in atto per trasferire competenze accademiche a favore delle imprese.

I settori in cui trova applicazione la collaborazione tra le due istituzioni riguardano nello specifico soprattutto l’idrogeno (produzione, utilizzo e stoccaggio), le attività sul ciclo della CO2 (cattura, stoccaggio e conversione) e lo sviluppo di tecnologie per le conversioni elettrochimiche come batterie, celle a combustibile e supercapacitori. Negli spazi di EnviPark è inoltre presente una galleria del vento del Politecnico, utilizzata per studi ambientali e dedicati alla sicurezza.

Oggi la parte di EnviPark utilizzata in collaborazione con il Politecnico occupa 2mila mq (sui 30mila totali del Parco) ma è in corso un’operazione, che vede la partecipazione anche dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che porterà entro l’anno ad un ampliamento, arrivando a raddoppiare la superficie attuale coinvolta. A livello logistico Politecnico e EnviPark si trovano agli estremi del nuovo progetto Innovation Mile, che prenderà forma nei prossimi anni.

In questi giorni è inoltre stato costituito un Comitato di Coordinamento Scientifico congiuntopresieduto da Francesca Verga (Professoressa Ordinaria del Politecnico, componente Centro Interdipartimentale Ec-L – Energy Center Lab e responsabile scientifica del centro di competenza SEASTAR per il Politecnico): un organo di supporto scientifico che darà impulso a nuove attività di ricerca e trasferimento tecnologico, occupandosi di monitorare l’evoluzione scientifica e tecnologica e di individuare aree di ricerca innovative. I suoi membri, esperti con competenze multidisciplinari e una profonda conoscenza sia del mondo accademico che dell’industria, sono Fabrizio Pirri (Professore Ordinario e Vice Rettore per lo Sviluppo del modello e delle infrastrutture di ricerca del Politecnico, componente Centro Interdipartimentale Ec-L – Energy Center Lab e responsabile della infrastruttura PNRR di ricerca iEntrance per il Politecnico); Massimo Santarelli (Professore Ordinario del Politecnico, coordinatore Collegio di Dottorato Energetica, componente Centro Interdipartimentale Ec-L – Energy Center Lab e responsabile dell’Infrastruttura di Ricerca CO2 Circle Lab (CCL) per il Politecnico); Giacomo Portas (Presidente di Environment Park S.p.A); Matteo Beccuti (Amministratore Delegato di Environment Park S.p.A) e Davide Damosso (Direttore Operativo e Procuratore Speciale di Environment Park S.p.A).

La volontà di promuovere attività di diffusione della cultura scientifica e tecnologica relativa alle tematiche della transizione ecologica sul territorio avrà un momento di visibilità pubblica durante il prossimo Salone del Libro, dove Politecnico ed EnviPark condivideranno lo stand.




Cna Piemonte all’incontro su lavoro e mobilità sostenibile al Mauto

Ha avuto luogo presso il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino – la conferenza “Lavoro e mobilità sostenibile: il futuro del settore automotive europeo”, alla presenza dell’ On. Giuseppe Conte, dell’On. Chiara Appendino e dell’On. Nicola Fratoianni, durante la quale il segretario di CNA Piemonte, Delio Zanzottera, ha preso parte alla tavola rotonda intitolata “Tecnologia, catene di fornitura e politica industriale” presieduta dall’On. Dario Tamburrano

Il segretario di CNA Piemonte ha evidenziato come la crisi che investe il comparto automotive colpisca in maniera particolare le micro e piccole imprese della filiera, dai fornitori alle aziende della componentistica. Nonostante la resilienza dimostrata nel corso delle molteplici emergenze che hanno caratterizzato gli ultimi anni, tali imprese rischiano oggi il collasso a causa di scelte politiche e della burocrazia che ignora il contesto produttivo, infrastrutturale e normativo in cui queste realtà operano.

CNA è favorevole a una transizione ecologica che abbracci l’adozione di nuove tecnologie, purché essa si inserisca in un progetto industriale organico e ben strutturato, capace di fornire gli strumenti necessari per sostenere il lavoro e preservare il patrimonio economico del nostro Paese. In questo senso, ha richiamato l’importanza di progetti come “transizione 5.0”, che, pur possedendo un potenziale rilevante, necessitano di una revisione delle procedure burocratiche per facilitare l’accesso ai fondi dedicati alle micro e piccole imprese.

A margine dell’evento si è tenuto un confronto tra il segretario Zanzottera e il presidente Giuseppe Conte, occasione che ha permesso di condividere le problematiche e le sfide attuali che le imprese di piccole dimensioni si trovano ad affrontare in questa fase storica. Incontro poi proseguito con l’europarlamentare Gaetano Pedullà si è concretizzato, quale parte integrante del cammino intrapreso da CNA Nazionale nelle scorse settimane, di definire un percorso finalizzato a promuovere un dialogo diretto tra gli esponenti del Parlamento Europeo con le imprese associate del territorio. Tutto questo al fine di favorire una maggiore consapevolezza e conoscenza delle difficoltà, delle principali sfide e priorità che il mondo delle micro e piccole imprese sta attraversando.




Acea Pinerolese industriale a fianco degli Special Olympics

Tra gli innumerevoli risultati raggiunti in vari ambiti (energetici, ambientali e di economia circolare), Acea Pinerolese ha annoverato il prestigioso incarico di stazione appaltante degli Special Olympics Torino 2025.

L’azienda, come già avvenuto per alcune Fondazioni ITS, è stata coinvolta direttamente nell’organizzazione e ha supportato la Fondazione Special Olympics 2025, nel ruolo di stazione appaltante qualificata esterna. I professionisti e le figure altamente qualificate del Settore Appalti di Acea Pinerolese Industriale hanno seguito tutte le procedure di affidamento della Fondazione: dalle gare per le cerimonie di apertura e chiusura degli Special Olympics, ai servizi di trasporto per atleti e accompagnatori, ai servizi di catering, per citarne solo alcuni. Dalla pubblicazione del bando di gara fino a tutte le procedure di affidamento, il team appalti ha seguito tutte le fasi ed espletato tutte le formalità delle gare, offrendo un servizio chiavi in mano al Comitato organizzatore locale.

L’azienda dispone infatti dei più elevati requisiti e si posiziona al massimo livello delle qualificazioni per la gestione delle gare di appalto, una valutazione ottenuta grazie all’aver seguito procedure d’appalto ad alta complessità e per importi molto elevati.

Siamo orgogliosi di aver contribuito alla buona riuscita nella preparazione degli Special Olympics Torino 2025, ha dichiarato Francesco Carcioffo Amministratore Delegato di Acea Pinerolese Industriale SpA. – un grande evento del quale condividiamo fortemente e fattivamente i valori di inclusione e solidarietà che sono altresì al centro del nostro operato per esempio attraverso le nostre progettualità nell’ambito delle comunità energetiche rinnovabili solidaliAbbiamo supportato gli organizzatori, mettendo a disposizione – ha aggiunto Carcioffo – le nostre competenze specialistiche nel seguire procedure d’appalto ai massimi livelli, un servizio che l’azienda intende rivolgere ora ai piccoli Comuni e ai privati che non dispongono delle qualifiche necessarie per diventare stazione appaltante.”

 

Ai tradizionali servizi della multiutility Acea Pinerolese si aggiunge quindi, il Servizio Consulenza Appalti, in grado di supportare i Comuni e i privati a 360 gradi nelle procedure di affidamento dalla pubblicazione del bando sino all’aggiudicazione, mettendo a disposizione le competenze delle risorse interne.

“Gli Special Olympics World Winter Games Torino 2025 sono stati un’esperienza davvero straordinaria. – ha dichiarato Patrizia Sandretto Re Rebaudengo Presidente LOC Special Olympics World Winter Games Turin 2025 – Questo grande evento di sport inclusivo ha coinvolto 1500 atleti con disabilità intellettiva, provenienti da oltre 100 Paesi, coinvolgendoci nel progetto di una società aperta ed equa, capace di promuovere il diritto di tutti allo sport e al benessere. La risposta del nostro territorio è stata altrettanto straordinaria: nel mio ruolo di Presidente del Comitato organizzatore locale voglio esprimere la mia gratitudine a tutti coloro – singoli, organizzazioni e imprese – che hanno saputo interpretare i valori di Special Olympics con generosità, impegno e competenza umana e professionale”.

 




L’impatto sociale delle chiusure aziendali: il caso studio di Lear e TE in Piemonte

È stata presentata a Torino, nella sede della FIOM Cgil, la ricerca “Valutazione dell’impatto sociale determinato dalla possibile chiusura di due stabilimenti sul territorio piemontese”.

Un lavoro di analisi innovativo, fortemente voluto da CGIL e FIOM, finanziato dalla Camera di commercio di Torino nell’ambito di Torino Social Impact e realizzata dal CeVIS – Centro di Competenze per la Misurazione e Valutazione dell’Impatto Sociale.

Lo studio si concentra sulle potenziali conseguenze della chiusura degli impianti industriali di LEAR Corporation e TE Connectivity, analizzando gli impatti negativi su dipendenti, indotto e territorio e dimostrando come la valutazione d’impatto sociale potrebbe divenire uno strumento utile non solo per la valutazione ex post, ma anche ex ante, per l’allocazione delle risorse e delle scelte strategiche di sviluppo territoriale.

La ricerca è stata svolta con una metodologia integrata che combina ricerca desk, questionari rivolti a dipendenti ed ex dipendenti e interviste con i principali stakeholder.

La ricerca ha analizzato gli effetti della chiusura di due stabilimenti industriali in Piemonte, esaminando le conseguenze per gli stakeholder interni – dipendenti e famiglie – e per quelli esterni, come l’indotto, il mercato del lavoro, le istituzioni e la comunità. Basandosi sulla teoria del cambiamento, lo studio ha approfondito le dinamiche di impatto sociale e le possibili strategie per affrontarle.

Per i lavoratori coinvolti e le loro famiglie, sono emerse cinque principali aree di impatto: status e capacità economica, salute psicofisica, capitale relazionale e coesione sociale, fiducia, autoconsapevolezza e autodeterminazione. La perdita del lavoro ha generato difficoltà economiche immediate e prospettive incerte per il futuro, con ricadute dirette sulla salute psicologica e sul benessere familiare. Inoltre, la chiusura degli stabilimenti ha inciso negativamente sulla coesione sociale, indebolendo reti di supporto e fiducia nel sistema produttivo e nelle istituzioni.

Per quanto riguarda gli stakeholder esterni, le interviste hanno evidenziato un quadro complesso, in cui emergono sfide ma anche potenziali opportunità. Da un lato, la chiusura degli stabilimenti ha avuto ripercussioni significative sull’indotto locale e sulle dinamiche del mercato del lavoro, con un aumento della pressione sui servizi di supporto all’occupazione e sulle istituzioni locali. Dall’altro, si delineano margini di intervento per sviluppare strategie di mitigazione più efficaci, come percorsi di riqualificazione professionale, incentivi alla riconversione produttiva e modelli di governance più proattivi nella gestione delle crisi industriali.

I risultati dello studio mettono in luce l’urgenza di un cambio di paradigma nella gestione delle crisi industriali: anziché agire in fase emergenziale, occorre sviluppare un approccio preventivo, basato sul dialogo tra aziende, istituzioni e comunità, per minimizzare gli impatti negativi e favorire una transizione più sostenibile per lavoratori e territori.

Le crisi di LEAR e TE hanno dimostrato, ancora una volta, quanto gli effetti generati su lavoratrici e lavoratori coinvolti, siano la concausa di azioni e reazioni di attori diversi, che si muovono all’interno di un territorio – dichiara Federico Bellono, Segretario Generale della CGIL Torino, che conclude – questa ricerca, che analizza l’impatto sociale, è una sperimentazione che può diventare uno degli strumenti dell’azione sindacale”.

Come spiegato da Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di Torino: “L’ente camerale ha accolto lo stimolo della Cgil, attraverso il Comitato imprenditorialità sociale, a sperimentare la valutazione degli impatti sul tema delle dismissioni industriali in atto sul nostro territorio. Nell’ambito di Torino Social Impact è stato quindi attivato il CeVIS, che ha sviluppato un modello unico in Italia per questa indagine: si tratta di un metodo di valutazione degli impatti negativi, che può essere anche replicato su casi simili. L’iniziativa è unica anche per le dinamiche istituzionali e collaborative che hanno permesso di realizzarla, a testimonianza di un dialogo aperto a fronte di processi così delicati, che impattano sui lavoratori, sull’indotto e sul territorio”.

“Attraverso un metodo innovativo di ricerca abbiamo costruito un modello puntato a misurare l’impatto negativo della chiusura di uno stabilimento industriale. I dati – commenta Marella Caramazza, a cui è affidata la direzione strategica del CeVIS – hanno messo in luce come la chiusura di uno stabilimento produca non solo un danno economico, psicologico ed esistenziale delle persone coinvolte, ma soprattutto una crescente sfiducia rispetto alla possibilità di rimettersi in gioco e riavviare un circuito positivo di crescita e sviluppo. La conseguenza è un depauperamento delle risorse del sistema.”




Coltivato 2025 racconterà a Torino l’agricoltura

L’acqua è una risorsa preziosa e necessaria per l’attività agricola. In un contesto di scarsità e di competizione per il suo uso, diventa fondamentale identificare metodologie e strumenti che permettano di aumentarne l’efficienza di utilizzo, sviluppando indicatori per quantificare i benefici che essa può fornire, in termini di produzione di cibo, energia e risvolti positivi sociali, ambientali ed economici”. Sono le parole di Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte a pochi giorni dall’apertura di Coltivato, il Festival Internazionale dell’Agricoltura, giunto alla sua seconda edizione e organizzato nei giorni in cui ricorre la Giornata Mondiale dell’Acqua.

Dell’argomento, il presidente degli imprenditori agricoli piemontesi ne parlerà proprio sabato 22 marzo, dalle ore 10:15, al Circolo dei Lettori di Torino, in una tavola rotonda aperta agli addetti del mestiere e al pubblico, curioso di conoscere quali piani intende adottare l’agricoltura, per continuare a produrre cibo sano e preservare l’ambiente, a fronte dei cambiamenti climatici sempre più evidenti e insistenti.

 

Ringraziamo Maria Lodovica Gullino e Antonio Pascale: Confagricoltura Piemonte sarà lieta di fornire uno spaccato di un’agricoltura che non è astratta e ideale ma intrisa di concretezza e di scienza, orientata verso lo sviluppo di quelle strategie che consentono al settore di affrontare i problemi con resilienza e resistenza” conclude Allasia.




Il Brasile riapre le porte alle susine italiane

Le susine italiane, Prunus domestica e Prunus salicina, tornano in Brasile. Il ministero per l’Agricoltura ha comunicato la ripartenza dell’export verso il Paese sudamericano dal 21 febbraio scorso interrompendo, così, il blocco imposto dal 2013 per paura della diffusione della Lobesia botrana. Uno stop di natura preventiva più che legato ad una reale diffusione della malattia proveniente dalla pianta della vite. Una buona notizia per il Piemonte, seconda regione produttrice dopo l’Emilia-Romagna, con oltre 1.270 ettari coltivati a susino (circa il 70% nel distretto saluzzese) e circa 450 aziende produttrici (dati 2023).

 

Del 15% di produzione italiana di susine che finiva sui mercati extra UE prima del 2013, il mercato brasiliano rappresentava oltre il 40% e adesso tornano ad aprirsi delle opportunità interessanti per le nostre aziende del territorio provinciale e regionale, particolarmente vocati a questa coltivazione – commenta soddisfatto Michele Ponsopresidente della Federazione Nazionale di Prodotto – Frutticoltura di Confagricoltura –. Certo i risultati non saranno immediati; in questi anni, infatti, il Paese sud-americano ha fatto fronte alla mancanza di prodotti italiano acquistando da altre nazioni, dobbiamo quindi ricostruire con pazienza e determinazione un mercato potenzialmente molto interessante”.

 

Confagricoltura si è particolarmente spesa negli anni, portando avanti un dialogo serrato con l’ambasciata italiana in Brasile. Fino ad arrivare, nel luglio 2024, alla visita di una delegazione del ministero per l’Agricoltura del Paese presso alcuni frutteti dell’Emilia-Romagna e del Piemonte.

 

Il 27 settembre dell’anno scorso, con il Ministero all’Agricoltura, il Ministero degli esteri e il Servizio Fitosanitario Nazionale, è stato raggiunto l’accordo di Systems Approach per autorizzare l’accesso al mercato brasiliano delle susine e ripristinare così il flusso commerciale. “Un importante risultato diplomatico, che abbiamo portato avanti insieme al ministero italiano”, aggiunge Michele Ponso.

 

Il ritorno nel mercato brasiliano è una boccata d’ossigeno per i produttori italiani, i quali stanno facendo i conti con un mercato europeo abbastanza asfittico e con una concorrenza, in particolare spagnola, molto agguerrita.

 

L’anno scorso l’Italia ha prodotto 1.720.448 quintali di susine, segnando una crescita rispetto al 2023 (1.653.141 quintali). Sono calate (-6%), invece, le superfici impiegate dai 12.694 ettari di due anni fa a 11.919 dell’anno scorso.

 




Imprese femminili: sono 93.905 nel 2024, il 22,4% del totale

Sono 93.905 le imprese femminili registrateª in Piemonte a fine 2024, il 22,4% del totale del tessuto produttivo regionale. Sulla base delle risultanze del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, il 2024 segna una nuova flessione della compagine di imprese guidate da donne, diminuita di 785 unità rispetto al 2023, per una contrazione dello 0,8%. Nonostante il progressivo ridimensionamento vissuto nell’ultimo decennio, che è stato comunque meno intenso rispetto a quello sofferto dalla componente non femminile, il mondo piemontese dell’impresa in rosa ha fatto passi avanti sul fronte del rafforzamento della struttura imprenditoriale e, rispetto al passato, appare sempre più orientato verso le attività dei servizi diversi dal commercio.

Le quasi 94mila imprese registrate in Piemonte rappresentano il 7,2% delle realtà imprenditoriali guidate da donne presenti in Italia. Il Piemonte resta, anche nel 2024, la sesta regione per numerosità assoluta di aziende “in rosa”, con un tasso di femminilizzazione del tessuto produttivo regionale (22,4%) in linea con quello medio nazionale (22,2%).


“Questi dati ci offrono una fotografia chiara delle sfide e delle opportunità che l’imprenditoria femminile vive in Piemonte. La lieve flessione nel numero totale di imprese ci impone una riflessione sulle politiche di sostegno da mettere in atto. Tuttavia, i segnali di crescita qualitativa, come l’aumento delle società di capitali e l’internazionalizzazione, dimostrano che le imprenditrici piemontesi sono pronte a cogliere le opportunità del mercato. Occorre però rafforzare il nostro impegno, unitamente agli attori del territorio, per creare un ambiente favorevole all’insediamento di nuove imprese femminile e al rafforzamento di quelle esistenti. Solo sostenendo la transizione verso modelli aziendali più strutturati, favorendo l’accesso al credito e all’innovazione e promuovendo concretamente la parità di genere potremo dimostrare che l’imprenditoria femminile è una risorsa fondamentale anche per lo sviluppo economico della nostra regione” commenta il Presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia.

La fotografia scattata per il 2024 mostra come l’universo femminile dell’imprenditoria piemontese abbia caratteristiche specifiche. In primo luogo è più internazionalizzato della componente non femminile: il 13,3% è guidato da donne straniere, a fronte del 12,7% delle attività non femminili; in secondo luogo, è più giovane: il 10,2% ha alla guida donne con meno di 35 anni, contro l’8,3% della componente non femminile. La presenza artigiana è, invece, minorepoco più di un’impresa su cinque è artigiana, a fronte di una quota che sfiora il 30% per la restante parte del sistema produttivo. Minore è anche la dimensione media delle imprese: il 97,0% delle aziende guidate da donne ha meno di 10 addetti, contro il 94,7% delle attività non femminili.

In valore assoluto, i settori prevalenti sono quelli del commercio all’ingrosso e al dettaglio (23,8%), le altre attività dei servizi (12,5%), l’agricoltura (12,3%) e il turismo (9,7%). Valutando parallelamente il tasso di femminilizzazione per settore, si conferma anche per il 2024 l’importante specializzazione femminile delle altre attività dei servizi (circa il 57,6% delle imprese è amministrato da donne), delle attività di alloggio e ristorazione (31,0%) e di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (30,9%).

Il confronto con il 2023 segnala come continuino a crescere le imprese a conduzione femminile che svolgono attività professionali, scientifiche e tecniche (+3,6%) e attività finanziarie e assicurative (+1,8%), cui si contrappongono, invece, importanti nuove contrazioni nella numerosità delle realtà imprenditoriali del commercio (-2,8%), dell’agricoltura (-2,9%) e delle attività manifatturiere (-1,4%).

L’analisi per forma giuridica conferma, rispetto al totale del tessuto produttivo regionale, una maggiore concentrazione di ditte individuali, che rappresentano il 66,1% delle realtà guidate da donne, con un tasso di femminilizzazione del 26,5%.

Minore è, invece, la presenza di società di persone e di capitale, che costituiscono rispettivamente il 16,0% e il 16,3% dell’universo piemontese di imprese femminili e hanno un’incidenza relativa sul totale delle aziende piemontesi inferiore alla media.

Qualcosa nel mondo delle donne che fanno impresa in Piemonte sta, però, cambiando. È in continua crescita, infatti, la propensione delle imprenditrici a far ricorso a modelli aziendali più strutturati (le società di capitale femminili sono aumentate del +3,0% nel 2024, e la quota di oggi è superiore di circa 5 punti percentuale a quella del 2014).

  

L’analisi territoriale rivela come l’incidenza dell’imprenditoria femminile sia superiore alla media regionale nelle province di Alessandria (23,2%), Verbano C.O. (23,0%), Novara (23,0%) e Vercelli (22,7%). Asti (22,5%), Torino (22,2%) e Cuneo (22,1%) registrano una quota rosa prossima alla media regionale; Biella, invece, la concentrazione minore (21,4%).




Confartigianato Imprese Cuneo, seminario: Recupero rifiuti da costruzione e demolizione : cosa cambia?

Il settore edile ha un nuovo regolamento che disciplina l’End of Waste, ovvero la cessazione della qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione.

Il D.M. 127/2024 “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione, altri rifiuti inerti di origine minerale”, sostituisce il D.M. 152/2022 e prevede la revisione dei criteri per la cessazione della qualifica dei rifiuti e l’ampliamento delle possibilità di utilizzo dei materiali riciclati.

Su questo tema Confartigianato Imprese Cuneo organizza un seminario informativo gratuito rivolto a tutti gli impianti di recupero rifiuti da costruzione e demolizione.

L’incontro si terrà giovedì 13 marzo 2025, alle ore 17.00, presso la Sala Consiglio di Confartigianato Cuneo (ingresso: Via XXVIII Aprile, 24).

PROGRAMMA

Ore 17.00 – inizio lavori

Procedure amministrative e adempimenti ex DM 127/2024 (end of waste inerti)

Dott. Luciano Fantino, Dirigente del Settore Tutela Territorio della Provincia di Cuneo

Aspetti tecnici e procedure gestionali del nuovo Regolamento. Conformità ambientale e tecnica. Ruolo di controllo di Arpa

Dott. Marco Massimino, Incarico di Funzione rifiuti e amianto – Dipartimento Arpa Cuneo

Conformità e idoneità degli aggregati riciclati, Possibili impieghi e relative norme tecniche, Marcatura CE.

P.I. Diego Cavallo, Ispettore qualificato ai sensi del Reg. UE N. 305/2011 (Mandato M125 aggregati) – Cismondi srl, laboratorio prove materiali da costruzione, Organismo di Certificazione

Ore 18.00 – Quesiti

Si ricorda che gli impianti che effettuano operazioni di recupero in possesso di un’autorizzazione in procedura semplificata, Autorizzazione Unica Ambientale, caso per caso o impianti mobili, devono mettersi in regola entro il 25 marzo 2025, presentando domanda di adeguamento.

Un’occasione importante per le aziende del settore, che potranno ricevere chiarimenti direttamente dagli esperti e prepararsi al meglio per le nuove regole!

La partecipazione al seminario è gratuita, è consigliata l’iscrizione per motivi organizzativi: https://bit.ly/41r2j3V




Orientamento: edizione da record per “Wooooow”, sempre più aziende all’iniziativa del Gruppo Giovani Imprenditori di Cnvv 

Edizione da record per  “Wooooow – io e il mio futuro”, l’evento dedicato all’orientamento post-diploma organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) con il patrocinio del Comune di Novara e grazie alla collaborazione di imprese, scuole e istituzioni delle province di Novara e di Vercelli, che si è svolto il 27 e 28 febbraio 2025 al palasport “Dal Lago” di Novara e a cui hanno partecipato 22 aziende e un migliaio di studenti e studentesse delle classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado.
«Siamo decisamente soddisfatti di questa edizione – commenta il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Cnvv, Marco Brugo Ceriotti – che per la prima volta ha dovuto chiudere prima del termine, per esaurimento degli slot disponibili, le iscrizioni delle aziende partecipanti: Alleanza Assicurazioni, Baglioni, Barberi Rubinetterie industriali, Birla Carbon Italy, Cavanna, Comoli Ferrari, Diana, Diasorin Italia, Elecnor, Esseco, Giacomini, Loro Piana, Marazzato Soluzioni Ambientali, Memc Electronic Materials, Miazzo & Partners, Officine Rigamonti, Sarpom, Riso Ceriotti, Rubinetterie Ritmonio, Sim Immobiliare, Tk e Tosi F.lli Group. Le ringraziamo sinceramente per la loro disponibilità, insieme ai rappresentanti delle Forze armate e della sicurezza, alla Fondazione Banco BPM e agli sponsor tecnici Adverteaser (concept e grafica), Shape the Light (service audio e video), Radio Azzurra e L’Opinionista News (media partner), Bagnato Immobiliare, Chicco Caffè, IVR, La Valsesiana e R.M. Manfredi. Grazie a tutti loro e al patrocinio del Comune di Novara, che ci ha concesso gratuitamente il palasport, si è trattato anche del primo “Wooooow” in grado di sostenersi autonomamente dal punto di vista economico».
Durante le due mattinate, sul parterre del palasport sono intervenuti vari speaker provenienti dalle aziende e dal mondo della formazione, che hanno illustrato le opportunità professionali e di studio da loro offerte, al fine di ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e a illustrare le competenze più richieste dal sistema produttivo.
«Grazie a questo format – prosegue Brugo Ceriotti – “Wooooow” si conferma l’evento più importante per l’orientamento scolastico e lavorativo. La nostra mission è quella di mettere a disposizione dei ragazzi tutti gli strumenti utili affinché possano fare la scelta migliore per il loro futuro, con l’auspicio che tale scelta possa permettere loro di rimanere sul nostro territorio, e i feedback ricevuti ci indicano che siamo sulla giusta strada. Decisamente gradita è stata anche una novità di questa edizione, che ha premiato con tre iPad per ogni giornata chi ha risposto correttamente ad alcune domande relative alle presentazioni delle imprese. Nelle sessioni dedicate alle opportunità formative del territorio abbiamo ospitato, oltre a quelli degli enti formativi regionali, Obiettivo Orientamento Piemonte e ITS Academy, gli interventi di Università del Piemonte Orientale, Fondazione Academy, Istituto Secoli, Hub Rete di Novara di Invitalia e molte testimonianze di giovani di recente assunzione, che hanno raccontato la loro esperienza professionale all’interno delle imprese. Ringrazio tutti gli enti che hanno reso possibile anche questa edizione: Regione Piemonte, Province di Novara e di Vercelli, Comune di Novara, Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte e tutte le scuole, la cui partecipazione è sempre fondamentale per la buona riuscita dell’iniziativa».
«Tutte le registrazioni – conclude Brugo Ceriotti – sono disponibili sulle nostre piattaforme social e su Youtube, mentre tutti i contatti degli HR delle aziende partecipanti sono reperibili su wooooowpiemonte.com.
Siamo davvero orgogliosi di avere dato vita, 12 anni fa, a un progetto che ha una valenza regionale e che mette a disposizione dei giovani delle province di Novara e di Vercelli opportunità concrete sul loro territorio. Ringrazio tutti i componenti del Gruppo Giovani Imprenditori di Cnvv che hanno partecipato attivamente alla realizzazione dell’edizione 2025 di “Wooooow”, per me particolarmente emozionate in quanto l’ultima al comando di questa squadra fortissima: senza il lavoro di tutto il Gruppo, non saremmo mai riusciti a realizzare questo incredibile progetto».