Scuola-impresa: cresce la raccolta del fondo “Fab Lab Lancia”

Il fondo “Fab Lab Lancia” cresce e punta a raggiungere l’obiettivo prima del termine. A otto mesi dal debutto, infatti, la raccolta di contributi promossa da Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv) in collaborazione con la Fondazione Valsesia Onlus per potenziare i laboratori delle scuole tecniche e professionali “Magni” e “Lirelli”, che fanno riferimento all’Istituto superiore “Vincenzo Lancia” di Borgosesia (Vc), ha già raggiunto oltre il 50% della somma necessaria.
Il progetto, di durata triennale, era stato presentato lo scorso 7 aprile, dando seguito alla necessità di rimodernare la dotazione tecnologica delle scuole per fornire agli studenti una formazione più possibile aggiornata, e le aziende del territorio, da sempre attente ai rapporti con il mondo della scuola in quanto fucina di profili professionali indispensabili alla loro attività, non si sono tirate indietro.
«Ancora una volta – osserva il dirigente del “Lancia”, Carmelo Profetto – gli industriali del territorio dimostrano fattivamente il loro impegno per questa alleanza strategica e proficua tra scuola e impresa quale variabile significativa degli ultimi risultati conseguiti: nella ricerca Eduscopio di quest’anno il “Lirelli” si è classificato al primo posto tra gli istituti tecnici nella provincia di Vercelli per coerenza della preparazione dei propri profili in uscita rispetto alle esigenze del mondo del lavoro, mentre il “Magni” l’anno scorso si era attestato al secondo posto tra tutti i professionali del Piemonte per la più alta percentuale di alunni subito impiegati nei settori di competenza dopo il diploma. La donazione fatta alla scuola tramite il Fondo permetterà di avere una garanzia per l’utilizzo in sicurezza dei laboratori, e questo è un segnale tangibile della lungimiranza che da sempre ha contraddistinto il tessuto produttivo del territorio».
La Fondazione Valsesia ha attivato sei “cassetti” su cui è possibile effettuare donazioni, beneficiando degli sgravi fiscali previsti dalla legge. L’Iban per i versamenti è IT55C0608544900000001001092, la causale da indicare è “Fondo Fab Lab Lancia”, seguita da uno dei seguenti percorsi formativi: Indirizzo di Meccanica Meccatronica ed Energia (articolazione meccatronica); Indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie (articolazione chimica dei materiali); Corso Industria e Artigianato per il made in Italy (indirizzo Meccanica); Corso Industria e Artigianato per il made in Italy (indirizzo Artigiano del legno); Corso di Manutenzione e Assistenza tecnica (indirizzo Elettronica/Elettrotecnica); Corso Moda. Sui siti web di Cnvv e del “Lancia” si possono visionare tutte le necessità per l’ammodernamento dei laboratori e delle attrezzature, con il relativo impegno economico.
«Siamo soddisfatti – commenta Riccardo Cavanna, vicepresidente di Cnvv con delega a capitale umano e formazione professionale – ma non dobbiamo assolutamente perdere di vista l’obiettivo che ci siamo posti e che, visti questi risultati, puntiamo a raggiungere prima della scadenza.
All’inizio del prossimo anno verrà installata la strumentazione necessaria per adeguare i percorsi formativi alle necessità delle aziende. Noi imprenditori dobbiamo guardare alle future generazioni in una prospettiva di medio-lungo termine: il capitale umano è un asset fondamentale e il rapporto con il mondo della scuola è sempre più un fattore strategico per dare valore al territorio e alle sue competenze. Una donazione al “Fab Lab Lancia” è un vero e proprio investimento sul futuro, anche quello delle famiglie. Le imprese hanno fatto la loro parte, ma per arrivare al traguardo serve il contributo di tutti».



Lavorare nell’industria tessile, corso gratuito e tirocinio retribuito

Il corso, gratuito e a numero chiuso, è un progetto pilota innovativo ideato, promosso e finanziato dall’Associazione Industriali Tessili Cotonieri dell’Unione Industriali Torino, di cui gli imprenditori Giorgio Pertile e Renato Vasino sono rispettivamente Presidente e Vice-Presidente. Sviluppato in collaborazione con la Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile, che ne cura la progettazione, l’organizzazione e la gestione, il corso ha l’obiettivo di colmare il divario esistente tra formazione e lavoro in ambito tessile industriale, formando in particolare addetti alla tessitura, all’orditura e alla meccanica tessile, venendo così a supportare lavoratori e imprese soprattutto nel territorio del chierese.

 

Spiega la Presidente Melanie Zefferino: «Mettendo in atto i propri scopi statutari, la Fondazione si prepara ora a “promuovere attività per la formazione, la qualificazione e l’aggiornamento del personale addetto alla produzione, alla distribuzione, alla diffusione e alla valorizzazione del tessile, non esclusa l’istituzione di una apposita scuola, con particolare attenzione alle problematiche indotte dall’utilizzo di nuove metodologie e tecnologie”. Il primo passo verso questo importante traguardo è stato fatto grazie alla collaborazione con l’Associazione Industriali Tessili Cotonieri dell’Unione Industriali Torino».

Il corso privato professionalizzante di avvio al lavoro nell’industria tessile, frutto di questa sinergia, inizierà il 1 ottobre e terminerà il 26 novembre, quando gli allievi riceveranno un attestato di frequenza e profitto con accreditamento ENAIP. Anche il CPIA3, con cui la Fondazione ha già condiviso altre progettualità, collaborerà alla promozione dell’iniziativa.

Il corso è aperto a persone maggiorenni, residenti o domiciliate nella provincia di Torino, che abbiano interesse a qualificarsi o riqualificarsi per inserirsi lavorativamente nell’industria tessile. Gli allievi (minimo 12, massimo 20) saranno selezionati sulla base delle rispettive motivazioni, esperienze, e/o conoscenze pregresse. Sono previste in totale 60 ore di insegnamento teorico-pratico con frequenza obbligatoria in presenza, che si svolgeranno il lunedì e il venerdì pomeriggio (dalle 14,00 alle 18,00) a Chieri, nella sala polifunzionale e nei laboratori della Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile, in Via Santa Clara 10/A, a Chieri.

Per accedere alla selezione degli ammessi al corso,

gli interessati devono inviare una breve lettera motivazionale e

il proprio curriculum vitae in formato europeo,

entro il 23 settembre 2022, a info@fmtessilchieri.org.

Il corpo docenti è costituito da esperti qualificati, attivi a vario titolo nel settore tessile e nell’ambito della formazione, a cominciare dal coordinatore del corso, Mauro Le Noci (perito tessile accreditato e docente), Lisa Fontana (docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze), con interventi di Massimo Quattrocolo, Antonio Coppola, Melanie Zefferino, Giulia Perin, Francesca Vergnano e il contributo dei meccanici tessili Graziano Iseppi, Maurizio Fasano e Walter Borsato, volontari della Fondazione, quali hanno appositamente allestito un orditoio manuale e realizzato telai portatili per assicurare agli allievi la sperimentazione diretta delle fasi chiave del processo tessile sin dalle prime lezioni.

Sono anche previste attività extracurriculari, incluse visite ad aziende leader di settore sul territorio chierese, oltre naturalmente alle collezioni del Museo del Tessile nel complesso di Santa Chiara e all’Imbiancheria del Vajro. Tutto ciò per coniugare, alla formazione professionalizzante, lo sviluppo di conoscenze che alimentino la passione per il tessile, passando in rassegna la sua storia e gli sviluppi del presente attraverso materiali, tecniche e macchinari. Durante il corso sono previste verifiche periodiche e un esame finale. Una volta superata la prima verifica, gli allievi potranno iniziare un tirocinio part-time di almeno tre mesi, retribuito a norma di legge, presso un’azienda dell’Unione Industriali Torino, preferibilmente affiliata alla Associazione Tessili Cotonieri di Torino. Una volta completato il corso e il tirocinio, ciascun allievo avrà acquisito conoscenze ed esperienze che favoriranno l’inserimento lavorativo nel settore tessile industriale.




PoliTo apre alla cittadinanaza le lezioni del corso che indaga le sfide dell’umanità nel XXI secolo

La tecnologia gioca sempre più un ruolo importante nelle grandi sfide che deve affrontare l’umanità. Che si parli di digitale, di energia, di mobilità, di clima o di salute, la tecnologia è sempre al centro delle possibili soluzioni alle questioni centrali per le vite di tutti. Tuttavia le grandi sfide non sono praticamente mai riducibili al solo dato tecnico, né quando si analizzano, né quando si progettano possibili soluzioni. Per comprenderle e per affrontarle con successo è necessario il contributo di tutti i saperi, da quelli tecnico-scientifici a quelli umanistici, da quelli sociali a quelli artistici.

Dal 17 maggio al 26 luglio 2022 – con un appuntamento settimanale, ogni martedì alle 17:30 sul sito internet di Biennale Tecnologia, come iniziativa proposta in vista dell’edizione 2022 della manifestazione – il Politecnico di Torino offre al pubblico la possibilità di seguire le 11 lezioni introduttive dei corsi “Grandi sfide”: un’opportunità per approfondire in maniera fortemente interdisciplinare diversi temi di rilievo del mondo di oggi. Si tratta di un corso altamente innovativo nel panorama dell’università italiana, che il Politecnico propone in questo anno accademico come parte della formazione di tutti gli studenti di Ingegneria: sei importanti sfide della contemporaneità, ciascuna articolata in 4 direzioni diverse, per un totale di 24 corsi da circa 150 studenti ciascuno, co-insegnati da altrettante coppie di docenti, uno con impostazione tecnica e uno proveniente dal mondo delle scienze umane e sociali. Tutti i corsi “Grandi sfide”, sviluppati dall’Area Didattica del Politecnico e legati alle tematiche care a Biennale Tecnologia, fanno riferimento agli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Si comincia domani, 17 maggio, con un esperto di fama internazionale sui temi dello sviluppo sostenibile come Jeffrey Sachs (già ospite dell’edizione 2020 di Biennale Tecnologia) che illustrerà gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile che definiscono l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La lezione di Sachs sarà preceduta da un’introduzione della professoressa Patrizia Lombardi, Presidente della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile e Vice Rettrice per Campus e Comunità Sostenibili al Politecnico di Torino.

Il ciclo proseguirà con quattro lezioni del celebre filosofo Telmo Pievani, che cercherà una spiegazione per i grandi cambiamenti che ci circondano. Perché l’umanità non impara dai propri errori? Quale futuro ci attende? Saremo in grado di accogliere il cambiamento?

A seguire verranno proposte sei lezioni introduttive, tenute dai docenti del Politecnico di Torino, a ciascuna delle sei Grandi Sfide, ovvero, clima, mobilità, digitale, salute, energia e tecnologie e umanità, ovvero una lezione sul fitto intreccio di legami tra sviluppo tecnologico e futuro del genere umano, che riprende anche lo slogan di Biennale Tecnologia.

La lezione introduttiva sul clima sarà a cura del professor Peter Wadhams, Professore Emerito di Fisica Oceanica presso il Dipartimento di Matematica Applicata e Fisica Teorica dell’Università di Cambridge, e precedentemente Direttore dello Scott Polar Research Institute. Da ottobre 2019 è Visiting Professor presso il Politecnico di Torino. Wadhams si concentrerà sulla sfida della lotta contro il cambiamento climatico è una delle più pressanti per il futuro del nostro pianeta.

La mobilità è una sfida impegnativa per l’umanità di oggi e di domani: il professor Luca Staricco, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica, propone una lettura delle problematiche legate alla sfida della mobilità del futuro, cercando punti di vista alternativi e innovativi su un tema costantemente al centro delle nostre vite.

La terza grande sfida è quella del digitale. Nella introduzione del professor Juan Carlos De Martin – ingegnere informatico, co-direttore del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico e faculty associate alla Harvard University – si presentano le tecnologie digitali come tecnologie che hanno un profondo impatto sulla società e sull’ambiente e che quindi vanno pensate e studiate in modo ampio, non solo strettamente tecnico.

Dopo aver vissuto la pandemia di Covid-19 siamo ancor più consapevoli della fragilità dell’umanità nel campo della salute, che sta vivendo uno grande sviluppo basato su molte nuove tecnologie, incluse quelle dell’Intelligenza Artificiale. Nella lezione del professor Alberto Audenino – docente di Bioingegneria industriale – verranno trattati i possibili aspetti della salute del futuro, delineando sia problemi etici, sia soluzioni rivoluzionarie.

La quinta sfida riguarda l’energia, settore cruciale per l’umanità nel breve e nel lungo periodo. La questione dell’accesso universale all’energia come elemento essenziale per combattere la povertà, le disuguaglianze globali e come strumento necessario per la prosperità umana. La lezione del professor Romano Borchiellini – docente di Fisica tecnica industriale e Referente del Rettore per l’Energy Center al Politecnico – presenta la sfida energetica dal punto di vista della sostenibilità economica e sociale, collegando gli aspetti tecnologici a quelli storico-economici ed etico-giuridici.

L’ultima lezione è intitolata “Tecnologie e Umanità” e riunisce tutti gli aspetti che ruotano attorno all’impatto della tecnologia sullo sviluppo umano. Nella lezione della professoressa Francesca Governa – docente di Geografia economico politica – si cercheranno risposte ad alcune domande fondamentali su questo argomento, tra cui: come vivremo? Dove abiteremo? Come lavoreremo? Riusciremo a raggiungere l’uguaglianza reale tra le persone? Saremo in grado di coniugare esistenza biologica e personalità digitale?




Erasmus giovani imprenditori: la pandemia non frena la voglia di imparare

C’è l’architetta specializzata in rigenerazione urbana che si è formata in Portogallo; l’esperta di imenotteri per il monitoraggio ambientale che si è perfezionata in un centro di ricerca berlinese; c’è il formatore che approfondisce i temi dell’ “educazione non formale” che ha lavorato in Bulgaria, ma c’è anche l’enoteca di San Salvario che ha ospitato un promettente imprenditore spagnolo.

 

Giovani, preparati, intraprendenti, coraggiosi soprattutto in questo anno di pandemia: è questo l’identikit dei partecipanti al progetto “Erasmus per giovani imprenditori”, ideato dalla Commissione Europea per incoraggiare gli scambi internazionali tra professionisti e imprenditori e proposto in Italia dalla Camera di commercio di Torino

 

L’idea è quella di offrire un’esperienza all’estero ad imprenditori alle prime armi: si tratta di un’esperienza fondamentale per scoprire dall’interno come funziona un’azienda straniera, individuare possibili nuovi mercati e moltiplicare i contatti. L’Erasmus rappresenta anche un’opportunità importante per chi decide di ospitare un imprenditore proveniente da un altro paese: nello scambio di visioni e culture non possono che nascere interessanti prospettive per tutti – spiega Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di Torino. – Per questo nel 2022 mettiamo a disposizione ancora 15 borse di studio per chi vuole fare esperienza all’estero e raccogliamo le candidature per chi intende ospitare un imprenditore straniero, nel rispetto di tutte le normative sanitarie”.

Unico ente camerale in Italia a offrire direttamente questa opportunità, la Camera di commercio di Torino è stata riconfermata per tutto il 2022 organizzazione intermediaria del progetto.

 

Significativi sono i risultati realizzati nell’ultimo triennio: 52 sono i neo imprenditori che hanno beneficiato di “borse soggiorno” per partecipare a scambi imprenditoriali all’estero, 18 i professionisti o imprenditori piemontesi che hanno ospitato neo imprenditori europei.

 

Ogni borsa può valere da 530 euro a 1.100 euro mensili a seconda del paese, per coprire un soggiorno che può andare da 1 a 6 mesi. Nessun contributo è previsto invece per l’imprenditore ospitante, che, tuttavia, come dimostrano i numerosi casi di successo, può avvalersi di competenze, idee e contatti del neo imprenditore ospitato in un mutuo scambio di esperienze e collaborazione.

 

Chi può partecipare

Sono ammessi al contributo finanziario per l’esperienza all’estero aspiranti imprenditori con una solida idea di impresa o imprenditori in attività da meno di 3 anni. L’iniziativa è aperta a tutti i settori economici e anche a liberi professionisti con partita iva, e non prevede limiti d’età.

Chi ospita, invece, deve essere titolare o amministratore di una pmi (meno di 250 addetti), attiva da almeno tre anni, in uno dei paesi UE o in altro Paese partecipante al programma

 

Dal 2021 il programma raggiunge 45 Paesi tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Corea del Sud, Israele, Singapore e Taiwan.

 

La Camera di commercio svolge il ruolo di organizzazione intermediaria: è il punto di contatto locale per gli imprenditori (nuovi o ospitanti), valuta le candidature, facilita l’incontro e lo sviluppo del progetto di scambio, assiste i partecipanti in tutte le fasi dello scambio ed eroga il contributo finanziario, sotto forma di “borsa soggiorno”, al nuovo imprenditore.

 

Per il 2022 sono previste 15 “borse di soggiorno” per aspiranti e neo imprenditori in partenza per l’estero, e 10 borse per stranieri interessati all’Italia e al Piemonte.

 

Il programma internazionale

Il progetto “Erasmus per giovani imprenditori” è stato avviato nel 2009 e ha finora coinvolto quasi 26mila soggetti: 17mila (64%) nuovi imprenditori e 9mila (37%) imprenditori ospitanti. A dicembre 2021 è stato raggiunto l’importante traguardo dei 10.000 gli scambi realizzati.

 

Tra le candidature, è l’Italia, con Spagna e Regno Unito il paese più richiesto nelle candidature, ma soprattutto sono italiani gli imprenditori che viaggiano di più (21% dei casi, 2.057 gli scambi già realizzati).

 

Il consorzio “Ulixes Eyes” di cui da 5 anni fa parte la Camera di commercio di Torino è composto da 10 organizzazioni europee di 9 paesi ed è coordinato dalla Camera di commercio di Terrassa (Spagna).

 




Confindustria e Regione Piemonte insieme nell’orientamento scuola-lavoro

Confindustria Piemonte ha condiviso con la Regione Piemonte il position paper “Prepararsi al futuro: orientamento scuola-lavoro e inclusione dei giovani al lavoro, life long learning” realizzato con le otto associazioni territoriali regionali di Confindustria.

Il documento propone misure e azioni per favorire l’evoluzione del contesto scolastico-formativo nell’arco della programmazione europea 2021-2027.

Particolare attenzione viene dedicata all’ingresso e alla permanenza nel mondo del lavoro, promuovendo la capacità di imparare ad apprendere in una logica di lifelong learning. L’auspicio è facilitare la gestione delle attività di formazione, orientamento e servizi al lavoro da parte degli operatori accreditati, insieme all’accesso da parte delle aziende e dei singoli cittadini. Questo anche tramite semplificazione e snellimento burocratici.

Una velocizzazione del processo, ancora più urgente dopo l’emergenza Covid-19 e in relazione ai cambiamenti sociali ed economici legati al web, alle nuove tecnologie 4.0 e alla crescente attenzione ai temi dell’economia circolare. Scuola e Formazione devono recuperare centralità, solo così si potranno ridurre i preoccupanti tassi di disoccupazione giovanile e il numero crescente di Neet in Italia, per ridurre l’attuale carenza di figure tecniche richieste dalle imprese.

L’Orientamento scuola-lavoro

Sono 120.000 gli studenti che ogni anno in Piemonte concludono la scuola secondaria di primo grado e più ai 200.000 quelli che terminano il secondo ciclo di istruzione. A loro, alle famiglie e ai docenti è necessario fornire un’azione strutturata di orientamento al lavoro, affinché siano più consapevoli nelle scelte scolastico-formative. L’orientamento dovrà quindi generare una percezione completa che incroci gli interessi ed attitudini degli studenti, fornendo ai docenti strumenti per costruire percorsi di valutazione correlabili al mondo del lavoro. Ciò dovrà avvenire tramite un piano di orientamento che delinei percorsi strutturati per definire quali e quante sono le figure più richieste dal mercato del lavoro.

La Scuola e il ruolo dei Docenti

La scuola post-pandemia, guardando all’evoluzione tecnologica e organizzativa, dovrà l’elaborare un modello formativo basato su una didattica collaborativa, che integri gli assi culturali con quelli tecnico-professionalizzanti. Un approccio duale necessario che integri conoscenza ed esperienza, generando le competenze richieste dal nuovo mercato del lavoro. Ciò darà vita a un dialogo più fluido che è obbligato per ogni attore del sistema educativo ed economico.

ITS e Lauree Professionalizzanti

Gli ITS formano tecnici e professionisti divenuti introvabili ma sempre più richiesti dalle imprese, perché indispensabili per ogni strategia. In Piemonte gli ITS hanno altissimi livelli di performance. In un decennio, infatti, si è dato vita a un progressivo incremento sia del numero di Fondazioni ITS (da 3 a 7) sia del numero dei percorsi (dai 4 iniziali agli attuali 35) con un numero totale di allievi coinvolti che è passato dai 120 allievi (nell’anno 2011) ai circa 1600 allievi attuali, compresi gli iscritti ai corsi appena approvati, e gli allievi iscritti nell’anno 2020 e al secondo anno. Il sistema confindustriale piemontese è presente in 5 ITS dei 7 piemontesi.

Affinché questa progressione continui, gli Its devono avere garantita una stabilità nei finanziamenti nel medio/lungo periodo per consentire strategie di sviluppo e consolidare le strutture. E’ altrettanto importante conservare la misurazione della loro efficacia per garantire che la flessibilità didattica non sia disgiunta dal conseguimento di risultati occupazionali. Lo snellimento della governance, pur con la garanzia dei controlli, rappresenta un altro importante tassello per la crescita, accanto alla infrastrutturazione di proprie sedi autonome dotate di laboratori e tecnologie all’avanguardia.

È necessario favorire, in coerenza con il disegno di legge in discussione in questi giorni, la possibilità che per gli Its di un’offerta formativa integrata di un 3° anno per permettere l’acquisizione di un titolo di studio del tutto analogo a quello Universitario tradizionale, in parallelo sono auspicati accordi con le Università per il completamento del riconoscimento dei crediti con il sistema delle lauree professionalizzanti.

La formazione in ingresso e degli occupati: le Academy

L’Academy risponde al fabbisogno formativo di una impresa, di un gruppo di imprese o di un territorio (filiera distrettuale) ed è un punto di accesso qualificato al mercato del lavoro, in grado di sviluppare nuove competenze coerenti con i fabbisogni delle imprese e valorizzare le competenze presenti in azienda. Sono circa 50.000 le persone che ogni anno partecipano in Piemonte a percorsi formativi. Circa la metà frequenta percorsi di formazione al lavoro (formazione iniziale e superiore), un quarto frequenta percorsi di formazione continua o in apprendistato, la restante parte segue percorsi di formazione permanente

Alcune imprese hanno investito ed attivato propri sistemi di Academy aziendali, le altre ritengono strategica la realizzazione di nuove Academy per far fronte alla crescente difficoltà di reperimento di personale tecnico qualificato. L’obiettivo è accelerare l’adeguamento delle competenze e facilitare l’applicazione di nuove tecnologie, anche attraverso metodologie formative innovative, quali micro-learning o sessioni formative in modalità in streaming/e-learning.

“Iniziamo a vedere i frutti di due anni confronto. Adesso si parte. In questo documento c’è una visione a 360 gradi e c’è la volontà di tradurla in strumenti funzionali. La collaborazione con Confindustria Piemonte è stata ed è fondamentale, nell’ambito di una politica che ascolta le reali necessità di un territorio con l’obiettivo di trasformarli in strumenti concreti. Sull’orientamento professionale abbiamo stanziato sette milioni di euro, non solo per il momento della scelta del nuovo ciclo scolastico, ma per garantire un accompagnamento lungo tutto l’anno scolastico e anche dopo, per indirizzare e aiutare i giovani. Bisogna stare però attenti a rendere ben chiari, le richieste e gli sbocchi reali. Abbiamo lavorato a snellire le procedure, con sportelli aperti sempre in grado di accogliere in modo non rigidi le esigenze dei lavoratori. L’obiettivo è continuare a lavorare insieme per mettere a terra le politiche” commenta l’Assessore all’Istruzione, Lavoro e Formazione professionale, Diritto allo Studio universitario, Elena Chiorino.

Osserva Ermanno Rondi, delegato al Capitale Umano, del presidente di Confindustria Piemonte Marco Gay: “Appare evidente come la carenza di tecnici di cui lamentano le imprese da lungo tempo, sia legata a problemi strutturali e culturali del Paese. Sono convinto che una prima ed efficace risposta a questa criticità possa arrivare dall’impegno della Regione Piemonte per la costituzione delle Academy, per le quali è previsto a breve il primo bando sperimentale sui settori Automotive e Tessile. Non può inoltre che essere condiviso lo sforzo finanziario del PNRR di incentivare la crescita dei corsi ITS, uno strumento particolarmente efficace ed apprezzato dalle imprese, che garantisce ottimi risultati occupazionali, grazie alla coerenza tra il percorso formativo e lo sbocco occupazionale. Strategico il tema orientamento da impostare su un nuovo approccio verso giovani e famiglie, basato su tre cardini: consapevolezza delle proprie attitudini, esigenze occupazionali prospettiche dei vari ambiti ed infine i percorsi formativi più attinenti”.

 




Acquisti e appalti nella PA: 13 corsi on line a partire dal 18 novembre

Tredici nuovi webinar su acquisti e appalti nella Pubblica Amministrazione. E’ un’iniziativa promossa dalla Città metropolitana di Torino con il supporto del Consip, la società del Ministero dell’Ecomomia e delle Finanze che opera come centrale acquisti della PA, in collaborazione con l’ANCI, rivolta ad amministratori e dipendenti degli Enti locali piemontesi.

Al centro degli incontri le ultime novità normative e le misure introdotte dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Per poter partecipare, occorre registrarsi ai singoli appuntamenti. Dopo la registrazione, gli iscritti riceveranno via mail le coordinate per collegarsi in autonomia agli incontri.

Sono tre gli appuntamenti già calendarizzati: 18 e 23 novembre e 1° dicembre 2021.
L’incontro del 18 novembre, che si svolgerà dalle 9 alle 12,30 tratterà di “Appalti pubblici ed il PNRR: il quadro normativo”, con l’introduzione di Mario Lupo, della Direzione Sviluppo Economico RUP PINQUA CmTO, Donata Rancati, dirigente della Centrale unica appalti e contratti della Città metropolitana di Torino, sul quadro normativo, “la convenzione tipo per il supporto agli Enti locali”. Le conclusioni saranno affidate al Vice sindaco della Città metropolitana Roberto Montà.

Il 23 novembre si parlerà di “MEPA, la trattativa diretta”, con Silvia Baietto della Centrale unica appalti e contratti Città Metropolitana di Torino e Vania Rostagno, key account manager della Divisione Promozione e Gestione strumenti di acquisto di Consip.

Le stesse relatrici condurranno l’incontro del primo dicembre dedicato a “RDO al prezzo più basso.




CCIAA Torino: Al via la formazione Savor Piemonte per l’agroalimentare che vende all’estero

Canada, Stati Uniti, Thailandia, Singapore, Regno Unito, Svizzera, Danimarca, Repubblica Ceca, Francia e Germania: sono questi i paesi target al centro della programmazione del progetto Savor Piemonte, realizzato dalla Camera di commercio di Torino per le aziende piemontesi dei settori alimenti e bevande.

 

La prima fase del progetto prevede un’intensa programmazione di incontri di formazione al via domani 23 settembre 2021. Tra i temi trattati, l’analisi delle opportunità e la normativa alimentare in ciascun mercato, l’etichettatura e il packaging, gli adempimenti doganali, la comunicazione internazionale d’impresa. Già 120 imprese hanno aderito al programma, ma gli appuntamenti sono aperti gratuitamente a tutti. Obiettivo: creare un vero e proprio catalogo di eccellenze piemontesi agroalimentari da proporre ai più influenti buyer esteri.

 

Come Camera di commercio di Torino possiamo mettere a disposizione delle imprese non solo formazione e consulenza, ma anche un’ampia rete di contatti internazionali per guidarle alla conquista di nuovi mercati– spiega Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di Torino. – Invitiamo pertanto gli imprenditori agroalimentari, anche alla prima esperienza di export, a mettersi in gioco con noi, per soddisfare una domanda di Made in Italy che in questi anni non è mai venuta meno, nemmeno durante l’emergenza, e che continua a crescere: nel primo semestre 2021 l’incremento è stato di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo di 5 anni fa”.

 

Il mercato alimentare nel mondo

Secondo le recenti analisi condotte da Euromonitor International Ltd. (società leader nel campo delle ricerche di mercato), nel 2020 il valore del mercato globale dei prodotti alimentari confezionati e delle bevande ammontava a circa 3.521 miliardi di euro.

Nello stesso anno, l’Asia rappresentava il 33,1% del mercato globale con i suoi 1.164 miliardi di euro, seguita dall’Europa (Russia e Turchia incluse) con 1.012,3 miliardi di euro (28,8%), dal Nord America con 733,1 miliardi di euro (20,8%), dall’America Latina con 331,6 miliardi di euro (9,4%) e dall’Africa e Medio Oriente con 279,9 miliardi di euro (7,9%).

Asia, Europa e Nord America rimangono a tutt’oggi le aree maggiormente attrattive per le imprese operanti nel settore agroalimentare e che guardano all’estero per lo sviluppo del proprio business, nonché una destinazione privilegiata per i prodotti Made in Italy.

 

Il Piemonte

Le imprese piemontesi dell’industria alimentare e delle bevande esportano annualmente (anno 2020) merci per 6 miliardi di euro, di cui il 35% rappresentato dalle bevande. Nel primo semestre 2021 l’export ha già raggiunto i 3,1 miliardi di euro. Nel primo semestre 2021 il Piemonte ha esportato complessivamente merci per oltre 24 miliardi, registrando una crescita del +11% rispetto allo stesso periodo di 5 anni fa (I semestre 2016) Nel primo trimestre 2021 il Piemonte ha già esportato merci per oltre 1,5 miliardi, registrando una crescita del +50,7% rispetto allo stesso periodo di 5 anni fa (II trimestre 2016) e del +15,1% rispetto al II trimestre 2020.

 

 

Il calendario degli incontri on-line

 

Giovedì 23 settembre 2021, ore 14:45

Focus Canada e Stati Uniti (parte prima: aspetti commerciali)

 

Giovedì 30 settembre 2021, ore 10:45

Focus Thailandia e Singapore

 

Giovedì 7 ottobre 2021, ore 14:45

Focus Stati Uniti (parte seconda: aspetti normativi)

 

Martedì 12 ottobre 2021, ore 14:45

Focus Regno Unito e Svizzera

 

Giovedì 14 ottobre 2021, ore 14:45

Focus Danimarca e Repubblica Ceca

 

Martedì 19 ottobre 2020, ore 14:45

Focus Francia e Germania

 

I partner

Ampia la platea di partner qualificati che contribuiranno a supportare le imprese piemontesi durante tutto il percorso: dal Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino, alle Camere di Commercio Italiane all’Estero e Miste ai principali centri di formazione universitaria piemontese. Per la prima volta riuniti in un unico progetto, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino e Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo metteranno a disposizione delle imprese del territorio il proprio patrimonio di conoscenza e le proprie competenze tecniche per aiutarle a raggiungere in modo efficace i propri obiettivi di crescita internazionale.

 




Investire nella formazione di terzo livello, al PoliTo conviene: i master aiutano a migliorare la condizione lavorativa

Investire in formazione post-laurea, per specializzarsi o per aggiornarsi, è una scelta che si è dimostrata vincente anche – e forse soprattutto – per sfruttare al meglio le restrizioni e i rallentamenti legati alla pandemia: il VI Report sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei diplomati di master di Almalaurea evidenzia che il tasso di occupazione e le retribuzioni di chi ha ottenuto questo titolo si confermano superiori a quelli dei laureati.

 

Il Report sulla Condizione occupazionale a un anno dalla conclusione del Master ha riguardato un campione di 205 Diplomati nel 2019 della Scuola Master e Formazione permanente del Politecnico di Torino, contattati a un anno dal conseguimento del titolo: 15 di primo livello e 190 di secondo livello. Il loro tasso di occupazione è complessivamente pari al 93,6%: 77,8% per i diplomati di master di primo livello e 95,0% per i diplomati di secondo livello.

Il 40,5% degli occupati (16,7% tra i diplomati di master di primo livello e 42,5% tra quelli di secondo livello) prosegue l’attività intrapresa prima del conseguimento del master, mentre il 25,3% ha dichiarato di avere cambiato lavoro dopo il conseguimento del titolo (33,3% tra i diplomati di primo livello e 24,7% tra quelli di secondo livello); il 34,2% degli occupati si è inserito nel mercato del lavoro solo al termine del master (50,0% tra i diplomati di primo livello e 32,9% per quelli di secondo livello).

 

Tra coloro che proseguono il lavoro iniziato prima del conseguimento del titolo, il 90,6% ha riscontrato un miglioramento nella propria posizione lavorativa  grazie al conseguimento del master (100,0% tra i diplomati di primo livello e 90,3% tra quelli di secondo livello) e, tra questi, il miglioramento riguarda soprattutto lo sviluppo di nuove competenze professionali, mentre tra chi ha iniziato l’attuale attività lavorativa dopo il conseguimento del titolo il 66,0% ritiene che il master abbia avuto un ruolo determinante per trovare lavoro (80,0% per i diplomati di primo livello e 64,3% per quelli di secondo livello) andando a caratterizzare in modo più definito il proprio profilo professionale.

 

Per completare il quadro, gli ultimi elementi da sottolineare sono che il settore dell’industria assorbe il 79,6% dei diplomati e quello dei servizi il restante 19,4% e che il 94,9% ha un’occupazione nel Nord Italia.

 

Molto positivi anche i dati relativi al Profilo dei diplomati di Master del 2020 del Politecnico di Torino, che derivano dall’analisi di un campione di 219 studenti che hanno ottenuto il titolo, di cui 38 di primo livello e 181 di secondo livello – su un totale di 6.405 di primo livello e 5,186 su 16 Università italiane – e possono aiutare ad orientare una scelta considerata da molti laureati un’ulteriore investimento di tempo e di denaro da valutare con attenzione. Tra le motivazioni per l’iscrizione al master, la possibilità di acquisire competenze professionali è considerata decisamente importante dall’85,4% degli intervistati, le prospettive di diretto inserimento nel mondo del lavoro lo sono state per il 74,1%, mentre la possibilità di ottenere una borsa di studio ha inciso per la scelta del 27,3% dei diplomati ai master di primo livello, per i diplomati di master di secondo livello nel 52,5%.

 

Ciò che emerge con chiarezza dai neo diplomati nei corsi di Master offerti dal Politecnico è comunque la soddisfazione per l’esperienza appena conclusa: il 57,5% esprime un giudizio decisamente positivo per gli argomenti trattati nel corso. Ulteriore conferma di questa soddisfazione, il 76,4% dei diplomati di master dichiara che, potendo tornare indietro al momento della scelta, si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso di master e presso lo stesso ateneo.

 

Il Direttore della Scuola Master – il professor Paolo Neirotti – ha commentato questi risultati asserendo che “L’interpretazione delle statistiche di Alma Laurea ci dicono che in un ateneo come il Politecnico di Torino, i Master sono uno strumento con cui ingegneri, architetti, designer e pianificatori urbani si avvicinano a ruoli e professioni dove l’innovazione tecnologica richiede un innalzamento ed un diverso mix di competenze tecniche. Tuttavia, la nostra tradizione nei Master “politecnici” guarda anche a percorsi formativi capaci di qualificare e riconvertire laureati provenienti da altre discipline su tematiche profondamente legate ai cambiamenti tecnologici, economici e sociali che stiamo affrontando”.

 

 




Alimentare, esperti di arte bianca: al via il nuovo corso di Cef Publishing

Durante questo anno e mezzo di pandemia e di conseguenti lockdown, gli italiani hanno cercato ristoro in cucina, dove hanno imparato a mettere letteralmente le mani in pasta, dedicandosi sempre più spesso alla produzione di pane, focacce e dolci fatti in casa. Nel 2020 infatti gli italiani si sono scoperti, giocoforza, come chef domestici e lo hanno fatto anche con piacere e soddisfazione, un trend destinato a crescere anche nei prossimi anni nonostante le riaperture di ristoranti e bar.

In questo scenario favorevole al “fare”, all’acquisizione delle necessarie competenze tecniche e all’attenzione alle materie prime, al benessere e all’educazione alimentare, si inserisce il corso per Esperti di Arte Bianca proposto da Cef Publishing , corso che arricchisce il catalogo di offerte formative a distanza nell’area Food, per incontrare l’interesse di chi, anche partendo da una semplice passione, si veda proiettato in una dimensione professionale in questo ambito.
Cef è una società del Gruppo Ebano  fondato e guidato dal Presidente di Piccola Industria e Vice Presidente nazionale di Confindustria Carlo Robiglio. Il Gruppo, con 9 società controllate, 15 partnership produttive, più di 250 dipendenti e collaboratori, tramite la controllata Cef Publishing, è anche certificata dal programma Elite di Borsa Italiana per i requisiti di affidabilità e trasparenza richiesti dai principali investitori istituzionali. Ha vinto per la seconda volta consecutiva il “Best Managed Companies”, iniziativa promossa da Deloitte per supportare e premiare le aziende italiane eccellenti per capacità organizzativa.

Il corso offre la possibilità di acquisire le competenze necessarie per operare in una varietà ampia di realtà professionali: dalle aziende artigianali o industriali (dalle piccole panetterie ai grandi panifici), ai reparti panetteria e pasticceria di un supermercato, fino alle caffetterie e ai locali iperspecializzati in menù creativi che fanno del pane e dei prodotti da forno il proprio alimento centrale. E ancora aziende alimentari che producono e distribuiscono pane confezionato a lunga conservazione oppure prodotti da forno freschi o  precotti e infine pizzerie dove mettere a frutto la propria capacità come pizzaioli.
Partendo dall’analisi delle materie prime legate alla panificazione e al loro corretto uso, si arriva a padroneggiare le metodologie di impasto e lievitazione, le tecniche di produzione e cottura fino alla realizzazione di ricette tradizionali e innovative europee ed extra europee, per diventare esperti di Arte Bianca, competenti anche nella gestione di un’attività in proprio, grazie a moduli formativi sul food costing, strategie di marketing e digital marketing e a quelli per l’Haccp e per la Sicurezza sui luoghi di lavoro.
Composto da 12 unità didattiche, il corso si sviluppa sulla piattaforma Social Learning Cef, accessibile anche tramite app per mobile, per studiare in modo interattivo, inserendo  segnalibri, video e commenti per condividerli con la comunità di apprendimento, svolgendo online esercizi di autovalutazione, eseguendo verifiche con puntuale feedback da parte dei docenti, confrontandosi con loro e con tutor di supporto. In più, il corso si avvale di contenuti video in realtà aumentata Ar fruibili attraverso l’app New learning Cef disponibile su Google play e Apple Store. Si tratta di video di approfondimento sulla didattica, messi a punto con la collaborazione preziosa di due nomi d’eccellenza nel campo della panificazione, autori dei testi e consulenti scientifici di tutto il corso:  Piergiorgio Giorilli, autore di pubblicazione sul tema oltre che, tra gli altri titoli, fondatore e responsabile italiano della sezione Ambassadeurs du Pain Italia e Michela Giorilli, tecnico di laboratorio chimico biologico, docente ed esperta di prodotti da forno, membro fondatore e segretario della sezione Ambassadeurs du Pain Italia.


Inoltre videoricette realizzate per Corsicef da Sara Moalli. Food influencer, vincitrice dell’ottava edizione di Bake Off Italia, laureata in interior design a Milano coltiva da sempre la passione per la cucina e oltre a una spiccata dote per la realizzazione di dolci e biscotti, ama mettere le “mani in pasta” e i lievitati per lei non hanno segreti.  E per facilitare il corsista nella comprensione dei processi che stanno alla base della panificazione (fondamentali anche per la buona riuscita dei prodotti) si aggiungono videoclip con la partecipazione di Antonio Colasanto, dottorando in chimica degli alimenti all’Università del Piemonte Orientale e finalista nella decima edizione 2021 di Masterchef Italia.

Il programma che viene proposto dal Centro Europeo di Formazione garantisce la massima sicurezza e libertà di gestione dei tempi per i corsisti che possono organizzare lo studio parallelamente a eventuali impegni lavorativi. Sono infatti molti gli iscritti ai Corsi Cef che conciliano lo studio con il lavoro in prospettiva di un cambiamento professionale o di una scelta di aggiornamento continuo che possa pertanto migliorarne la posizione lavorativa.
Un’ulteriore opportunità di formazione quindi che, in linea con le reali richieste del mercato del lavoro, si rivolge sia a coloro che vogliono scegliere una opzione formativa altamente professionalizzante ottimizzando i tempi di apprendimento e mettere subito in pratica le competenze acquisite, sia per chi è un semplice appassionato della materia, ma desidera ugualmente approfondire le proprie conoscenze.




Foraz (Cnvv) e UniPO organizzano corso di alta formazione: “Diritto e tecnica delle produzioni agro-alimentari”

Foraz, il consorzio di formazione professionale che fa capo a Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv), in collaborazione con l’Università del Piemonte orientale e con il coordinamento del prof. Vito Rubino, organizza un corso di alta formazione in “Diritto e tecnica delle produzioni agro-alimentari”, rivolto a tutti coloro che operano nel settore alimentare o che producano materiali e oggetti destinati a entrare in contatto con gli alimenti (i cosiddetti “Moca”).

Gli incontri presenteranno le disposizioni della legislazione alimentare, implementando le conoscenze in campo tecnico e giuridico e fornendo spunti operativi per la gestione delle attività. Le figure professionali interessate sono molteplici: dagli operatori del settore (responsabili Haccp, responsabili e addetti al controllo qualità, responsabili affari regolatori, dirigenti di stabilimento, amministratori), ai consulenti, ai responsabili e agli addetti dei laboratori di analisi, agli addetti alle certificazioni di prodotto in ambito agroalimentare e Moca.

Le lezioni si svolgeranno on line, il venerdì pomeriggio, tra giugno e ottobre 2021, ma sono previste anche sessioni in presenza per consentire esercitazioni pratiche. Il programma prevede i seguenti moduli: sicurezza alimentare; comunicazione commerciale e rapporto con i consumatori; regimi specifici per determinate categorie di prodotti; nutraceutica e nuove tecnologie per la produzione di alimenti; profili giuridici e responsabilità dell’Osa; materiali e oggetti a contatto con gli alimenti.

Le aziende che aderiranno all’intero percorso o iscriveranno più di un partecipante avranno un sconto del 10%. Foraz, a cui si può richiedere il programma dettagliato di ciascun modulo e a cui devono essere inviate le adesioni entro il 28 maggio 2021, si occuperà gratuitamente anche della stesura del piano per finanziare il corso con i voucher di Fondimpresa.