PNRR , al via i lavori per 15 km di nuove piste ciclabili a Torino e Grugliasco

Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori per la realizzazione di una rete di piste ciclabili che migliorerà la mobilità sostenibile a Torino e a Grugliasco.

Il progetto, finanziato con fondi PNRR, vede la Città metropolitana di Torino come responsabile della progettazione e dei lavori, in quanto soggetto attuatore di II livello.

L’intervento – che sarà completato entro l’anno 2025 – consiste nella realizzazione di circa 15 km di nuove piste su 8 diversi assi che garantiscono una rete di collegamenti più sicuri ed efficienti per raggiungere le sedi universitarie cittadine, connettendole con le principali stazioni ferroviarie.

I lavori sono partiti a Torino dall’asse di via Filadelfia, nel tratto compreso tra via Giordano Bruno corso Unione Sovietica, dove è prevista una significativa riqualificazione per migliorare la percorribilità in bicicletta: la nuova pista ciclabile garantirà maggiore sicurezza per ciclisti e pedoni, integrandosi con il sistema viario esistente senza penalizzare la circolazione degli altri mezzi di trasporto.

L’iniziativa, in linea con gli obiettivi del PNRR, conferma l’impegno della Città metropolitana nella promozione della mobilità sostenibile e nella riduzione dell’impatto ambientale: l’ampliamento della rete ciclabile non solo agevolerà gli spostamenti quotidiani di studenti e lavoratori, ma contribuirà anche a migliorare la qualità dell’aria e il benessere urbano.

Il progetto complessivo riguarda otto tratte sulle quali nelle prossime settimane contemporaneamente si avvieranno i cantieri: cinque di queste sono a Grugliasco.

 

Questi i percorsi interessati:

 

    – Percorso 1: Stazione Porta Susa – Facoltà di Informatica corso Umbria;

    • Percorso 2: Stazione Porta Susa – Facoltà di Scienze Motorie e Facoltà di Informatica corso Tassoni;

    • Percorso 3: Stazione Porta Nuova – Facoltà di Medicina corso Bramante;

    • Percorso 4: Stazione Lingotto – Politecnico corso Cosenza, corso Eusebio Giambone e corso Corsica;

    • Percorso 5: Stazione San Paolo – Facoltà di Agraria e Facoltà di Veterinaria Grugliasco, corso Tirreno;

    • Percorso 6: Stazione Lingotto – Facoltà di Economia – Stazione San Paolo corso Siracusa;

    • Percorso 7: Stazione Lingotto – School of Management corso Maroncelli

    • Percorso 8: Stazione metropolitana Bengasi – Politecnico Via Nizza, Lingotto.




Storico accordo a Torino fra Autocrocetta e Biauto

Il 30 dicembre 2024 si è conclusa l’operazione di cessione dal Gruppo Felce al Gruppo Biauto del ramo d’azienda di Autocrocetta, entrambi storici dealer torinesi dei brand BMW e MINI.

Tale operazione, curata per Autocrocetta e per il Gruppo Felce dallo studio legale BA LEGAL di Torino e dallo studio di commercialisti BCGA di Milano, si pone come obiettivo quello di concentrare in un unico polo distributivo la vendita di auto di lusso della casa tedesca nella provincia di Torino.

Il CEO del Gruppo Felce Roberto Ferrari, dopo aver espresso soddisfazione per il buon esito dell’operazione, ha comunicato che il Gruppo si concentrerà nello sviluppo della propria attività di dealer di un altro importante brand internazionale, quello della casa automobilistica giapponese SUZUKI, con l’obiettivo di raggiungere una posizione di leadership nel mercato di riferimento.




Fdi, Dalla Regione Piemonte due misure concrete a favore delle persone sorde

Due importanti provvedimenti della Regione Piemonte a favore delle persone sorde. Da un lato il sostegno al bilinguismo italiano/lingua dei segni italiana per l’anno scolastico 2024/2025 e dall’altro il potenziamento del Servizio Comunic@Ens Pro che diviene disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

“Si tratta di un concreto impegno della Regione – dichiara Alessandra Binzoni, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale – a favore del diritto allo studio e del pieno inserimento delle persone sorde nella nostra società”.

“Ringrazio gli assessori Chiorino e Marrone per la sensibilità dimostrata. Iniziative come queste contribuiscono a migliorare la vita di chi è affetto da sordità e a creare una società più collaborativa ed inclusiva” conclude Binzoni.




Gestione acqua nel Pinerolese: Città metropolitana di Torino e Autorità d’Ambito ATO3 intervengono

La Città metropolitana di Torino interviene sul tema della gestione acqua nel Pinerolese, dopo la protesta davanti al Comune di Pinerolo da parte dei lavoratori di ACEA e invita i sindaci della zona a proseguire nel percorso intrapreso di allineamento alle disposizioni normative, senza per questo sottrarsi al confronto collaborativo per rassicurare i dipendenti sul futuro occupazionale.
“Si tratta di una vicenda che si protrae da diversi anni – spiega Jacopo Suppo vicesindaco di Città metropolitana di Torino – fin dal 2004 quando l’autorità d’ambito ATO 3 ha affidato la gestione del servizio idrico integrato congiuntamente a SMAT e ACEA con scadenza il 2023. Dopo una proroga di un anno, ora si tratta di concludere, come ampiamente previsto, la convergenza delle attività idriche di Acea nel gestore unico d’ambito, obiettivo della legge per la riforma del servizio idrico. La Corte dei Conti ha già respinto soluzioni locali alternative e crediamo immotivate le preoccupazioni di alcuni amministratori locali del Pinerolese, considerato il fatto che da più di un anno si è lavorato per rendere sostenibile questa transizione”.
“In tutti i percorsi di aggregazione già realizzati fino ad ora da SMAT con altre aziende pubbliche – aggiunge Suppo – è sempre stata assicurata la tutela dei lavoratori, che non è mai stata in discussione e sulla quale vigileremo come nelle altre occasioni”.
Un percorso portato avanti anche in seno a ATO 3, la cui Presidente Loredana Devietti commenta: “Dispiace che un processo che, dopo diversi confronti e interlocuzioni, sembrava avviato verso l’adesione al gestore unico, come previsto dalla legge,  sia stato adesso messo in discussione e ringrazio il sindaco di Pinerolo Luca Salvai  che si è speso, insieme ad altri sindaci che lo hanno sostenuto,  per cercare di portare avanti l’iter che dopo la proroga sta arrivando alla scadenza per gli adempimenti di legge. L’Autorità d’Ambito ATO 3 continuerà nella sua azione di attenzione e supporto del territorio per ogni necessità in merito, si rende disponibile a gestire, come in altri casi, questa fase di passaggio di ACEA contemperando le esigenze dei cittadini e quelle dei Comuni soci e insieme a Città metropolitana vigilerà affinché, come già assicurato dal vicesindaco metropolitano Suppo e come accaduto in diverse altre occasioni, i dipendenti siano tutelati a pieno”.




I 50 anni di CNA Piemonte: un’Assemblea dedicata all’inclusione e al futuro

In occasione del 50° anniversario, CNA ha celebrato oggi, lunedì 4 novembre, la sua Assemblea presso l’UniCredit University di Torino. L’evento ha avuto come tema centrale ‘Visione, Dedizione, Futuro’, ribadendo l’impegno dell’Associazione a guardare avanti e a prepararsi per le sfide dei prossimi anni.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dell’Assessore regionale alle attività produttive Andrea Tronzano, della Vice Presidente del Senato Anna Rossomando, di Michela Favaro, Vicesindaca della Città di Torino e della Regional Manager Nord Ovest UniCredit Paola Garibotti è stato presentato in anteprima il VII Rapporto dell’Indagine Monitor Piccole Imprese intitolato ‘Donne e uomini titolari d’impresa: DIS-SIMILI’ a cura del professor Daniele Marini.

A seguire ha avuto luogo una tavola rotonda che ha visto la partecipazione delle Onorevoli Chiara Appendino, Chiara Gribaudo, Augusta Montaruli e Claudia Porchietto.

Hanno chiuso i lavori Claudio Giovine, Direttore della divisione Economica di CNA e Giovanni Genovesio, Presidente di CNA Piemonte.

Giovanni Genovesio, Presidente Regionale di CNA Piemonte, dichiara: “Celebrare il 50° anniversario della nostra associazione non è solo un momento per riflettere sulla nostra storia, ma soprattutto l’occasione di porre le basi di un futuro prospero e sostenibile per le nostre imprese. Il tema di quest’anno, ‘Visione, Dedizione, Futuro’, riflette il nostro impegno a rimanere un punto di riferimento per le aziende artigiane e le microimprese che rappresentiamo“.

Delio Zanzottera, Segretario Regionale di CNA Piemonte, aggiunge: “Il nostro Osservatorio annuale ‘Monitor’ quest’anno si focalizza su temi di grande attualità come l’imprenditoria femminile e il contributo essenziale delle nuove generazioni. Questi sono elementi chiave per garantire la competitività e l’innovazione delle nostre imprese in un contesto economico in continua evoluzione“.

L’evento ha rappresentato un momento fondamentale di confronto e riflessione per la definizione delle strategie future che guideranno CNA Piemonte e i suoi associati.




Sì al Ddl 5: 25 milioni restano in Piemonte

Approvato dal Consiglio regionale, all’unanimità dei votanti (l’opposizione non ha partecipato al voto), il Ddl numero 5 “Disposizioni in materia di assolvimento degli obblighi di finanza pubblica”. Ha presieduto la prima seduta della nuova legislatura Davide Nicco, alla presenza dell’assessore al Bilancio Andrea Tronzano.

Come ha spiegato nella sua relazione di maggioranza Debora Biglia (Fi), “si tratta del recepimento di un decreto legge nazionale del 9 agosto”. L’anno precedente, infatti, il governo aveva stabilito che le regioni a statuto ordinario partecipassero alla copertura del disavanzo statale e la quota del Piemonte era di 25 milioni di euro. Quest’anno, invece, Roma ha deciso che le regioni a loro volta in disavanzo possano decidere di trattenere tale somma e “iscriverla in un fondo nella parte corrente del primo esercizio del bilancio di previsione 2024-2026”. “Tale operazione – ha chiarito Biglia – necessita dell’approvazione del Ddl che stiamo mettendo ai voti”.

Fabio Isnardi (Pd), relatore di minoranza, ha argomentato che “si potrebbe chiedere un intervento dei nostri parlamentari per trovare altri metodi, magari più antipatici, per recuperare i soldi. Come quello di far pagare le tasse a chi non ha l’abitudine di pagarle: non chiedere aiuto alle Regioni, anche perché un piano di rientro ce l’abbiamo e sta funzionando”.




Ragazze in tandem alla cieca Un viaggio attraverso l’Italia per promuovere l’inclusione

“La vita è come andare in bicicletta. Per restare in equilibrio devi muoverti”.

Le parole di Albert Einstein bene si adattano a Italia in tandem… alla cieca, l’iniziativa del progetto Ragazze in tandem creato dalla giovane non vedente Giusi Parisi con alcune amiche vedenti e non vedenti.
Storie metropolitane, in questa puntata, racconta di Giusi e del suo viaggio che la sta portando a percorrere in tandem tutta la Penisola da Reggio Calabria, da cui è partita il 25 aprile, fino a Milano, dove il suo arrivo è previsto per il 4 giugno.
La puntata è pubblicata sul canale youtube di Città metropolitana di Torino al link https://youtu.be/cYJexzoSpvI
41 tappe totali in sella al tandem, una bici molto speciale, con 2 sellini e 4 pedali, perfetta per condividere l’esperienza con il proprio partner o con gli amici, ma anche e soprattutto uno strumento di inclusione. Il tandem è infatti l’unico mezzo di trasporto che permette anche a persone con disabilità di dare un contributo attivo nello spostamento e nel frattempo percepire tutto ciò che sta intorno o sotto le ruote.
“Siamo felici – racconta Giusi Parisi all’arrivo al Lingotto di Torino – di questa esperienza. Attraversando l’Italia in tandem stiamo incontrando associazioni, volontari, cittadini che ci esprimono vicinanza e solidarietà e questo ci motiva per pensare già all’edizione 2025 ed altre competizioni”.
“È un’esperienza entusiasmante – aggiunge Chiara Ozino, compagna di avventura di Giusi – ma anche impegnativa. Non siamo interessate a record e chilometri, ma agli incontri che abbiamo ad ogni tappa. Dobbiamo contagiare la società con un messaggio chiaro che va verso l’inclusione eliminando qualunque forma di discriminazione”.
Soroptimist International d’Italiain linea con il progetto nazionale “Donne e Sport” è a fianco delle Ragazze in tandem così come spiega Erica Varese Baulino, presidente Soroptimist Club di Torino: “L’associazione che presiedo afferma i concetti di emancipazione, parità di genere e inclusione anche nella pratica sportiva a ogni livello. Tutti concetti che Giusi e Chiara rappresentano al meglio. Insieme ad altre associazioni sosteniamo con convinzione l’iniziativa Italia in tandem…alla cieca”.
Alla tappa torinese hanno contribuito attivamente anche la Fiab Torino Bici & Dintorni, la Polisportiva UICI Torino, l’Associazione KJ+ NH Hotel Lingotto Torino



Eliminate le barriere architettoniche del parcheggio per disabili dell’ospedale San Giovanni Bosco

Recentemente, l’area di parcheggio antistante l’ospedale San Giovanni Bosco di Torino è stata resa più agevolmente usufruibile dalle persone con disabilità attraverso l’abbattimento delle preesistenti barriere architettoniche. Nello specifico, in corrispondenza dei quindici stalli destinati ai portatori di handicap, sono state realizzate delle rampe d’accesso al marciapiede, prima assenti, che rendono ora possibile il passaggio e il più comodo ingresso nella struttura sanitaria a coloro che hanno problemi di deambulazione. Inoltre, il nuovo disegno degli spazi di sosta “a pettine” ne ha consentito l’allargamento, in modo da facilitare ai cittadini le manovre di entrata e di uscita dai veicoli, ed è stata rivista tutta la segnaletica, ridefinendo quella orizzontale per evidenziare l’uso esclusivo degli stalli e migliorando al contempo quella verticale.

Un intervento di manutenzione urbana apparentemente simile a molti altri che però, rispetto a quelli abitualmente realizzati in città, ha una caratteristica che ne fa un virtuoso esempio di collaborazione fra l’amministrazione cittadina e un privato: infatti, pur trattandosi di un lavoro effettuato su un’area pubblica, non soltanto a finanziare, ma anche a progettare e a far realizzare materialmente l’opera di riqualificazione è stata l’Unione Industriali Torino.

A renderlo possibile, la disciplina delle opere pubbliche a spese del privato, un modello che consente l’affidamento temporaneo di uno spazio comunale al soggetto attuatore di un’opera di pubblica utilità che, a conclusione dei lavori effettuati, lo riconsegna all’ente, come in questo caso. L’Unione Industriali Torino negli scorsi mesi ha pertanto “ricevuto” e preso in custodia l’area disabili del parcheggio dell’ospedale San Giovanni Bosco, dando incarico ai propri uffici di far prima progettare l’opera di sistemazione – subordinata ad approvazione con delibera della Giunta comunale e successiva determina dell’ente – e poi assegnare l’esecuzione dei lavori attraverso una procedura di gara, sostenendo un costo complessivo finale di 60 mila euro.

“Il ruolo dell’Unione Industriali Torino – dichiara il presidente Giorgio Marsiajcontempla anche, nei confronti della comunità torinese di cui è parte integrante, una funzione di responsabilità sociale che va al di là delle mere funzioni istituzionali dell’associazione e si esprime in un’attenzione concreta a questioni di pubblica utilità. Già in passato ci siamo messi a disposizione della collettività con azioni attuate nell’interesse dei cittadini, come nel caso della realizzazione dell’hub vaccinale durante la pandemia, ma ad esempio anche commissionando un’installazione per l’iniziativa Luci d’Artista. In questo caso, invece, ci siamo confrontati con l’amministrazione comunale per individuare insieme un bisogno manutentivo in un quartiere periferico, sfruttando l’opportunità offerta dal meccanismo che ci ha consentito di intervenire su uno spazio pubblico come se fosse nostro. Un’operazione che assume un senso particolare proprio quest’anno in cui Torino è Capitale della Cultura d’impresa, perché il senso di appartenenza delle aziende a un territorio e le forme di restituzione del contributo da esso offerto al loro successo, sono parte integrante dei valori insiti nel riconoscimento che abbiamo conseguito”.

Francesco Tresso, assessore alla Cura della città e al Verde pubblico della Città di Torino commenta: “L’intervento di manutenzione straordinaria del parcheggio di piazzale donatore del sangue – realizzato dall’Unione Industriale di Torino, che ringrazio – ha eliminato le barriere architettoniche presenti nell’area che ora è pienamente accessibile dalle persone con disabilità che si recano all’ospedale San Giovanni Bosco. Si è trattato di un esempio virtuoso di collaborazione fra pubblico e privato, una modalità operativa che tramite un bando finalizzato a favorire forme di mecenatismo urbano e sponsorizzazioni intendiamo seguire sempre più per realizzare interventi come questo, finalizzati a migliorare la fruizione degli spazi della nostra città. Una sinergia che genera valore, con l’obiettivo di avere spazi pubblici – parcheggi, piazze o giardini – ancora più curati, accoglienti e inclusivi, in un’ottica di interesse collettivo e di partecipazione attiva dell’intera comunità cittadina”.




Amministrazione di sostegno, i dati del 2023 in un convegno in Città metropolitana

A vent’anni dall’approvazione della legge 6 del 2004, che ha introdotto nel nostro ordinamento l’amministrazione di sostegno, la Città metropolitana di Torino ha organizzato oggi, in collaborazione con la Scuola superiore della magistratura, una giornata di studio con la partecipazione dell’Università di Torino, dell’Ordine degli avvocati e del Consiglio notarile, e con il patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte. 

La legge 6 del 2004 ha la finalità di tutelare le persone prive in tutto o in parte di autonomia nelle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente, e l’obiettivo dell’incontro era quello di mettere al centro dell’attenzione l’amministrazione di sostegno per valutarne luci e ombre, per comprendere cosa ha funzionato e cosa può essere migliorato in questa forma di protezione che la legge ha affiancato ai più rigidi istituti tradizionali (interdizione e inabilitazione)  nella tutela delle persone fragili. 

Chi non ce la fa, chi è fragile nella nostra società deve avere a sua disposizione istituzioni pubbliche per incarnare il principio costituzionale dell’uguaglianza e della difesa dei più deboli non in senso burocratico, ma in senso concreto e reale” ha detto la consigliera metropolitana con la delega alle politiche sociali Valentina Cera in apertura dei lavori. “La Città metropolitana è un primo approdo che svolge la presa in carico in senso umano e non lascia indietro nessuno, svolgendo un importante ruolo di coordinamento grazie all’Ufficio di pubblica tutela”.


Tra gli altri saluti istituzionali quelli di Jacopo Rosatelli, assessore al welfare della Città di Torino, di Monica Mastrandrea, magistrato della Scuola Superiore della Magistratura, e di Edoardo Barelli Innocenti, presidente della Corte d’Appello di Torino, oltre ai rappresentanti dell’Università di Torino, dell’Ordine degli Avvocati e del Consiglio Notarile.


I numeri delle amministrazioni di sostegno nel territorio metropolitano di Torino sono un trend in aumento: i dati del 2023 registrano circa 1300 aperture di amministrazioni di sostegno a fronte di 300 procedure per interdizione, quindi una massima espansione rispetto alla misura più invasiva e totalizzante della tutela, a cui non si ricorre se non sussistono i presupposti dell’incapacità totale.
Gli interventi hanno messo in evidenza luci e ombre di una legge che si è rivelata uno strumento elastico e agile per dare tutela a chi lo necessità in modo gratuito, piuttosto rapido e senza eccessivi carichi burocratici, ma che è stata segnalata diverse volte dalla Corte europea dei diritti umani e da altri organismi giuridici: come ha spiegato Joëlle Long dell’Università di Torino il problema principale è la difficoltà, anche da parte del giudice tutelare, di prestare adeguato ascolto diretto del beneficiario quando si tratta di incidere su scelte personali delicate, in particolare l’inserimento in una struttura.

I responsabili dell’Ufficio di pubblica tutela della Città metropolitana hanno illustrato i dati delle consulenze offerte agli amministratori di sostegno nel corso del 2023: oltre 3800, svolte tra la sede di corso Inghilterra, il Tribunale di Torino, quello di Ivrea e il Tribunale per i Minorenni.

 




Natalia Bobba è il nuovo presidente dell’Ente Nazionale Risi

Si tratta di una vera e propria svolta per il comparto risicolo che si tinge ulteriormente di rosa” afferma il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia dopo aver appreso che Natalia Bobba, imprenditrice agricola, è il nuovo presidente dell’Ente Nazionale Risi.

Da giorni la notizia era trapelata ma il decreto è stato firmato solo martedì dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella su proposta del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, visti i pareri favorevoli delle competenti Commissioni parlamentari.

Bobba succede al vercellese Paolo Carrà e resterà in carica per i prossimi quattro anni.

Perito agrario, di Vinzaglio, nel cuore delle provincie del riso, già conosciuta nell’ambiente per essere presidente dal 2014 di “Donne e Riso”, associazione femminile che sposa la mission di comunicare la coltura e la cultura del riso, è titolare dell’azienda Cascina Pernasca.

Siamo orgogliosi che una donna imprenditrice, impegnata socialmente a divulgare le informazioni sulle nuove e complesse realtà della moderna agricoltura, e a discutere dei problemi della famiglia e della donna inserita nel contesto agricolo, ricopra un ruolo di prestigio, per troppo tempo di appannaggio solo maschile” evidenzia Lella Bassignana, direttore di Confagricoltura Piemonte.

La sua nomina costituisce un altro passo importante sul cammino della parità di genere, e in particolare nel mondo agricolo che, sino a pochi anni or sono, era refrattario agli incarichi apicali affidati a donne” conclude il direttore.